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Calcio, rugby, pallacanestro, pallavolo, pallamano… come la Francia è tornata ad essere una nazione ultra dominante negli sport di squadra

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Con la qualificazione alla finale del Mondiale 2022, la seconda nell’arco di quattro anni, gli azzurri del calcio sono in linea con le altre formazioni francesi dello sport collettivo. Con risultati esasperanti nel rugby, nel basket, nella pallamano o nella pallavolo, la Francia ha dominato in molte discipline per diversi anni. Ed è ancora più gustoso quando sai da dove vieni.

L’osservazione è stata rilasciata da Evan Fournier – mai l’ultimo a dare un’opinione chiara – pochi minuti dopo la qualificazione dei francesi alla finale dei Mondiali: “Quando parleremo della Francia come miglior paese per sport collettivo?” Se lo chiedeva il giocatore dei New York Nicks, vicecampione d’Europa con i Blues di basket lo scorso settembre.

La domanda merita davvero di essere posta. Calcio ? I Tricolores sono a un passo dal conservare il titolo di campione del mondo acquisito nel 2018. Rugby? Gli uomini di Fabien Galthié hanno conquistato il Grande Slam all’ultimo Torneo Sei Nazioni e si confermano i grandi favoriti per la prossima Coppa del Mondo che si giocherà in casa. Pallacanestro? Vicecampioni olimpici e vicecampioni europei al titolo. Pallavolo e pallamano? Campioni olimpici in carica.

>> Tutte le info sulla Francia prima della finale contro l’Argentina

Nello sport collettivo, la Francia è quindi in una forma mozzafiato e tutto sembra andare a buon fine per le varie squadre francesi. E queste belle esibizioni ripetute sono ancora più gustose quando vedi da dove viene la Francia in queste diverse discipline.

Per molto tempo solo la pallamano ha portato la Francia

Schematizzando, c’è solo la pallamano che nel tempo mostra risultati esasperanti. Con tre titoli olimpici (2008, 2012, 2020), cinque mondiali (2001, 2009, 2011, 2015 e 2017) e tre europei (2006, 2010 e 2014) la mano è stata l’unica a portare alto i colori della Francia dall’inizio degli anni 2000.

Nel basket, nonostante diversi podi, i Blues sono riusciti a vincere l’oro solo una volta, a Euro 2013. Con la generazione Gobert-Fournier, restano su due finali nelle ultime due grandi competizioni (Olimpiadi 2021, Euro 2022) e, con l’arrivo previsto del prodigio Victor Wembanyama, possono sperare di fare grandi cose alle Olimpiadi del 2024. Nella pallavolo, i francesi hanno dovuto aspettare fino al 2015 per vincere il loro primo titolo importante (campionato mondiale). Da allora è stata una vera e propria incursione, con altri due titoli nella World League/Lega delle Nazioni (2017, 2022), un titolo a Euro 2015 e una medaglia d’oro alle Olimpiadi del 2020.

Il calcio e il rugby fanno molta strada

Ma la trasformazione è senza dubbio ancora più spettacolare nel calcio e nel rugby, i due sport più seguiti in Francia… e i cui amanti hanno dovuto mangiare il loro pane nero per molti anni. Prima di vivere un vero e proprio rinascimento con l’insediamento di Fabien Galthié nel 2019, il XV di Francia ha vissuto un decennio più che doloroso del 2010. Dopo la loro finale di Coppa del Mondo nel 2011 contro la Nuova Zelanda (sconfitta per 8-7 contro la Nuova Zelanda), i Blues hanno vissuto anni di difficoltà, culminati con un ultimo posto al torneo VI Nazioni 2013. , una sculacciata per 62-13 contro gli All Blacks nei quarti di finale del Mondiale 2015 e un 10° posto nella classifica mondiale (il peggiore della storia) nel 2019.

E i Blues del calcio? Le tre finali dei tornei principali nell’arco di sei anni (Euro 2016, Coppa del Mondo 2018 e 2022) sono quasi inaspettate se ricordiamo il terribile fiasco di Knysna dodici anni fa. In quel momento, gli Hab non si degnarono nemmeno di scendere dall’autobus. E quando lo hanno fatto, come a Euro 2008, non è stato certo più glorioso (eliminazione dalla fase a gironi). Dopo il titolo mondiale del 1998 e la finale del 2006, il calcio francese si era infatti allineato, al punto che un’eliminazione nei quarti di finale di Euro 2012 contro la grande Spagna dopo un no-match (2-0) fu (quasi ) soddisfacente.

A tre giorni dalla sfida con l’Argentina per provare ad apporre una terza stella alla maglia del Gallo, questo periodo sembra lontano. In caso di incoronazione questa domenica in Qatar, Evan Fournier avrà un nuovo argomento per sottolineare la supremazia dello sport collettivo francese. E sarà ancora più difficile dimostrargli che si sbaglia.

Felix Gabory Giornalista RMC Sport

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