Ad Angers, Montpellier e Brest, le discussioni sul futuro degli allenatori vanno bene

Rabbia in pieno brainstorming

Il presidente Saïd Chabane sta valutando se cambiare o meno allenatore.

Ultimi in campionato (8 punti) a cinque lunghezze dal Brest, 16° e prima non retrocessione, i giocatori angioini hanno due settimane di riposo per curare teste e corpi contusi dalla settima sconfitta consecutiva, domenica a Lille (0-1) . In primavera, il loro allenatore Gérald Baticle era sopravvissuto a una serie di sette sconfitte in L1. Sarà lo stesso quest’autunno? Sul sedile caldo il tecnico Picard, che nelle prime 15 giornate ha registrato 11 sconfitte (per 2 vittorie e 2 pareggi), sarà ancora in testa alla formazione angioina per la ripresa in programma il 28 novembre al centro di Baumette addestramento?

Il tempo non è (ancora) per il trambusto, ma continua ad essere il trambusto, secondo Mohamed Sifaoui. “Nessuna decisione viene presa in un modo o nell’altro”indica il direttore della comunicazione della SCO, precisando che il presidente Saïd Chabane – lunedì irraggiungibile – “riflette e moltiplica le consultazioni interne ed esterne”.

Fumo nero o fumo bianco? Se molte voci all’interno del club, anche negli spogliatoi, stanno spingendo per un cambio di allenatore, un addio a Baticle, il cui contratto dura ancora due anni e mezzo, comporterebbe un onere finanziario notevole per la SCO. E rappresenterebbe un disconoscimento per Chabane, che ha scelto personalmente l’ex assistente di OL per succedere a Stéphane Moulin nel 2021.

A Brest la suspense continua

Se il nuovo allenatore dovesse essere presente per la ripresa, la dirigenza del Finistère intende prendersi il tempo per decidere.

Arriva il momento della “decisione”, termine reso celebre dal cestista americano LeBron James ripreso in spagnolo da Antoine Griezmann. La versione bretone potrebbe non avere lo stesso impatto mediatico, ma il fatidico periodo della tregua mondiale sarà quello della nomina di un nuovo allenatore, tanto atteso a Brest dal licenziamento di Michel Der Zakarian, il 13 ottobre. Il Julien Lachuer- Il trio Bruno Grougi-Yvan Bourgis è giunto al termine del suo periodo intermedio di un mese fissato dalla dirigenza del club Finistère. Sotto il suo mandato, con 7 punti su 15 possibili, la SB29 si è un po’ ripresa e passerà la station wagon internazionale in una posizione di non retrocessione (16°), un piccolo lusso.

Interrogato sul seguito di domenica sera, dopo il successo contro il Troyes (2-1), Lachuer è rimasto evasivo. “Siamo a disposizione della direzione”, si è accontentato di ricordare il solito allenatore dei portieri. Nel processo, Grégory Lorenzi ha ricordato la necessità di assumere un allenatore qualificato, pena il pagamento di una multa di 25.000 euro a partita, poiché nessun membro dello staff lo è.

Ma il direttore sportivo del Brest e la sua dirigenza intendono ancora prendersi del tempo prima di decidere. Sono idealmente alla ricerca di un “nuovo” profilo tecnico, senza molta esperienza professionale ma suscettibile di avere nuove idee. Con questo in mente, Lorenzi e Denis Le Saint, il boss del club, avrebbero ricevuto di recente Benoît Tavenot (45 anni). Libero, l’ex direttore del centro di formazione di Bastia (2015-2016) ed ex assistente di Frédéric Antonetti a Metz (2019-2022) soddisfa tutti i criteri da quando ha superato il BEPF lo scorso maggio. Ma non è l’unico nella rosa dei candidati. Una cosa è certa, il futuro allenatore arriverà alla ripresa (a priori il 28 novembre) con uno staff ristretto visto che dovrà fare affidamento sulla squadra in campo.

A Montpellier, Pitau fino a fine stagione

In un comunicato, il Montpellier ha confermato Romain Pitau come allenatore.

“Non c’è motivo per cui il regalo avvelenato che le diamo oggi non dovrebbe trasformarsi in La bella addormentata nel bosco”, aveva avvertito Laurent Nicollin sulla nomina di Romain Pitau ad interim, il 17 ottobre, al posto di Olivier Dall’Oglio. Una premonizione confermata lunedì dal Montpellier in un laconico comunicato, nonostante i soli due punti presi in quattro partite dall’ex centrocampista del club: “Alla testa della prima squadra dalla ricezione del Lione, Romain Pitau resterà allenatore fino alla fine della stagione”.

Il presidente dell’Hérault ha incontrato domenica il suo consigliere Michel Mézy e il suo direttore sportivo Bruno Carotti dopo il pareggio contro il Reims (1-1), per giungere a questa conclusione. Le argomentazioni economiche sarebbero entrate in gioco, così come il risultato strappato in tempo supplementare. Una nuova sconfitta avrebbe potuto spingere i leader a un’altra decisione. Il MHSC punta al 14° posto, con un solo punto di vantaggio sulla prima retrocessa, l’Auxerre. Pitau e Montpellier riprenderanno il 28 novembre, prima di uno stage a Marbella (Spagna) all’inizio di dicembre). A breve verrà nominato un sostituto per accompagnarlo.

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