abbiamo riconosciuto la penultima tappa nei Vosgi che promette di rovesciare tutto

I Vosgi come il terreno di gioco definitivo per la lotta per la maglia gialla… franceinfo ha riconosciuto la 20a e penultima tappa del Tour de France 2023 maschile, che partirà il 1 luglio 2023 da Bilbao (Spagna) e il cui percorso completo è rivelato giovedì 27 ottobre.

Questa 20a tappa nei Vosgi, sabato 22 luglio, presenta un percorso breve ma molto fitto: 133 km da Belfort a Markstein, segnati da sei passi e oltre 3.500 metri di dislivello, “l’ultimo grande appuntamento del Tour de France” spiega Thierry Gouvenou, il gestore del percorso Tour per ASO. “Abbiamo voluto mettere in evidenza quelli che vengono chiamati massicci intermedi per dimostrare che questo tipo di terreno può essere teatro di una spiegazione finale. Penso che dopo questo passaggio la gente penserà che c’è qualcosa di diverso dalle Alpi e dai Pirenei!” Una tappa che può quindi far incrinare qualche capolista, o addirittura ribaltare la classifica generale, aggiunge il direttore tecnico del Tour: “CPuò creare vere sorprese, dopo tre settimane di un Tour difficile e montuoso. Con la fatica, alcuni corridori non sono immuni da grossi fallimenti. Siamo fortunati ad avere una nuova generazione di piloti concentrati sull’offensiva, che entrano facilmente nella lotta, avranno un ottimo terreno di gioco lì! Sinceramente vedo i migliori della classifica generale ancora in lotta su questa tappa”. Nel frattempo, non ha precedenti avere, alla vigilia dell’arrivo a Parigi, una tappa sportivamente significativa in linea sulle montagne dei Vosgi, sottolinea l’organizzazione, con una serie di salite ripide su una breve tappa.

Una partenza da Belfort

Dopo il 2012 che aveva dedicato a Porrentruy un giovanissimo corridore francese (Thibaut Pinot, all’epoca 22 anni), dopo il 2019 la Grande Boucle torna dunque nel Territoire de Belfort con un villaggio di partenza previsto ai piedi del Leone di Belfort e un plotone che lascerà il centro città passando per la cittadella, prestandosi perfettamente a belle immagini in televisione.

Belfort e la vista dei Vosgi all'orizzonte, inizio della 20a tappa del Tour de France 2023. (FANNY LECHEVESTRIER / RADIO FRANCE)

ci proviamo da anni, spiega entusiasta il sindaco di Belfort Damien Meslot. È importante perché è un evento popolare ma è anche un evento economico. Il Tour vale tutti i piani di comunicazione”.

L’antipasto del Ballon d’Alsace

Il Ballon d’Alsace (11,5 km con una media del 5,3%) sarà la prima difficoltà della giornata, il primo dei grandi passi saliti dal gruppo del Tour, un riferimento al mitico Tour de France 1905. “Saliamo sul lato meno difficile, ma volevamo una tappa corta, quindi abbiamo scelto il lato più direttospiega Thierry Gouvenou. Questo ti permette di guadagnare quota velocemente e questo darà ai corridori l’opportunità di cercare la prima fuga. Dovremmo salire molto velocemente. Sarà poi l’accumulo di passaggi che farà la differenza e creerà le lacune”.

20a tappa del Tour 2023: il Pallone d'Alsace, a 11,5 km dalla partenza.  (FANNY LECHEVESTRIER / RADIO FRANCIA)

La Croix-des-Moinats e una salita senza precedenti

Secondo dei sei passaggi in programma per questo 20 tappa, il Col de la Croix-des-Moinats è più breve del Ballon d’Alsace ma anche più ripido: 5,2 km con una media del 7,1%. Un passo che il gruppo salirà attraverso un pendio senza precedenti, portato alla luce da Thierry Gouvenou, su una strada molto più stretta: “Jora sto usando l’app Strava, che mi permette di vedere dove stanno andando i ciclisti, e poi controllo sul posto se può andare bene per il Tour de France. Lì, il piede del passo è la parte più dura con una pendenza che si avvicina al 10%, è davvero l’inizio delle grandi difficoltà di questa tappa”.

Da questo passo si sale e si scende fino a raggiungere il Markstein. Non c’è più alcun tempo di recupero per i corridori.

20a tappa del Tour 2023: il Col de la Croix-des-Moinats attraverso una salita senza precedenti.  (FANNY LECHEVESTRIER / RADIO FRANCIA)

Alla scoperta del Col de Grossepierre

Un passo non troppo complicato a prima vista: 3,2 km all’8%… solo che il Tour vi trovò un bivio, la Traverse de la Roche, in mezzo a sontuosi chalet sparsi e al prezzo soprattutto di una salita mozzafiato, 1,2 km al 12%, con segmenti misurati al 18%. “Ecco, siamo ancora un po’ lontani dal traguardo, ma la gara inizierà ad assestarsi seriamente”. Proseguiremo velocemente con il Col de la Schlucht, 4,3 km al 5,5% di media.

20a tappa del Tour 2023: la Traverse de la Roche e le sue pendenze più ripide al 18%.  (FANNY LECHEVESTRIER / RADIO FRANCIA)

Le Petit Ballon e la sua superficie ruvida

Le Petit Ballon, l’ultima occasione per mettere in difficoltà un leader, ci sarà davvero un modo per attaccare”, descrive Thierry Gouvenou con un passaggio situato a soli 20 km dall’arrivo. Un collare dal piede formidabile, “che ti farà davvero male alle gambe” e un ultimo chilometro difficilmente più facile, con in più una superficie ruvida che non fa nulla: “Arriviamo su una strada forestale e questo aumenta davvero la difficoltà. Annunciamo una pendenza media dell’8,2% ma con questo fondo pessimo possiamo dire che saremo più come il 9%!” Attenzione anche alla discesa su strada dissestata, poi molto velocemente sorgerà un tornante a sinistra, per attaccare l’ultima grossa difficoltà della giornata, il passo Platzerwasel, anch’esso molto difficile, una lunga salita di 7,1 km a 8. 4% in media.

20a tappa del Tour 2023: il Col du Petit Ballon.  (FANNY LECHEVESTRIER / RADIO FRANCIA)

Arrivo al Markstein

Il Markstein è noto agli storici dello sci per aver ospitato diverse tappe della Coppa del Mondo di sci negli anni ’80. È stato anche al Markstein che l’anno scorso è arrivata la penultima tappa del Tour de France femminile. Quindi, ospitare ora la penultima tappa del Tour de France maculin nel 2023, una tappa che potrebbe ribaltare la classifica generale, è ovviamente motivo di orgoglio per Cyrille Ast, presidente della comunità dei comuni della valle di Saint-Amarin : “Quando vedi le piste, c’è davvero un modo per fare grandi divari. È un grande segnale per noi e per il territorio, per l’interesse sportivo che abbiamo nei suoi confronti. È una presentazione formidabile. Che riflettori!” Cyrille Ast vede oltre: sta lavorando alla riparazione della strada dell’Aia la prossima primavera per offrire agli organizzatori del Tour nei prossimi anni la prima salita non categoria dei Vosgi alla cima del Grand Ballon, con un passaggio a 19 %.

20a tappa del Tour 2023: l'arrivo a Markstein non sarà bucolico, alla vigilia dell'arrivo sugli Champs-Elysées.  (FANNY LECHEVESTRIER / RADIO FRANCIA)

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