Cristiano, la biografia di Ronaldo, l’uomo che voleva essere amato

Cinque volte Pallone d’Oro, cacciatore di record e gloria frustrata al Manchester United, che lo ha esonerato per un po’ dopo aver rifiutato di entrare in campo contro il Tottenham (2-0, 19 ottobre), Cristiano Ronaldo è un personaggio ambivalente. Thierry Marchand, ex giornalista di Francia Calcio, ha fatto affidamento su nove incontri faccia a faccia con CR7, che ora ha 37 anni, per decifrarlo e pubblicare il suo primo libro con le edizioni Flammarion. In vendita questo mercoledì 9 novembre (19,90 euro), Cristiano disegna il ritratto intimo di un uomo molto più sensibile e lacerato che in apparenza. Abbiamo selezionato alcune delle migliori lenzuola.

La copertina di Cristiano, di Thierry Marchand, edita da Flammarion.  272 pagine, 19,90€.  (Flamarione)

La copertina di Cristiano, di Thierry Marchand, edita da Flammarion. 272 pagine, 19,90€. (Flamarione)

“Parigi? La porta è aperta”

CR7 (allora 34enne), durante un pasto dopo la partita di C1 Juventus Torino-Lokomotiv Mosca (2-1), 22 ottobre 2019

« “Allora, Cristiano, quando ci vediamo a Parigi?” Sapevo che Ronaldo amava la capitale. E che a volte si recava lì nei suoi giorni liberi, in incognito. Soprattutto, ero sicuro che sognasse di essere convocato di nuovo lì, per ricevere un sesto Pallone d’Oro. La sua risposta suonava come una promessa, ma non nel modo in cui mi aspettavo: ”La porta è aperta.” È stato detto. […] L’insistito: “Solo con i portoghesi della regione parigina il club potrebbe riempire lo stadio. Mi vedo bene al Parc des Princes, davanti a cinquantamila portoghesi. Sarebbe grandioso.” Non era più una chimera ma un’offerta di servizio. Se Nasser al-Khelaïfi fosse stato nella stanza quella notte, avrebbe avuto solo un pezzo di carta in mano per farlo diventare un attaccante del PSG. Era troppo facile, quasi irreale. Per cinque minuti CR7 si è vantato con me del fascino del club parigino come probabilmente nessuno dei suoi dirigenti sarebbe stato in grado di fare.

L’intero catalogo era lì. Il Paris era ricco, il Paris aveva ambizioni, il Paris aveva Neymar e Mbappé, due giocatori che adorava. Parigi aveva assistito alla sua incoronazione con il Portogallo nel 2016. Parigi lo capirebbe meglio di chiunque altro, Parigi lo farebbe brillare più di qualsiasi sua luce. E Parigi gli avrebbe necessariamente offerto un nuovo Pallone d’Oro. Nella sala del ristorante Tàola, zona del club torinese, CR7 ha declamato ad alta voce la sua vibrante lettera d’amore per il PSG. »

Kylian Mbappé contro Cristiano Ronaldo, 14 febbraio 2018 a Madrid (vittoria per 3-1 del Real contro il PSG).  (Benjamin Cremel/La squadra)

Kylian Mbappé contro Cristiano Ronaldo, 14 febbraio 2018 a Madrid (vittoria per 3-1 del Real contro il PSG). (Benjamin Cremel/La squadra)

“Lione Messi. ”L’altro ragazzo”, come diceva Jorge Mendes (l’agente di Ronaldo). Cristiano ha rispettato quello che stava facendo Messi. Dal profondo della sua probità, sono persino certo che l’ammirava. Ed è probabilmente per questo che non odiava il giocatore, ma l’uomo. ”È così facile rimanere nella tua bolla quando hai successo, mi si scagliò addosso all’improvviso, senza mai nominare la persona che animava il suo risentimento. Non uscire dalla tua zona di comfort (NdR: Messi lascerà il Barça per il PSG nell’estate del 2021), come ho sempre fatto. Guarda, ho osato venire a Torino, per cambiare società, campionato, cultura calcistica. Mi sono messo in pericolo. Ho corso questo rischio che sono certo mi ha fatto perdere il Pallone d’Oro l’anno scorso. Non mi pento di nulla, ma…” La congiunzione lo aveva tradito. Questo ”più” ovviamente voleva dire sì, ovviamente gli dispiaceva!

[…] Ho sentito la linfa salire. Ma sono rimasto ancora stupito quando mi ha pronunciato questa spietata frase, direttamente dal suo atavico risentimento: ”Se quest’anno Messi vince il Pallone d’Oro, lascio il calcio!” L’accusa è stata tanto sorprendente quanto violenta. Istintivamente voleva essere una minaccia dissuasiva e covava tutta l’avversione in lei ispirata da colui senza il quale avrebbe regnato, incontrastato e inequivocabile, sul regno dei pinguini, come è soprannominato il mondo del calcio. Questa diatriba significava soprattutto che una vittoria per l’argentino era per lui davvero insopportabile. Porrebbe fine a questa speranza, onnipresente con lui, di superarlo nella lista del Pallone d’Oro. Per surclassarlo. E anche per abbassarlo, se non altro per lo spazio di un anno. L’onnipotenza di Messi è dunque irta al punto da gettare la spugna. » (NdR: Messi ha finalmente vinto il Pallone d’Oro nel 2019, poi nel 2021, portando il suo totale a sette trofei.)

Cristiano Ronaldo e Lionel Messi allo stadio Santiago-Bernabéu, durante il Clasico il 23 aprile 2017. (Franck Faugère / L'Équipe)

Cristiano Ronaldo e Lionel Messi allo stadio Santiago-Bernabéu, durante il Clasico il 23 aprile 2017. (Franck Faugère / L’Équipe)

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