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Bellingham, la principale minaccia per i Blues / Mondial 2022 / Quarti / Inghilterra-Francia / SOFOOT.com

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Brillante da quando ha messo piede in Qatar, Jude Bellingham, 19 anni, sarà, al di là dei calci piazzati inglesi, la principale minaccia per la Francia sabato sera. Come mai ? Senza dubbio perché, se il centrocampista del Dortmund è già minaccioso con il pallone, potrebbe esserlo ancora di più senza.


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Il 21 novembre, mentre le prime gocce di sudore cadevano dai teschi che erano venuti a riempire in massa le corsie dello stadio Khalifa di Doha e le prime braci di questo Mondiale del Qatar cominciavano a scoppiettare, Declan Rice si è avvicinato all’orecchio di un ragazzino e gli disse: “È il tuo palcoscenico, il tuo momento, divertiti. Sarò dietro di te per pulire e darti palloncini, vai avanti. » Poi è iniziato uno spettacolo di quasi 120 minuti. Quasi due ore durante le quali abbiamo visto Jude Bellingham, 19 anni e nessuna partita di Coppa del Mondo in calzini, grattare palloni, guadagnare metri, imbattersi nella pancetta degli avversari, saltare su ogni centimetro quadrato di prato, anticipare e compensare il minimo movimento, giocare con gli angoli, cercare, creare e trovare spazi, proiettarsi in superficie, segnare un goal e aiutare i suoi amici a segnarne altri. Libero nella testa e nei movimenti, il centrocampista inglese del Dortmund è volato sopra di un Iran rapidamente sopraffatto (6-2) dalle mille idee dell’uomo e dovette presto accontentarsi di applaudire l’insolenza del prodigio.

Non preoccuparti: Jude Bellingham non si limitava a fare promesse. Si diverte addirittura, fin dal suo primo spettacolo dato in questo Mondiale, a inondare il mondo di conferme generando superiorità numeriche difficilissime da controllare per gli avversari e cambiando ruolo come maglia. Da un’altezza all’altra, può così essere a sua volta un remoto centrocampista incaricato di rompere i monoliti tirando fuori dalla sua area passaggi verticali incrinanti, poi una pedina incaricata di calamitare la preda per aprire con l’aiuto infinite corse generose – oppure “disinteressato” come li ha definiti di recente Yaya Touré – spazi di discussione con i suoi vari compagni di squadra o anche un tedoforo che si tuffa in un’area svuotata dal movimento di un compagno per finirla o farla finire. Contro l’Iran, gli Stati Uniti, il Galles o il Senegal, c’è l’idea che Bellingham abbia giocato con i pennelli all’estremità dei ramponi e sia arrivato a dipingere una definizione: quella del vero giocatore scatola per scatolachi bilancia il tutto, lo fa vivere con la palla, ma chi sa anche – e questo è ancora più essenziale – come scuoterlo senza palla.

“Gli ho detto un giorno che poteva incarnare un nuovo tipo di centrocampista: un numero 22. Perché? Perché penso che possa essere un 4, un 8 e un 10, qualcuno che può fare tutto. » Uno dei suoi ex educatori alla Birmingham Academy

4+8+10

Mentre tutte le discussioni ruotano da qualche giorno attorno al Data In programma tra Kyle Walker e Kylian Mbappé, Inghilterra-Francia sabato sera è anche una tappa importante per un talento il cui numero – 22 – è stato, ovviamente, scelto tutt’altro che a caso. “Gli ho detto un giorno che poteva incarnare un nuovo tipo di centrocampista: un numero 22ha rivelato uno dei suoi ex educatori all’Accademia di Birmingham prima della Coppa del Mondo. Come mai ? Perché penso che possa essere un 4, un 8 e un 10, qualcuno che può fare tutto. » Questo Mondiale, dove Bellingham è sia l’inglese che ha gestito più contrasti – undici, solo Achraf Hakimi ne ha fatti di più dall’inizio della competizione -, sia quello che ha gestito più dribbling, quello che genera più pressione (in particolare ha fatto impazzire Kalidou Koulibaly negli ottavi contro il Senegal, il che non fa ben sperare per Raphaël Varane) e uno di quelli che ha toccato più palloni in area (quattro in più di Harry Kane), finora lo conferma solo. Questo ragazzo, accoppiato per il meglio con Henderson e Rice negli ultimi due giochi, è ora un’arma enorme – e piuttosto unica – per Gareth Southgate che, sebbene non mancassero pesci creativi per nuotare nelle corsie, aveva bisogno di aiuto. ‘un profilo come Bellingham, regale nell’anticipo, a suo agio in uscita dalla pressione (la sua eccezionale protezione palla gli permette quasi sempre di ottenere qualcosa) e capace di compensare i numerosi stalli di Harry Kane o di lanciarsi a testa alta negli spazi creati dalle ali del Tre leoni (Foden, Sterling, Saka, Grealish). La ricchezza del suo profilo era persino visibile nella maggior parte dei gol segnati dall’Inghilterra in questo Mondiale.


