Buccaneers – Ravens (22-27): Tom Brady non risponde più


Terza sconfitta consecutiva per il quarterback e la sua squadra.

Tampa Bay Buccaneers (3-5) – Baltimore Ravens (5-3): 22-27

Questa partita dovrebbe rassicurarli, alla fine spinge un po’ più in crisi i Buccaneers. Dopo un inizio di gioco impressionante, Tampa Bay ha perso slancio su entrambe le estremità del campo. I giocatori di Todd Bowles non sono mai stati in grado di trovare soluzioni contro una squadra di Baltimora che, al contrario, ha guadagnato slancio durante la partita.

Simbolo di queste difficoltà, Tom Brady è lontano dai suoi soliti standard. Peggio ancora, il suo livello di gioco sta persino iniziando a preoccupare davvero. E anche se le statistiche non sono catastrofiche (26/44, 325 yard e 1 TD), l’impressione visiva non inganna. Di fronte, senza Mark Andrews, svincolato all’inizio di questa parte, Lamar Jackson non si è smobilitato (27/38, 238 yard e 2 TD + 9 gare e 43 yard) e ha continuato ad insistere fino a trovare la falla.

Un inizio sciocco

Si poteva però scoraggiare, perché come abbiamo detto l’inizio del match non è proprio a suo vantaggio. E anche se Baltimora apre le marcature con un field goal inaugurale, l’attacco si blocca. Questi saranno anche gli unici punti dell’intervallo per i visitatori. Al di fuori di quello? 4 punt, un quarto tentativo e un canestro mancato. È debole, soprattutto quando ci si trasferisce a Tampa Bay. Normalmente. In quel momento la difesa dei Bucs rassicura. Riuscì a contenere “l’opzione di lettura” di Baltimora e a mantenere Lamar Jackson in rispetto. Ci diciamo che questa parte del campo sta tornando a vivere.

Stessa osservazione in attacco, con un avvio di gara sorprendente. 10 punti nei primi due drive. Un touchdown di una yarda da Leonard Fournette e un field goal che ha dato speranza ai tifosi (10-3). Alla fine, sarà solo un miraggio. Il livello continuerà a scendere durante l’incontro. Tom Brady sembra fuori ritmo, mancano i passaggi “facili” che lo hanno reso così vincente. Il lanciatore insisterà su Mike Evans (6 ricezioni e 123 yard) e Chris Godwin (6 ricezioni e 75 yard), prendendo di mira 11 volte ciascuno. Ma la strategia non funziona. I ricevitori e il quarterback non sono sulla stessa lunghezza d’onda, la linea offensiva non regala nessun regalo al numero 12 (3 sack consentiti) e in Florida niente va bene. A poco a poco la trappola dei Ravens si chiuderà.

Suona l’allarme

In difficoltà nel primo periodo, Baltimora aumenterà il livello di gioco dopo l’intervallo. La gara sarà di nuovo al centro del sistema di gioco di Greg Roman (33 tentativi per 231 yard, o 7 yard/gara) ei Ravens ne vedranno i benefici. Di ritorno dagli spogliatoi, segneranno tre touchdown sui primi tre drive. 77 yard, 80 e 83, questa è la lunghezza di queste serie offensive che taglieranno davvero le gambe ai loro avversari. Con la conclusione, Kenyan Drake e Isaiah Likely in aria sui passaggi di 5 e 10 yard, così come Devin Duvernay su una corsa di 15 unità.

I locali rispondono solo con due field goal, testimonianza ancora una volta delle preoccupazioni offensive negli ultimi 20 yard. Il divario finisce per allargarsi (16-24). Nel quarto quarto, i Ravens si metteranno finalmente al riparo con un calcio a fine partita per portarsi in vantaggio di 11 punti (16-27). A quel tempo, il touchdown di Julio Jones alla fine della partita su un passaggio di 8 yard di Tom Brady divenne aneddotico (22-27). Se non per evitare che il lanciatore finisca per diventare fanny.

Con questa seconda vittoria consecutiva (la terza in quattro partite), gli uomini di John Harbaugh trovano una grande dinamica, soprattutto quando il programma si schiarisce per i Ravens. E’ invece ora di dare l’allarme per i Buccaneers che restano a quota 5 sconfitte in 6 partite. E non è l’accoglienza del campione in carica la prossima settimana che potrebbe aggiustare le cose…

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