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a Polonia nei colori primari / Mondiali 2022 / 8° / Francia-Polonia / SOFOOT.com

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Qualificatasi di misura grazie al gol segnato sul gong dall’Arabia Saudita contro il Messico, la Polonia si appresta a giocare il suo primo ottavo di finale di Mondiale dal 1986. Ma cosa ha nella pancia?

Negli ultimi minuti della partita contro l’Argentina, Czesław Michniewicz ha gridato: «Niente fallo! Nessun fallo! » Il tecnico polacco non ha paura di veder cadere un pericoloso calcio di punizione sul piede sinistro di Lionel Messi. Quello che lo preoccupa è vedere uno dei suoi uomini ricevere un altro cartellino giallo, con la Polonia poi perfettamente pareggiata sul numero di punti e il media gol con il Messico. Un gol segnato dall’Arabia Saudita nei minuti di recupero li ha finalmente sollevati e ha permesso ai biancorossi di qualificarsi agli ottavi di questo Mondiale, anche se la gestione di quest’ultimo incontro contro l’Argentina è questione. Raggruppati nella loro metà campo e molto passivi, i compagni di squadra di Robert Lewandowski si sono esposti molto (3,5xG concessi) e hanno quasi accettato di giocarsi il futuro con una moneta. Per fortuna la moneta è caduta dalla parte giusta, anche se i polacchi sarebbero potuti tornare a Varsavia se Lautaro Martínez e Nicolás Tagliafico fossero stati più cattivi negli ultimi minuti. Ma come ha potuto una squadra che ha mostrato così poco e ha segnato solo in una delle partite del girone che doveva giocare, riuscire a permettersi questa storica qualificazione e l’opportunità di sfidare la Francia, questa domenica, a Doha?

Intrigante senza palloncino

Molto rapidamente in questa Coppa del Mondo, gli uomini di Czesław Michniewicz hanno inizialmente fatto una scommessa chiara: non lottare per il controllo della palla (34% di possesso in media nelle prime tre partite, 30e percentuale media di possesso palla delle squadre del primo turno). Se questa scelta è ovviamente di tutto rispetto, tanto più che è stata fatta anche da altre selezioni presenti in Qatar (Giappone, Iran, Marocco, Australia…), l’approccio senza palla del Bianco rosso complotto. Accettare di soffrire, perché no, ma è poi obbligatorio essere compatti e impermeabili difensivamente, a rischio di veder susseguirsi le ondate (50 tiri concessi in questo primo turno, più di 14 a partita). La pecca maggiore dell’animazione della Polonia senza palla risiede quindi nella permeabilità del suo muro: un 4-4-1-1 dove Piotr Zieliński alterna un primo ruolo di supporto a Robert Lewandowski per anticipare una potenziale transizione offensiva e un secondo in cui viene ad inserirsi nella fila dei medium per formare una fila di cinque. Messico, Arabia Saudita, Messico: tutti avevano visto i buchi da sfruttare, e molte situazioni sono state concesse quando la palla è stata spostata a lato per poi trovare un compagno lanciato fuori in profondità o largo. dentro. La Polonia poi non avendo né il tempo né l’aggressività per impedire il cross, la sua superficie è spesso messa in pericolo.


Su questa sequenza troviamo il 4-4-1-1 polacco, in posizione di difesa degli interni. Cristian Romero viene poi a trovare Ángel Di María, incollato sulla linea laterale…


… sul suo pallone, il giocatore della Juve avanza e approfitta della chiamata di Nahuel Molina nella metà campo…


… che poi ha tutta la libertà di riattraversare verso Julián Álvarez.


Fortunatamente per la Polonia, lo sciopero del numero 9 sarà contrastato da Matty Cash.


Altra situazione contro il Messico: Hirving Lozano viene colpito in larghezza sulla fascia destra, mentre Héctor Herrera entra nella metà campo…


Il decano messicano ed ex giocatore dell’Atlético è servito…


… dopo una bella finta, anche lui ha tutto il tempo per crossare tranquillamente in area sul secondo palo…


…ma Alexis Vega non ci riuscirà un colpo di testa che passerà vicinissimo al palo di Szczęsny.

Oltre alla vulnerabilità delle proprie squadre di fronte al gioco a due e ai giocatori lanciati, la Polonia è in difficoltà anche quando si tratta di difendere le perforazioni interne. Particolarmente esposta in questo settore all’Argentina, ha incontrato profili tecnicamente superiori a quanto aveva conosciuto finora. Profili poi capaci di portare palla in avanti per creare brecce, e la risposta è stata difficile. Spesso troppo distanti dal portatore, troppo poco aggressivi o troppo facilmente eliminabili, gli uomini di Michniewicz hanno sofferto fino al break.


In questa situazione, Alexis Mac Allister colpisce la palla a diversi metri nella metà campo avversaria senza incontrare ostacoli contro il 4-4-1-1 polacco facilmente distinguibile…


…fino ad entrare nell’ultimo terzo nemico. Può così facilmente servire Álvarez…


… l’attaccante del Manchester City porta la palla nello spazio per attaccare la superficie e si offre un faccia a faccia con il portiere polacco, che perderà.


Poco dopo, nella ripresa, tocca a Enzo Fernández sfruttare lo spazio libero…


Il centrocampista del Benfica poi colpisce la palla al piede verso la superficie avversaria…


…fino a offrire una superba palla al suo attaccante nella zona della verità…


… questa volta Álvarez non perderà l’occasione: 2-0.

