• Home
  • cosa ricordare dal corso della squadra francese?

cosa ricordare dal corso della squadra francese?

0 comments

Cosa c’è dopo questo annuncio

Da un inizio di successo a una finale leggendaria ma conclusa con la perdita del trofeo mondiale, la squadra francese ha vissuto un mese intenso in Qatar. Non molte persone hanno previsto una nuova finale per lui viste le numerose difficoltà che hanno punteggiato le settimane precedenti la competizione. Forfait di Kanté e Pogba, i due soliti titolari a centrocampo, poi di Kimpembe, Nkunku e infine Benzema, nella lista iniziale, poco prima dell’inizio delle ostilità. Didier Deschamps ha quindi rimediato a questi colpi di scena riuscendo a schierare un undici che si è dimostrato appetibile sin dal primo incontro.

Eppure, anche qui, tutto è iniziato male con un gol subito e il grave infortunio di Lucas Hernandez contro l’Australia. Ma la rivolta c’è stata e le scelte tattiche del tecnico hanno dato i loro frutti: un 4-2-3-1 offensivo con un Griezmann in un ruolo particolare di trequartista centrale destro. Le tante domande sul reale livello della squadra francese in assenza dei giocatori sopra citati trovano risposte positive: Upamecano e Konaté assicurano in difesa, Tchouaméni e Rabiot fanno dimenticare Kanté e Pogba. L’unico aspetto negativo è la prestazione difensiva di un Pavard morente.

Contro la Danimarca, temuta avversaria perché due volte vincitore degli azzurri nella Società delle Nazioni, rassicura il ritorno di Varane, molto meno la permanenza di Koundé. Ma la Francia domina l’incontro ed è cinica grazie a un Mbappé autore di una doppietta. Due vittorie in due partite, un livello di gioco soddisfacente, un attacco focoso, un centrocampista strepitoso, una difesa rassicurante o quasi, semaforo tutto acceso. La prima vera delusione è arrivata nella terza partita del girone, con la sconfitta per 1-0 contro la Tunisia, dopo una partita terribile, dove i parrucchieri francesi sono stati mangiati dai Carthage Eagles.

Una fase a eliminazione diretta non necessariamente padroneggiata

Niente di grave, l’importante è altrove, i campioni in carica hanno riposato prima degli ottavi. La fase a eliminazione diretta può iniziare e metterà in evidenza le difficoltà della Francia. Nonostante un gol segnato prima dell’intervallo da Giroud, contro una Polonia più giocosa del previsto, la Nazionale ha paura. Ci vuole un grande Lloris contro Zielinski, e finalmente due gol nell’ultimo quarto d’ora firmati Mbappé per sferrare un gran colpo. La Francia sta diventando una squadra che ha lunghi tempi deboli ma sa uscirne senza troppi danni.

Aumentano i tempi deboli contro l’Inghilterra, la più temibile rivale affrontata finora nei quarti di finale. Dopo un gol di Tchouaméni e un primo tempo generalmente controllato, ma a ritmo lento, i francesi hanno perso terreno nella ripresa. Il pareggio inglese è logico, e sembra annunciare una sconfitta in arrivo per i Blues, che resisteranno, volteranno le spalle, segneranno e poi festeggeranno il rigore sbagliato di Kane. La vittoria è dura, la stampa inglese piange ancora.

In semifinale si nota ancora la mancanza di controllo quando tutto parte alla perfezione con il gol di Théo Hernandez dal 5′. Come contro l’Inghilterra, nonostante questo vantaggio rapidamente acquisito, la Francia si è ritirata, ha lasciato la palla al Marocco e ha dato loro speranza. Anche in questo caso bisognerà attendere l’ultimo quarto d’ora per riprendere fiato, con il gol di Kolo Muani. La Francia non ha mai dominato totalmente una partita, il che ovviamente è una cosa rara nel calcio. Ma nessuno lo immaginava così amorfo contro l’Argentina per quasi 75 minuti. La prestazione degli azzurri nel finale mette in prospettiva tutti i progressi fatti in termini di gioco, ma non per nulla la forza mentale di una squadra capace di superare tante prove.

About the Author

Follow me


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}