Caroline Garcia si è qualificata per le semifinali dopo la sua vittoria su Daria Kasatkina

È stato doloroso, raramente brillante e non importa, alla fine. Al termine della sofferenza e cinque anni dopo, eccola di nuovo negli ultimi quattro Maestri. Questa volta, Caroline Garcia non è al settimo cielo, portata da Wuhan a Singapore da un magistrale tournée asiatico. In Texas e a 29 anni, la francese è al suo posto, quello di una giocatrice finalmente liberata dalle domande sul suo gioco e dai pensieri parassiti che l’hanno accompagnata.

Pronto, disse, per andare a prendere “qualcosa di grande”, prima a Fort Worth poi, presto spera, altrove, ancora più in alto. Il suo posizionamento estremo sul rendimento, la sua costante assunzione di rischi e la sua rete palata si avvicina, oggi la lionese le assume e le reclama, spazzando via con il dorso della mano le critiche che, a lungo, l’hanno destabilizzata e spinta a negare.

Una tempesta di emozioni interiori

Quindi sabato, contro Daria Kasatkina (4-6, 6-1, 7-6 [5]), in mezzo a una tempesta di emozioni interiori che più di una volta ha quasi avuto la meglio su di lei, Garcia si è aggrappata alla certezza che la sua salvezza sarebbe arrivata attraverso l’aggressività, proprio quella che le aveva permesso di arrampicarsi, nel cuore della nell’estate del rinascimento, dal 78° al 6° posto nel mondo, in particolare vincendo la WTA 1000 a Cincinnati e raggiungendo la sua prima semifinale del Grande Slam agli US Open.

Dopo un’ora di gioco con la testa in giù e la mascella serrata, schiamazzando uno su due dritti, svitando le raffiche del secondo set e allungando il bastone per essere battuto, perdendo quattordici degli ultimi sedici punti del primo set, allora era in vantaggio 4-2, palla 5-2, “Caro” ha trovato improvvisamente il suo morso. Dopo aver dato molto, ha punito pesantemente e Kasatkina ha perso l’equilibrio.

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Questa è la prima volta in questa stagione che Daria Kasatkina perde una partita dopo aver vinto il primo set. Il russo ha ottenuto 29 vittorie su 29 partite.

Messa alle strette, incapace di rispondere alla potenza del suo avversario, la russa, a sua volta, si tese. Era la banana, lanciata per la frustrazione durante un cambio di campo, per Garcia, era la racchetta per “Dasha”, battuta su quindici degli ultimi diciotto punti di un secondo set unilaterale.

Già segnato da alcuni alti e bassi, il match ha assunto una dimensione psicologica ancora più forte nel set decisivo. Garcia ha continuato a segnare e commettere fallo. Per due volte, ha spazzato via l’impegno di Kasatkina, poi sul 2-2, ma due volte è stata colta al passo. Il crossover è continuato e il tiro alla fune è diventato epico sul 4-4, una partita di tredici minuti con nove pareggi.

“Era una partita pazzesca. Anche se non è stato sempre un ottimo tennis, ho lottato fino alla fine”

Caroline Garcia, qualificata alle semifinali del Masters

Sul 40-15 del suo impegno, la russa ha commesso due doppi falli consecutivi prima che la francese riuscisse con uno splendido pallonetto di rovescio per ottenere il primo break point. L’8° al mondo l’ha salvata da un passaggio di rovescio non meno grandioso. Nelle sue successive due possibilità, Garcia ha tentato ritorni “50-50” che gli sfuggivano. In totale, la Lyonnaise perderà l’occasione di servire per la partita sei volte.

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Caroline Garcia è la terza francese a qualificarsi per le semifinali nelle sue prime due apparizioni al Masters (2017 e 2022) dopo Françoise Dürr (1972 e 1973) e Mary Pierce (1993 e 1994).

Tutto è finito per essere un tie-break. Kasatkina è stato il primo a segnare (2-1, mini-break), ma Garcia ha reagito immediatamente portandosi in vantaggio 5-3 poi 6-4. A due punti dall’eliminazione sul 5-4, 30A, pochi minuti prima, il 6° al mondo ha concluso il lavoro dopo uno scambio interminabile concluso a rete. Valeva la pena un lungo abbraccio con il suo clan. “Era una partita pazzesca. Anche se non è stato sempre un ottimo tennis, ho lottato fino alla fine”esulta Garcia che domenica in semifinale affronterà la greca Maria Sakkari.

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