Che impatto ha già Laurent Blanc, in tre settimane alla guida di questo nuovo Lione?

All’OL Park,

Meno del 45% di possesso palla e 6 tiri tentati a 15. No, queste non sono le statistiche di una delle peggiori debacle dell’Olympique Lyonnais con Peter Bosz, ma quelle della vittoria più significativa dell’inizio dell’era Laurent Blanc, domenica sera contro Losc (1-0). Quando il nuovo allenatore di lol ha annunciato, nella sua prima conferenza stampa appena tre settimane fa: “L’urgenza che c’è oggi è prendere punti, prima di parlare del gioco”, non immaginavamo che si sarebbe concretizzato altrettanto vividamente, per la sua grande premiere casalinga.

Soffocata dal pressing e dal gioco collettivo ben preparato di Paulo Fonseca, la sua squadra è stata subito in vantaggio contro il Lille. E questo per via in particolare di una formazione titolare molto sentita, nel 3-5-2, e con un febbricitante e ammonito Damien Da Silva per il suo primo mandato stagionale. Ma Laurent Blanc è riuscito a correggere la situazione dall’intervallo, con uno 0-0 che riconosce come “piuttosto fortunato”, come il brillante pallonetto di Jonathan David che termina sulla traversa di Anthony Lopes. Punto lavagna con Lolo White.

Non avevamo alcun controllo sull’ambiente. Il Lille era spesso in quattro in mezzo e noi solo in tre. Eravamo tre difensori centrali per un attaccante [Jonathan David]. Abbiamo individuato rapidamente questo problema. Non volevo cambiare subito perché pone ancora problemi in termini di equilibrio collettivo. Ma nell’intervallo abbiamo dovuto inserire un centrocampista, e soprattutto un centrocampista che difende bene mentre avanza. piccolo Giovanni [Lepenant] fatto meravigliosamente. Ci ha permesso di non essere trafitti nel mezzo. »

La complicità tra Jeff Reine-Adélaïde e Alexandre Lacazette, entrambi coinvolti nell'unico gol della partita, domenica contro il Lille, è simbolo del buon inizio dell'era Laurent Blanc a Lione.
La complicità tra Jeff Reine-Adélaïde e Alexandre Lacazette, entrambi coinvolti nell’unico gol della partita, domenica contro il Lille, è simbolo del buon inizio dell’era Laurent Blanc a Lione. – Laurent Cipriani/AP/SIPA

Tra “fiducia” e “calma”

O meno comunque, visto che l’ex speranzoso Caen ha portato tutto il suo ardore a centrocampo nel secondo periodo. Ma a parte questa ispirata reazione tattica, che ha contribuito all’improbabile successo di OL (1-0), come possiamo misurare già in tre settimane il contributo di Laurent Blanc? A livello strettamente contabile, l’ex tecnico parigino ha già appena “afferrato” 6 punti su 9 (successo a Montpellier e contro il Losc, sconfitta a Rennes), cosa che non succedeva a Peter Bosz da inizio settembre. Meglio: la fine della zona Europa, attualmente occupata dall’OM (5°), è a soli 4 punti, a sei giorni dallo scontro OM-OL al Vélodrome.

Oltre all’aspetto contabile, Laurent Blanc ha ovviamente rianimato Houssem Aouar e Jérôme Boateng, fuori rotazione con Pietro Bosz e con lui indiscussi titolari. Ha fatto bene soprattutto ai capi del Lione, secondo Jeff Reine-Adélaïde: “ Laurent Blanc ci porta molta fiducia e calma. All’intervallo, non stavamo facendo una buona partita. Sapeva trovare le parole giuste per entrare in campo con più fiducia. Il tecnico cerca di darci delle strade di gioco, di parlarci molto perché ci siano buone associazioni nel cuore del gioco e in attacco”.

Già “un cambio di mentalità”

Ebbene, domenica sera non era ancora da urlo, tutt’altro, ma la sequenza Queen-Adélaïde-Tagliafico-Lacazette, sul superbo gol del Lione contro il Lille (1-0, 74°), non può essere una coincidenza. “L’allenatore è arrivato tutto fresco per rimettere in sesto tutti, soprattutto mentalmente, conferma Anthony Lopes. Ha trovato le parole giuste. E così ha incoraggiato il suo gruppo, il primo da oltre sei anni in Europa, a imparare a “vincere nel dolore”. Su questo è tornato domenica l’ex allenatore dei Blues.

Società e giocatori avevano accettato tante cose, troppe secondo me. La prima settimana, anche con me, abbiamo deciso di non prendere punti a Rennes [3-2]. Avevo detto loro durante la settimana di non accettarlo più. A Montpellier non eravamo d’accordo di non prendere 3 punti, siamo andati a prenderli. Questo cambio di mentalità è uno dei più grandi progressi che ci sono stati nelle ultime settimane. »

“Non vincere soffrendo ogni fine settimana”

Con questa gioia di vivere e questa combattività a priori ritrovata sul terreno, anche se questi valori restano fragili. “Stiamo creando qualcosa di forte, grazie all’unità che c’è nel nostro gruppo, anche se speriamo di non vincere soffrendo ogni fine settimana”, ride Jeff Reine-Adélaïde, burlone a priori riempito, come dimostra il suo grido di rabbia sul Gol del Lione, che ha iniziato con una magnifica apertura dall’esterno del piede.

Antonio Lopes conclude: “Il tecnico sottolinea ogni giorno che abbiamo fretta di fare punti, quindi non importa se vinciamo soffrendo o meno. Molte persone sono diventate consapevoli della situazione. Sappiamo di essere molto indietro rispetto agli obiettivi che ci erano stati fissati ad inizio stagione. Ma non molliamo”. E soprattutto non quando si lancia un Olympico su cui i Lyonnais volano da molti anni (1 sconfitta negli ultimi 15 scontri contro l’OM in Ligue 1).

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