Cristiano Ronaldo ha commesso un errore nella sua comunicazione?

Cosa c’è dopo questo annuncio

“Scusa, non sono quel tipo di giocatore”. Parole forti – usate da Cristiano Ronaldo durante la sua intervista concessa al giornalista britannico Piers Morgan – che sintetizzano da sole la vertigine che sta attraversando il quintuplo Pallone d’Oro. Al vertice del calcio mondiale per molti anni, l’attaccante della nazionale portoghese (191 presenze, 117 gol) viene ora riqualificato dal suo allenatore, Erik ten Hag. Simbolo di questa perdita di influenza, CR7 ha già iniziato otto partite di Premier League come sostituto. Il totale più alto dall’anno finanziario 2005/2006. Più che una fallita rimonta al fianco del Manchester United, questo difficile ritorno sulla Terra provoca soprattutto un profondo malessere per chi ha sempre sfidato le leggi di gravità.

Giustificato comunicato stampa

Frustrato e amareggiato, CR7 si è dunque seduto sulla sedia color sabbia di Piers Morgan per consegnare la sua verità. Quella di una stella ferita dove l’unica maledizione della sua immensa carriera è nella sua stessa mentalità. Quella di un campione che ha raggiunto l’apice del suo sport. Anche quello di un fenomeno globale che non accetta di crollare sotto il peso dei suoi 37 anni. Una mentalità che rende così la sua discendenza molto più brutta di quanto dovrebbe essere. Incapace di accettare il declino delle proprie capacità, l’ex attaccante di Real Madrid e Juventus Torino ha finalmente deciso di saldare i conti e gli obiettivi sono tanti. Dal Manchester United a Erik ten Hag passando per la famiglia Glazer, Ralf Rangnick o anche ex stelle mancuniane, il campione europeo 2016 non ha risparmiato nessuno.

“Ad essere onesti, quando sono arrivato pensavo che le cose fossero cambiate perché me ne sono andato 13 anni fa. Pensavo che tutto sarebbe stato diverso, tecnologie ecc. Sono rimasto sorpreso negativamente, perché tutto era uguale. L’instabilità del club mi ha sorpreso. Il tempo si è fermato lì. Non me l’aspettavo”in particolare ha assicurato il giocatore allenato allo Sporting sul suo ritorno all’Old Trafford prima di attaccare il suo allenatore, Erik ten Hag: “Non nascondo che il rapporto con l’allenatore non è buono. Sono onesto. Non mi rispetta come merito. L’allenatore non aveva rispetto per me. Ecco perché la relazione è così. Continua a dire alla stampa che viene a trovarmi, che mi ama, blablabla. Ma questo è solo per la stampa. Se non mi rispetti, io non ti rispetterò mai”.

Il risultato di fattori sportivi ed extra-sportivi!

Emotivamente commosso, inoltre, dopo la morte del figlio appena nato il 18 aprile, Cristiano Ronaldo si è scagliato contro anche i suoi stessi compagni di squadracastigando, come tale, la mentalità del giovane mancuniano. “Il mio consiglio per i giovani? Penso che il miglior consiglio sia quello di essere un esempio. Ci sono tutte le mattine, la prima qui e l’ultima ad andarsene. I dettagli parlano da soli. Mi piace dare l’esempio. Mi seguono e mi ascoltano? Alcuni lo fanno, ma alla maggior parte non importa. Ma questo non mi sorprende. Non avranno la mia longevità, è impossibile”.. Tante dichiarazioni esplosive che riassumono lo stato di stufo in cui si trova il nativo di Funchal. Un comunicato senza precedenti che porta anche molti interrogativi sulla sostanza e sulla forma di questa comunicazione shock.

Cristiano Ronaldo è vittima di un’istituzione mancuniana in fallimento? Ha sbagliato quando è tornato al Manchester United? La forma del portoghese è peggiorata a causa della percepita mancanza di rispetto? Il quintuplice Pallone d’oro è sufficientemente valutato? CR7 è semplicemente superato dall’età e da un declino intrinseco delle sue qualità di calciatore? Parte della verità sta senza dubbio nella risposta a tutte queste domande. In quanto tale, l’ex Merengue paga, infatti, i limiti osservati al fianco dell’Old Trafford nelle ultime stagioni. Sia nell’instabilità sportiva – si pensi, qui, al valzer degli allenatori dall’addio di Sir Alex Ferguson – sia nella scarsa coerenza del board mancuniano, i Red Devils, quinto in Premier Leaguesembrano lontani anni luce dai loro giorni migliori.

