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ASM Clermont-Auvergne nel mirino di quattro denunce penali presentate da Alexandre Lapandry

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È un tuono per il rugby francese. Il 30 novembre, ben quattro distinte denunce sono state presentate contro X davanti al pubblico ministero di Clermont-Ferrand dagli avvocati di Alexandre Lapandry, terza linea e capitano dell’ASM Clermont-Auvergne (dimesso qualche giorno dopo anticipatamente), vincitore del Grande Slam 2010 con la squadra francese, per “Mettere in pericolo la vita degli altri e lesioni non intenzionali” ; “atti di violenza psicologica e molestie” ; “falsificazione e uso della contraffazione” et “violazione del datore di lavoro ai suoi obblighi di sicurezza e risultati”.

Tutte queste denunce prendono di mira i vertici del club alverniate e il suo staff medico, che l’ormai ex giocatore, 33 anni, accusa in particolare di negligenza nella cura della sua salute, dopo una grave commozione cerebrale avvenuta il 18 ottobre 2020, durante una partita contro lo Stade Français.

Su questo aspetto medico, l’avvocato sequestrato da Alexandre Lapandry, Me Jean-Hubert Portejoie, intende denunciare il fatto che il giocatore non sia stato sottoposto ad approfonditi esami cerebrali, nonostante preoccupanti sintomi post-concussivi, ed è stato autorizzato dallo staff medico del Clermont, due volte – il 22 novembre e il 14 dicembre, quando era assente dal lavoro – per partecipare ad allenamenti con contatto, mettendo in pericolo la sua vita poiché una risonanza magnetica finalmente eseguita il 30 dicembre 2020, su richiesta del giocatore, rivelerebbe una dissezione dell’arteria vertebrale sinistra e un ictus del cervelletto.

“Alcune persone dovranno capire che la sicurezza e l’integrità dei giocatori vengono prima degli interessi finanziari”

Io Jean-Hubert Portejoie, avvocato di Alexandre Lapandry

Contattata lunedì, ASM Clermont-Auvergne, a conoscenza del deposito delle quattro denunce davanti alla Corte Giudiziaria, finora non ha dato seguito ma ha fatto sapere che nel pomeriggio pubblicherà un comunicato stampa. È la seconda volta che il club alverniate si trova citato in giudizio da un suo ex giocatore da quando nel febbraio 2019, il canadese Jamie Cudmore, aveva sporto denuncia anche per “mettere in pericolo la vita degli altri”in un dossier ancora in corso che riguarda in particolare gli ultimi minuti della finale di Coppa dei Campioni persa dal Clermont (contro il Tolone, 18-24) il 2 maggio 2015.

Quel giorno, nonostante una terza commozione cerebrale in due settimane, Jamie Cudmore riuscì a tornare in campo (dal 68e all’80e minuto): “Aver subito tre commozioni cerebrali in due settimane comportava il rischio di una sindrome da secondo impatto per Mr. Cudmore, le cui conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche per la sua salute”

, si leggeva in una prima perizia ordinata nel 2017 dall’Alta Corte di Clermont-Ferrand che additava la responsabilità del club. Il caso è ancora in corso e in attesa di una nuova relazione. Altri due periti devono pronunciarsi sul reale rischio a cui era esposta l’ex seconda linea. “Su tre denunce in Francia(il club di Chambéry è stato citato in giudizio anche dalla sua ex prostituta, Quentin Garcia)due sono diretti contro lo stesso club: non credo nell’azzardo giudiziario sottolinea il signor Portejoie.

E riguardo al caso di Alexandre Lapandry, bisognerà che alcuni capiscano che la sicurezza e l’integrità dei giocatori vengono prima degli interessi finanziari dei club. » La seconda denuncia, per“atti di violenza psicologica e molestie”

si riferisce al periodo che va dal 30 dicembre 2020, data della scoperta dell’ictus, allo scorso 21 novembre, data del licenziamento, e prende di mira il comportamento del club e del suo presidente, Jean-Michel Guillon, che secondo Lapandry e il suo avvocato, ha fatto in modo di moltiplicare i controlli sul giocatore, mettendo in dubbio la realtà di certe interruzioni di lavoro e ha fatto di tutto per spingerlo alle dimissioni.

Più attento follow-up delle vittime richiesto dai giocatori

Le altre due denunce, più allegate, riguardano problemi di datazione in alcune interruzioni di lavoro – il giocatore è stato autorizzato dai medici dello staff a prendere parte ad allenamenti con contatto mentre era arrestato -, imitazioni di firma e uno scambio di schede mediche tamponi tra il medico del club e l’ospedale universitario di Clermont-Ferrand.

Nel fascicolo si rileva anche la mancanza di visite mediche di medicina del lavoro. Inoltre, il tribunale del lavoro di Clermont-Ferrand è stato adito per contestare l’ammontare del risarcimento percepito da Alexandre Lapandry a seguito del suo licenziamento, avvenuto il 22 novembre, data di consolidamento dell’infortunio (marzo 2022), nonché l’incapacità tariffaria del ex giocatore.

È quindi la terza volta in Francia che un giocatore di rugby decide di portare in tribunale la sua società, per denunciare le scarse cure mediche durante le commozioni cerebrali, lesioni cerebrali invisibili ma gravi, il cui seguito è delicato, e che sono sempre più frequenti poiché rappresentano, secondo i dati della Federazione inglese (RFU), più di un quarto degli infortuni tra i rugbisti.

A questo proposito, gruppi di giocatori di diversi paesi hanno, nei mesi scorsi, avviato azioni legali per chiamare in causa World Rugby, la federazione internazionale, le federazioni inglese, gallese e francese, nonché la National Rugby League. (LNR), per costringerli a rafforzare le loro misure per limitare gli impatti alla testa. Questi giocatori rivendicano anche, come Alexandre Lapandry, un seguito più attento delle vittime di ripetute commozioni cerebrali o incidenti vascolari, costretti a interrompere la loro carriera e spesso lasciati a se stessi per curarsi in seguito, alcuni dei quali impossibilitati a lavorare, senza le loro ferite essere veramente riconosciuto.“Non è possibile ridursi a giustificare il proprio stato di salute quando ci si è divertiti per un club”

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