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Caso Pogba: scarcerato Mathias, fratello di Paul

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Il secondo sarà stato buono. Secondo le nostre informazioni, il calciatore Mattia Pogbache era stato rifiutato il 29 settembre, ha appena visto la sua nuova richiesta di scarcerazione accolta dai giudici istruttori competenti per il caso diestorsioni di bande organizzate in cui era dietro le sbarre dal 17 settembre. Il fratello maggiore del centrocampista dei Blues e campione del mondo 2018 Paul Pogba – la principale vittima di questo dossier delicato – ha potuto quindi lasciare questo venerdì 23 dicembre il centro di custodia cautelare di Villepinte (Seine -Saint-Denis).

In ottemperanza a quanto richiesto dal suo avvocato, Me Yassine Bouzrou, il 32enne franco guineano è stato posto sotto controllo giudiziario, in particolare per divieto di contatto con sua madre e suo fratello Paul così come i protagonisti del file. Non è autorizzato a lasciare il territorio o utilizzare i social network. Interpellato questo venerdì mattina, Me Bouzrou non ha voluto commentare.

In questo caso, Mathias Pogba e altre quattro persone – tuttora detenute – sono sospettate di aver esercitato pressioni su Paul Pogba con l’obiettivo di estorcergli una grossa somma di denaro. Il giocatore della Juventus è stato addirittura rapito nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2022, intrappolato secondo il suo racconto da amici d’infanzia e due uomini incappucciati, armati di fucili d’assalto, che poi gli hanno rimproverato di non averlo aiutato economicamente.

Ha ammesso di essere su iniziativa del video

Mathias non è coinvolto in questi fatti, tanto gravi quanto traumatici per il fratello Paul, ma in compenso ha ammesso agli inquirenti di esserci stato lui dietro il video che ha svelato questa vicenda e fatto tremare il mondo del calcio per due mesi prima della Coppa del Mondo in Qatar. La giustizia ritiene che la trasmissione di questo video sia stata un mezzo di pressione per spingere il fratello a pagare.

Nel mese di settembre, Mattia Pogba si era presentato volontariamente ai carabinieri per essere ascoltato, come sottolinea il suo avvocato nella richiesta di scarcerazione del 15 dicembre. Dopo il fermo di polizia e l’interrogatorio di prima comparizione davanti ai giudici, il fratello maggiore del centrocampista della Nazionale è stato rinviato a giudizio per “estorsione in banda organizzata” e “associazione a delinquere” poi posta sotto controllo giudiziario. L’accusa ha immediatamente sequestrato il giudice delle libertà e della detenzione (JLD), che ha mandato l’imputato in custodia cautelare.

« Mattia Pogba chi nega di aver partecipato ai fatti è particolarmente sconvolto da questa privazione della libertà”, denuncia Me Yassine Bouzrou nella sua richiesta di scarcerazione (DML). Il penalista rileva inoltre che dal 17 settembre gli altri imputati sono stati interrogati e che le loro dichiarazioni non sono – ai suoi occhi – contraddittorie con quelle del suo assistito. Me Bouzrou rileva inoltre che Paul Pogba, sentito parte civile, “in nessun momento ha implicato Mathias Pogba nei fatti di cui è stato vittima”.

“Nessun rischio di pressioni su testimoni e vittime”

Sottolineando il principio della presunzione di innocenza e l’eccezionalità della detenzione, Yassine Bouzrou ricorda che sono previste misure di sicurezza alternative al carcere, con un procedimento sanzionatorio in caso di violazione di tale controllo. giudiziario. Inoltre, l’avvocato ritiene che non vi sia alcun rischio di perdita di prove e indizi materiali, né rischio di consultazione fraudolenta con l’altro imputato, il suo assistito anche non conoscendo le altre persone potenzialmente coinvolte in questo caso ma non ancora raggiunte dalla giustizia.

In linea con questa dimostrazione, Me Bouzrou ritiene che il rilascio del suo assistito non crei un rischio di pressioni su testimoni e vittime, ricordando che né Paul Pogba né la madre dei due fratelli hanno coinvolto il suo assistito. Allo stesso modo, assicura che non c’è pericolo di fuga o di voler eludere la giustizia. “Questa procedura ha importanti conseguenze familiari e personali per lui. Vuole ovviamente partecipare alla manifestazione della verità”, scrive l’avvocato di Mathias Pogba, indicando che può risiedere – da solo – in una proprietà di famiglia a Seine-et-Marne, e astenersi da ogni contatto con Paul. e gli altri suoi parenti.

Infine, Me Bouzrou insiste sulla volontà di Mathias Pogba di tenersi “a distanza da questa situazione”, precisando che il fratello di Paul è stato informato dalla procedura che nell’estorsione a mano armata avvenuta potrebbero essere coinvolti dei loro parenti. nel marzo 2002. Tutti questi argomenti – o alcuni di essi – hanno convinto i giudici a rilasciare Mathias Pogba dopo 89 giorni di detenzione. E stavolta ha tenuto testa l’attaccante, che ha militato in più di dodici club in Europa, lui che aveva silurato il precedente DML comparendo il 23 settembre su nuovi video pubblicati in particolare sul suo account Twitter mentre era in cella . Ha continuato lì le sue accuse contro la stella della Juventus di Torino. Pressioni, agli occhi dei giudici, che giustificano così la sua continua detenzione.

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