Caro Garcia strappa la semifinale “dopo una partita pazzesca”

Alla fine dello sforzo, Carolina Garcia ha sconfitto 4-6, 6-1, 7-6 (7/5) la russa Daria Kasatkina, sabato a Fort Worth (Texas), per concedersi una semifinale dei WTA Masters a portata di mano domenica contro la greca Maria Sakkari.

La 29enne lionese (n.6 al mondo), che aveva raggiunto questa fase durante la sua prima partecipazione all’evento nel 2017, quindi privato della finale dell’americana Venus Williams, avrà per lei questa volta l’esperienza di questo tipo di sfida, affrontando un avversario (N.5), apparso sicuramente formidabile in questa settimana, ma che ha battuto due volte in altrettanti confronti.

Una lunga vittoria in arrivo

Quindi eccola a più di due vittorie dal diventare la seconda francese ad aggiungere il suo nome alla lista dei vincitori di questo evento, dopo Amelie Mauresmo, che era stata incoronata a spese di Mary Pierce nel 2005, durante una finale tricolore al 100% d’altri tempi. Nel frattempo poteva assaporare il suo successo, acquisito tanto grazie alla sua perseveranza quanto al suo gioco offensivo.

“Era una partita pazzesca. Ho dovuto dare tutto per vincerlo, rimanere positivo fino alla fine. Daria è una tale combattente, sono felice di essere stata tanto quanto lei stasera “, ha detto caldamente in campo, dopo 2:30 di una feroce lotta contro l’ottavo mondo.

“Ho cercato di giocare in modo aggressivo, anche se è probabilmente la migliore difensiva del mondo. Abbiamo partite molto opposte, il che ha portato a dei bei rally”, ha aggiunto.

Pochi istanti prima che alla Dickies Arena risuonasse la famosa “Sweet Caroline” di Neil Diamond, Garcia era appena crollato di gioia, ma soprattutto con sollievo, quando ha visto morire in rete la palla catturata da Kasatkina.

Il risultato è quindi felice, ma avrebbe anche potuto non esserlo. E poi, si sarebbe amaramente pentita di questi sei break point sprecati sul 4-4 nel terzo set, dopo 13 minuti che è durata questa nona partita.

In precedenza, la francese era riuscita a rimettersi in gioco, ingoiando in maniera autoritaria il secondo set, dopo la sconfitta del primo durante il quale era comunque in vantaggio per 4-2.

Una prestazione notevole di per sé, perché quando Kasatkina vince il primo round, vince sempre dietro. La russa ha vinto le 28 partite in cui ha avuto il miglior inizio quest’anno. Ma non il 29.

Garcia non ha fornito una partita perfetta, tutt’altro. Lo dimostrano i suoi errori non forzati più numerosi (48) rispetto ai suoi tiri vincenti (42), ma la sua aggressività permanente lo ha premiato. Tanto quanto la sua fiducia nel suo gioco.

Con questa vittoria, imperativa per sperare di continuare il suo cammino in questa competizione, si è quindi assicurata la seconda posizione nel gruppo Tracey Austin, dietro all’intoccabile numero 1 del mondo Iga Swiatek che nell’altra metà si opponerà alla bielorussa Aryna Sabalenka.

Garcia era ancora 75° nel mondo ad aprile

Per “Caro”, questo corso è già una soddisfazione dopo sei settimane difficili, vittima di un fenomeno di scompenso dopo un’estate sgargiante, che l’ha vista vincere tre titoli (Bad Homburg, Varsavia, Cincinnati), prima di raggiungere le semifinaliUS Open. Abbastanza per passare dal 75° al 6° posto nel mondo in pochi mesi e invitarti a farlo Maestri.

Una rinascita, dopo più di quattro anni senza brillantezza, tra crisi di fiducia, tennis in affanno e preoccupazioni fisiche ricorrenti, che è riuscita a superare quest’anno, in modo spettacolare, grazie al lavoro svolto con l’allenatore Bertrand Perret, chiave del suo successo.

Tuttavia, a metà ottobre, dopo l’eliminazione al secondo turno del torneo di Guadalajara, quest’ultimo ha deciso per porre fine a undici mesi proficua collaborazione, citando senza specificare la natura dei problemi sorti in queste ultime settimane.

Una decisione che ha colto di sorpresa Garcia, arrivando a Fort Worth in mezzo all’incertezza. Aiutata per l’occasione dall’allenatore argentino Juan Pablo Guzman, che aveva già lavorato con lei lo scorso anno, ha però riguadagnato slancio nel miglior tempo.

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