Un uso piuttosto pallido della palla

Dall’altra parte del campo, se certe fasi di pressing alto possono portare a occasioni per Lewandowski, come il rigore ottenuto contro il Messico o il secondo gol segnato contro l’Arabia Saudita, è soprattutto grazie al gioco lungo che la Polonia riesce a creare pericolo nell’area avversaria. Il suo portiere, Wojciech Szczęsny, è anche il secondo giocatore che ha percorso più metri in avanti nella competizione, subito dietro allo spagnolo Rodri e molto più avanti dell’australiano Matthew Ryan, anch’egli fan del gioco lungo.

Così i biancorossi si allungano spesso verso la testa di un attaccante – Lewandowski, Milik o Piątek – per giocare un duello aereo e scommettere sulla conquista di un secondo pallone per poi sperare di proiettarsi velocemente. Il resto dell’azione dipende esclusivamente dal successo dei giocatori interessati e dal posizionamento degli avversari. In effetti, la strategia polacca è stata molto più efficace contro il blocco superiore dei sauditi che contro i messicani.


Di fronte all’Arabia Saudita, Wojciech Szczęsny allunga su Arek Milik che vince il suo duello e riesce a deviare il pallone verso Krzysztof Piątek…


…il giocatore della Salernitana trova poi Lewandowski come staffetta una tacca più in alto…


… l’attaccante del Barça si volta e poi si dirige verso Lensois Przemysław Frankowski…


…che aggiusta un cross in un tocco magnifico verso Milik sul dischetto…


… ma il colpo di testa del giocatore in prestito dall’OM alla Juve colpirà la traversa. Gol a goal in dodici secondi.


Nuova lunga sequenza di gioco contro i sauditi con al via, come spesso, il portiere polacco…


… questa volta è Robert Lewandowski che è in fallout e devia la palla in avanti in direzione di Jakub Kamiński…


…pochi secondi dopo, la palla è tornata sui piedi del numero 9 polacco dopo un leggero strappo. Il barcellonese attacca poi lo spazio palla con il piede…


… ma l’ex attaccante del Bayern salterà il suo uno contro uno e restituirà la palla a Mohammed Al-Owais. La palla è passata dai piedi del portiere polacco alle mani del saudita in undici secondi.

Per continuare a rispettare l’identità di una squadra molto primaria con la palla, la Polonia può contare anche sui calci piazzati per far male. Finora non premiati nell’esercizio, i compagni di squadra di Kamil Glik hanno comunque beneficiato di situazioni enormi. Spinti dall’eccezionale destro di Piotr Zieliński in direzione dei colossi che sono Glik, Kiwior, Bielik, Milik o Lewandowski, queste fasi sono delle vere e proprie situazioni scottanti. Un vantaggio che useranno sicuramente contro la Francia, già sanzionata da Andreas Christensen su corner contro la Danimarca.


Calcio di punizione per i polacchi contro l’Argentina al ritorno dagli spogliatoi su tiro di Zieliński. I compagni di squadra del napoletano investono la superficie di Emiliano Martínez…


…nonostante i suoi 34 anni Kamil Glik riesce a colpire di testa, ma non trova il bersaglio.


Nuovo corner ben battuto dal numero 20 polacco contro l’Arabia Saudita, il centrocampista Krystian Bielik prende palla di testa e la lancia verso l’inquadratura saudita…


… ma Saleh Al-Shehri devia la palla al limite.


Angolo alla fine della partita contro il Messico per passare in vantaggio. Centro prima deviato sul secondo palo dal difensore Jakub Kiwior…


… prima di essere rilevato dall’ex parigino Grzegorz Krychowiak, ma quest’ultimo non riesce a gestire questa enorme situazione.

Wojciech Szczęsny rouge vif

“Qual è la chiave per fermare Kylian Mbappé? Me stesso. » Sì, Wojciech Szczęsny è un tipo piuttosto cash. Se può sembrare pretenzioso, le statistiche danno l’ex portiere dell’Arsenal in questo inizio di competizione con 16 parate e 2 piccoli gol subiti. Secondo le statistiche avanzate, Szczęsny è riuscito principalmente a evitare poco più di quattro gol per la sua squadra (6.3xG in porta subito) e ha parato due rigori. Il portiere polacco è senza dubbio IL portiere di questo inizio di Mondiale, ed è addirittura possibile vestirlo da eroe della storica qualificazione polacca.

Il Bianco rosso, che hanno quasi un riferimento per linea al cospetto del loro ultimo baluardo nelle gabbie, Zieliński al centro e Lewandowski davanti, condannano però il proprio portiere a ripetere le prodezze, visto che gli altri due sono messi al centro di una crisi collettiva , che fa pochissimo uso delle loro forti qualità. Una situazione confermata dallo stesso tecnico polacco: “Non ho i giocatori per fare il gioco.” Di conseguenza, vai al dae calciare e precipitarsi in Polonia, mentre la storia è anche dalla parte degli azzurri, imbattuti da sette partite contro la Polonia. Bisogna risalire al 1982 per trovare tracce di una vittoria dei biancorossi sui francesi (4-0). Dopo una partita deludente contro la Tunisia con un undici rielaborato e un’animazione traballante, il “secondo torneo” Così caro a Didier Deschamps comincia finalmente, diciotto mesi dopo essere stato calato agli Europei contro la Svizzera. Un’altra trappola si presenta questa domenica: una trappola più debole sulla carta, ma…

Di Matthias Ribeiro

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