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Brozović, fumatore polmonare / Mondial 2022 / Metà / Argentina-Croazia / SOFOOT.com

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Vera garanzia del centrocampo croato, la sentinella Marcelo Brozović supera discretamente le aspettative che lo circondano in questo Mondiale. Maratoneta impenitente e fumatore incallito, colui che fa da retroguardia a Luka Modrić sarà in prima linea nella lotta di trincea contro l’Argentina.

il 13/12/2022 alle 20:00

Coppa del Mondo 2022

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E Luka Modrić è un potenziale Benjamin Button, è anche perché il triangolo delle Bermuda che forma con Mateo Kovačić e Marcelo Brozović al centro è una formidabile fonte di giovinezza. Una linea tesa, che seziona l’influenza delle stelle opposte e fa sparire la pelle per lunghi minuti. È anche il “miglior centrocampista del mondo” secondo Zlatko Dalić, l’allenatore del Ardente. In ogni caso, è sicuramente il più equilibrato. Come nel 2018, la Croazia prolunga il divertimento e finisce ai rigori gli avversari. Come nel 2018, la Croazia ha il possesso palla e detta il tempo. Il suo punto più basso, Brozović, è il giocatore sintetico e merita almeno tanti elogi quanto il Pallone d’Oro 2018. Tanto più che quest’ultimo è arrivato praticamente senza ritmo in Qatar, colpa dello scricchiolio dei muscoli posteriori della coscia e di un mese e mezzo di gara mancata con l’Inter.

Brozo, non il pagliaccio

Con la maglia a scacchi sulle spalle, infatti, è come se la routine dei fittissimi weekend italiani non fosse mai stata stravolta. A volte disinvolto durante i suoi primi contatti con il Calcio, il nativo di Zagabria è insostituibile con il Ardente, e lascia ancora che i suoi piedi parlino per lui in questa Coppa del Mondo. Secondo miglior collezionista al mondo (39 palloni), Brozović come al solito ha fatto deragliare il mappe di calore, con i suoi 72 chilometri percorsi in 503 minuti sui prati (molto più avanti di Sofyan Amrabat, suo secondo classificato, che è uno dei protagonisti del torneo). Soffio, soffiare ? Pochissimo per lui, tranne quando si tratta di cedere il posto a Mislav Oršić sul gong, tanto da espellere Bruno Petković contro il Brasile. Il seguito è noto a tutti.

Nel suo ruolo di stalker, “Brozo” è stato proprio centrale per annientare le offensive brasiliane, e farle telefonare. Quando è stato necessario mettere all’angolo Neymar o Richarlison, assicurandosi la presa a due prima di proiettarsi o orientarsi velocemente, lui c’era. Stesso topo per rastrellare l’intera larghezza del campo, contrastare, cogliere l’occasione da lontano, alternare il gioco corto e il gioco lungo (e quindi aerarlo), o anche calmare il ritmo, per far ripartire i compagni prima spazio di attacco. Fondamentale anche in termini di ripetizione dei passaggi con un solo tocco e costruzione del triangolo, Marcelo Brozović ha fornito una prestazione di livello mondiale in ripartenza. Ancora uno. Il vantaggio di essere un 6 scatola per scatola con una visione del numero 10, per liberare il suo leader, Modrić, e il suo altro complemento, Kovačić, anch’egli appassionato di turni.

Coccodrillo Dundee

La cosa più impressionante per l’elemento molto combattivo suscitato dal Hrvatski Dragovoljac (un piccolo club chiamato in onore dei volontari durante la guerra d’indipendenza), è ricordare che il suo stile di vita non è necessariamente un modello del genere. A volte ubriaco al volante della sua Jeep, “il Coccodrillo”, come è stato soprannominato fin dall’infanzia, non ha mai nascosto di essere un grande amante di sigarette e sigari. Anche se significa apparire in azione, con una maglietta stampata con lo stemma della Federazione, l’HNS, sulla schiena. Vizi dai quali Brozo non ha però bisogno di staccarsi, in quanto la sua formidabile capacità di impegno e il suo eccesso di energia lo hanno sempre tenuto lontano dalle sanzioni disciplinari.

Un destino a cui devono guardare con orgoglio Marco Verratti (Italia), Radja Nainggolan (Belgio) e Ben Payal (Lussemburgo), altri tre trentenni numero 6 importanti tanto per la loro selezione quanto per la loro tabaccheria. Resto solo contro ilAlbicelestel’ex difensore della nazionale Josip Šimunić si aspetta “molta provocazione, borderline selvaggia, da parte degli argentini” così come l’arbitrato “più di parte del solito” . In un contesto teso, con arie di vendetta dato il ritaglio di sola andata del 2018l’influenza di Marcelo Brozović sarà esaminata, sia il Ardente dovrà reagire, senza cadere nella trappola di Scalonetta. E non importa se il tatuaggio bomba sul suo collo non sembra nient’altro che un tatuaggio temporaneo nascosto sotto uno scherzo di Carambar, i coccodrilli dell’ambiente marino porranno sempre problemi agli umanoidi.

Argentina-Croazia, riunione per la storia

Di Alessandro Lazzaro

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