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Centro Ilbarritz: allo studio un progetto ambizioso a seguito dei rischi di erosione

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Tra Biarritz e Bidart, il centro di formazione internazionale di Ilbarritz ha il panorama più bello dei Paesi Baschi. Un sito eccezionale tra cielo, mare, montagna… e golf.

Scuole e professionisti accolgono golfisti di ogni livello, dall’iniziazione allo sviluppo di alto livello, sia utilizzando le varie attrezzature e gli spazi messi a loro disposizione, sia andando a giocare su un bel campo a 9 buche in parte sospeso sull’Oceano Atlantico.

Così decine di migliaia di sportivi ma anche amanti dei Paesi Baschi venuti per godersi il panorama e il cibo frequentano questo luogo magico oggi minacciato dall’erosione.

La scorsa settimana è crollata un’altra parte della buca n°3.

Golf Planète ha incontrato i principali attori della Société des Golfs de Biarritz, una società mista che gestisce gli interessi del campo da golf di Biarritz (1888) e del centro di formazione per fare il punto sullo stato del sito e sul suo possibile sviluppo. Questo è’Édouard Chazouilleres, Presidente e Vicesindaco di Biarritz (Finanze e grandi progetti), di Marc Campandegui, vicepresidente e vicesindaco di Bidart (costa e sicurezza) e Stefano Torinoil nuovo direttore del campo da golf di Biarritz, di cui è vice e direttore del centro Ilbarritz Vincent Wlodarczyk.
RdM.

L’erosione è un fenomeno naturale, lento,
prevedibile e irreversibile

Golf Planète: Tutti nel golf conoscono il sito eccezionale di Ilbarritz. Questo sito è minacciato dal cambiamento climatico e/o dall’attacco marino. Anche questa settimana parte della buca n°3 è stata consumata dall’erosione. Qual è la tua prima reazione a questa brutta notizia?

Marco Campandegui: L’erosione è un fenomeno naturale, lento, prevedibile e irreversibile. Inoltre, le mappe più antiche risalgono all’epoca napoleonica e rappresentano perfettamente questo costante arretramento della costa.
Per quanto riguarda il cambiamento climatico, esso non fa che accelerare questa evoluzione di volta in volta attraverso fenomeni estremi e molto geolocalizzati (piogge torrenziali, tempeste invernali) e costanti (innalzamento del livello degli oceani), che peraltro in un luogo come quello delle falesie di Bidart, formate da rocce dure e parti argillose.

GP: Il centro si compone di due parti distinte: da un lato un centro di allenamento in senso stretto dove lavorano scuole e professionisti del golf e dall’altro un campo a 9 buche. Quali sono i rispettivi futuri di queste due entità?

Édouard Chazouilleres: Le proiezioni sull’arretramento della costa entro il 2043 impongono di riflettere sull’evoluzione della configurazione del campo a 9 buche del Centro Internazionale di Formazione del Golf d’Ilbarritz. La necessità di rinnovare completamente il sistema di irrigazione del sito a breve termine sta accelerando questa riflessione a lungo termine sul futuro del campo.

Dati questi elementi, e volendo riportare il sito di Ilbarritz alla sua originaria vocazione, verrà intrapreso un progetto ambizioso sul Training Center, al fine di coniugare l’accoglienza dell’Alto Livello e lo sviluppo della pratica del golf per il maggior numero. , compresi gli scolari.
Il ricorso all’utilizzo di nuove tecnologie è in particolare un asse di miglioramento delle strutture attualmente allo studio.

Stefano Torino: Con questo spirito sono stati presi contatti con diversi specialisti tra cui Stuart Hallett, architetto del Golf e la TAS Company, diretta da Alejandro Reyes, ex sovrintendente del National Golf, teatro della Ryder Cup 2018, per lavorare ad un progetto di evoluzione di il corso, preambolo al rifacimento dell’impianto irriguo.

GP: Conosce altri casi simili in Francia? O all’estero?

EC: Infatti, secondo diversi studi, l’innalzamento delle acque e l’erosione della costa potrebbero causare, a lungo termine, la chiusura di alcune strutture, fortunatamente i Paesi Baschi non dovrebbero essere interessati da questo rischio.

ST: Va notato che il cambiamento climatico ha altri impatti sul funzionamento delle strutture per il golf. I temi evidenziati durante l’ondata di caldo di questa estate sono stati oggetto di riflessioni e decisioni nel settore del golf, sin dalla prima Water Charter, firmata dalla FFGolf e dai ministeri interessati nel 2006. File di rinnovamento della rete di irrigazione, che consentono risparmi sostanziali nei consumi , sono regolarmente sostenuti dalla Water Agency, che incoraggia la realizzazione di tali investimenti.

A Biarritz è in corso anche una riflessione su una possibile “conversione della flora”, un processo che consiste nel sostituire gradualmente il prato esistente con varietà più abituate ai climi tropicali, quindi meno acquifere e meno suscettibili alle malattie del prato.

EC: Colgo l’occasione per ricordare che l’Ilbarritz International Golf Training Center ha ottenuto l’etichetta Bronze Golf and Biodiversity nel 2021, e che molto presto sarà seguita da quella di Biarritz Le Phare.

Foto GP, Golf di Biarritz

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