Primo esempio sul primo gol segnato contro l’Iran dove, posizionato in un ruolo di tedoforo in fase di possesso palla, Bellingham genererà prima stress nelle teste iraniane…


… poi rialzati e vedi Maguire trovare Mount nella metà campo sinistra tra le maglie del 5-4-1 iraniano…


… Mount riuscirà quindi a spostare Shaw, mentre Cheshmi segue i suoi movimenti e Hosseini cerca di controllare Kane: Bellingham lo ha individuato ed è venuto a tuffarsi…


… la sua testa – sì, è anche molto a suo agio in aria – sarà poi inarrestabile per il portiere iraniano.


Al terzo gol troviamo Bellingham su un altro albo: dopo un duello vinto da Saka, arriva in aiuto del giovane compagno di squadra…


… colpisce la palla al piede e lancia Kane che poi sbatte un cross perfetto per Sterling.


Al sesto gol sarà una staffetta preziosa dopo un bel recupero di Stones verso Rashford…


…il che fa uno sconto perfetto…


…ed ecco l’esclusiva apertura di Bellingham per Wilson.


Di fronte al Senegal, abbiamo trovato un vorace Bellingham che, mentre Kane temporeggiava e attirava Koulibaly, si tuffava nello spazio aperto…


… viene lanciato…


… e riuscirà a trovare dietro Henderson.


Era poi all’inizio del secondo gol vincendo un duello davanti a Saliou Ciss…

… poi usando il suo corpo per abbattere le tende senegalesi…


… prima di lanciare Foden sul piede sinistro, con un tempismo piuttosto eccezionale. Alla fine, Kane registrerà il 2-0.


Finalmente lo troviamo sul terzo gol, sempre dopo un rinvio di Kane, stavolta per far arretrare Koulibaly…


…che poi tarderà ad uscire su Foden, mentre Bellingham ha messo in dubbio la testa di Diallo: Saka può essere colpito sul dischetto. 3-0.

Il assiste le zone e vulnerabilità blu

Se brilla per la sua attività e la sua personalità, Jude Bellingham è tanto più motivo di preoccupazione per lo staff tricolore in quanto ama scuotere le zone vulnerabili dell’animazione difensiva francese: quelle dove l’Australia era stata in grado di iniziare alcuni movimenti , comprese quella che ha portato al palo di Jackson Irvine, quelle in cui la Danimarca ha poi fatto tuffare Damsgaard prima che Lindstrøm costringesse Lloris a una bella parata, quelle in cui anche la Polonia ha pressato più volte durante un ottavo di finale che ha visto i Blues galleggiare alla fine del primo periodo prima di stabilirsi e imporsi con autorità. Bellingham, preziosissimo anche per avviare le fasi di costruzione di un’Inghilterra che ama difendersi con la palla (terzo possesso medio di questo Mondiale per soli quattro tiri in porta concessi dall’inizio della competizione), mira essenzialmente a quello che viene chiamato loro assiste le zone per attaccare lo spazio o trovare un compagno di lancio. Queste aree, citate spesso da Bruno Genesio, Julien Stéphan o Pep Guardiola, sono quelle situate sui lati interni dell’area di rigore avversaria (nelle mezze-spazi) e sono quelle da cui statisticamente provengono i cross più pericolosi con generalmente un zona d’oro nel mirino. L’assist di Bellingham per Henderson contro il Senegal arriva da uno di questi assiste le zonee il centrocampista del Liverpool finisce esattamente in quello che viene definito il zona d’oro. Nulla è ovviamente lasciato al caso, tanto meno con lo staff chirurgico di Southgate.


Contro l’Iran, lo abbiamo anche visto attaccare più volte quest’area come in questa sequenza…


Oppure questo…


… che ha provocato una croce pericolosa.

Quindi, se l’Inghilterra è giustamente diffidente nei confronti di Kylian Mbappé (al punto da considerare potenzialmente l’installazione di un duo Trippier-Walker sulla fascia destra e persino un cambio di sistema, che permetterebbe anche di avere sul posto le qualità di Kieran Trippier da un punto morto) e se sappiamo che un incontro, soprattutto a questo livello, cambia spesso grazie a uno o più individui che escono dall’inquadratura per ingigantirlo, la squadra francese sa benissimo chi deve prima di tutto controllare. Ma riuscirà a imbavagliare l’intera attività di uno dei centrocampisti più completi della nuova generazione (con Pedri, Gavi e Musiala), pericoloso quasi quanto quando non ha palla tra i piedi? rispetto a quando si diverte? Bella trama.

Di Maxime Brigand, a Doha

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