Superato sulla scena europea, anche se qualificato per la fase a eliminazione diretta dell’Europa League dove troverà l’FC BarcelonaAnche il Manchester United non ha il gioco più adeguato per CR7 e le sue 37 primavere. In effetti, quest’ultimo si è unito a una squadra nota per il suo veloce gioco di contropiede e sembrava chiaro che potesse interrompere il piano tattico del Batavian. Inoltre, la Premier League è meno famosa per l’allungamento della carriera, a differenza della Serie A e degli esempi Zlatan Ibrahimovic o Francesco Totti. Un’osservazione che porta dunque a chiedersi se la scelta del cuore fatta da Ronaldo non fosse destinata a fallire in partenza, nonostante l’entusiasmo creato dagli arrivi di Jadon Sancho e Raphael Varane.

Parole forti e un po’ di goffaggine…

Posto in condizioni sportive disagevoli, CR7 ha comunque segnato 24 gol e fornito 3 assist in 38 partite in tutte le competizioni della scorsa stagione. Un record onorevole nonostante la scarsa prestazione collettiva della sua squadra, sesta dopo 38 giornate. Confinato in un ruolo di sostituto dall’arrivo di Ten Hag e autore di soli tre piccoli gol dall’inizio di questo esercizio, Cristiano Ronaldo ha finalmente ceduto. Pertanto, se la sostanza delle sue osservazioni rimane comprensibile per quanto riguarda gli elementi sopra avanzati, la forma, si interroga. Al di là del fatto che rischia di pagarne – logicamente – le conseguenze visto che avrebbe deciso il Manchester United, secondo il Mail giornalieraper avviare un procedimento legale contro di lui per violazione del contratto, la tempistica di questo comunicato stampa solleva interrogativi.

Inserito nel girone H in compagnia di Ghana, Uruguay e Corea del Sud durante i Mondiali del Qatar, il Portogallo si appresta, infatti, a fare il suo ingresso in corsa nella più prestigiosa delle competizioni. Se tutta la Seleção non sembra turbata dalla bufera mediatica provocata dalle dichiarazioni di CR7, questa intervista impatta, nonostante tutto, sulla preparazione portoghese. Presente in zona mista al termine dell’incontro tra Portogallo e Nigeria (4-0) questo giovedì, Bruno Fernandes, in quanto tale, ha parlato delle voci sulle tensioni esistenti tra lui e Cristiano Ronaldo, dopo la pubblicazione di uno scambio apparentemente piuttosto freddo tra i due uomini. Inoltre, le osservazioni virulente fatte dai portoghesi sollevano la questione dell’esemplarità.

Come dovrebbero sentirsi i giovani giocatori come Garnacho guardando questa intervista? Noto per la sua capacità di indicare la strada ai giocatori più giovani di una rosa, CR7 sembra, questa volta, essere stato sopraffatto dall’emozione (alcuni lo vedranno come un atto di coraggio in un mondo in cui il linguaggio del legno e la correttezza politica è spesso denunciato). Inoltre, se le critiche mosse dal portoghese alla gestione dei titolari rischiano di essere ben accolte dai tifosi mancuniani, la maggior parte dei tifosi del Manchester United oggi tifa Erik ten Hag. Così, in un momento in cui l’ex Juve dipinge un quadro molto fosco della situazione, il bataviano può difendersi con un record più che onorevole da quando è arrivato sulla panchina dei Red Devils (14 vittorie in 21 partite in tutte le competizioni). Con questa nuova uscita clamorosa, CR7 rende quindi inevitabile la sua partenza dal Manchester United ma dà anche ai suoi detrattori i mezzi per degradare un po’ di più la sua immagine. Ferito nel suo ego, Cristiano Ronaldo ha, nonostante tutto, mandato un messaggio al suo allenatore e al resto del mondo: “Scusa, non sono quel tipo di giocatore”.

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