Abbiamo incontrato la delirante Aston Martin Valalalalalala!

È stato nello showroom espositivo dell’officina in cui le Aston Martin sono mantenute con cura a Parigi, non lontano dalla Torre Eiffel, che abbiamo incontrato l’hypercar Valhalla. Esposta tra una scintillante DBS Superlegera e una Vantage, l’Aston Martin Valhalla è ancora solo un prototipo.

Verrà realizzato, a mano, in Inghilterra in una serie limitata di 999 esemplari. A ciascuno verranno fatturati 700.000 € tasse escluse. Secondo le nostre informazioni, il 60% del portafoglio ordini è già completo.

Aston Martin Valhalla, figlia di Valkyrie

L'Aston Martin Valhalla sviluppa una potenza di 1.000 cv per un peso di 1.550 kg.
L’Aston Martin Valhalla sviluppa una potenza di 1.000 cv per un peso di 1.550 kg.© Didier RIC

A metà strada tra una supercar e una Formula 1, l’Aston Martin Valhalla colpisce per il suo vestito dove si intrecciano fibre di carbonio a vista, quella della cellula centrale in particolare che pesa solo 100 kg e una tinta lacca grigio metallo tanto sobria quanto neutra per evidenziare le linee scolpite dalla necessità aerodinamica. Le griglie di ventilazione sono onnipresenti e permettono alla meccanica ibrida plug-in di respirare a pieni polmoni. Il cuore dell’auto non è altro che un motore V8 4.0 biturbo della gamma AMG Black Series che sviluppa ben 800 CV.

Come se non bastasse, all’assale anteriore viene aggiunta una potente macchina elettrica da 150 kW o l’equivalente di 204 CV, il set eroga una potenza superiore a 1.000 cv per un peso di 1.550 kg. Si pone quindi la questione dell’ibridazione, apportando un notevole peso aggiuntivo a rischio di penalizzare la performance pura. Ovviamente questa tecnologia ibrida plug-in non è stata sviluppata per scopi ecologici. No, per stessa ammissione dei rappresentanti del marchio, l’idea è quella di beneficiare di una “super” spinta elettrica beneficiandone in Formula 1 e di offrire modalità di guida “deliranti”.

L’immagine qui sotto non è presa da Star Wars..

Gli scarichi dell'Aston Martin Valhalla si trovano in alto.
Gli scarichi dell’Aston Martin Valhalla si trovano in alto.© Didier RIC

Un cambio a doppia frizione a otto rapporti fornisce il collegamento. Quest’ultimo non ha la retromarcia, quindi un piccolo motore elettrico situato sull’asse posteriore consente all’auto di fare retromarcia durante le manovre. Ma Aston Martin ce lo dice l’architettura del Valhalla non è del tutto fissa. È allo studio anche un’alternativa con due motori elettrici all’anteriore per fornire una funzione di “torque vectoring”. Unico inconveniente, con due motori di potenza sotto il coperchio anteriore, non è poi più possibile prevedere una pedaliera regolabile come quella presente sul prototipo parigino. Dovrà essere fatta una scelta tra agilità ed ergonomia.

Un’auto da corsa di facile accesso… se non accessibile

Nell'attesa di poter prendere presto il volante, abbiamo potuto accomodarci sull'Aston Martin Valhalla.
Nell’attesa di poter prendere presto il volante, abbiamo potuto accomodarci sull’Aston Martin Valhalla.© Didier RIC

Se l’abito dell’auto che avete davanti sarà fedele al 90% a quello che sarà possibile acquistare – se avete i mezzi – invece, l’interno corrisponde per il momento solo al 60% di la (piccola) serie Vahalla. Tuttavia, possiamo già apprezzare un accesso facilitato da porte con apertura a forbice che consentono un buon accesso al tetto, un po’ come una Ford GT 40 degli anni ’60, mentre in basso l’ampia rientranza facilita la discesa nel sedile che attende il fortunato pilota. Dietro i poggiatesta due piccoli scomparti saranno utilizzati per trasportare bagagli molto leggeri.

Seduti molto bassi, il guidatore ei suoi passeggeri dovranno tuttavia essere flessibili quando si estraggono dall’auto da corsa. Ma la cosa più importante sarà mettersi al volante per godere di prestazioni di altissimo livello, con una velocità massima di 350 km/h e un’accelerazione fulminea, la vettura è accreditata di uno 0-100 km/h in 2,5 secondi. Non vediamo l’ora di trovare il Valhalla da guidare questa volta.

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