Dalla Svizzera, Lucien Favre, allenatore dell’OGC Nice, attende un segnale dai suoi dirigenti

Per lunghi minuti, ai margini del prato del Groupama Stadium, svuotato dei suoi 50.00 spettatori venuti in gran parte per Karim Benzema e non per il gioco offerto da OL, Dave Brailsford, direttore sportivo di Ineos e braccio destro di Jim Ratcliffe, Florent Ghisolfi, il direttore sportivo, e Fabrice Bocquet, il direttore generale, hanno discusso e rigiocato la partita della loro squadra contro il Lione, la partita di maggior successo giocata dall’inizio della stagione.

Senza questo rigore immaginario concesso ad Alexandre Lacazette e trasformato da quest’ultimo nell’89e minuto, l’OGC Nice avrebbe due punti in più dopo quindici giornate e sarebbe davanti a OL, che ha dominato dall’inizio alla fine in quest’ultimo incontro prima della pausa e al Qatar, il tutto senza l’indispensabile Lemina, svincolato dai 20e minuto, e Diop, sostituito al segno dell’ora da Barkley sul lato sinistro.

Come tutti, i tre decisori hanno visto una squadra unita, animata da uno stato d’animo buono, giocosa e, soprattutto, pienamente dietro al proprio allenatore, cosa che non era proprio il caso di qualche settimana fa.

Dante ancora a sostegno del suo allenatore

“Stiamo risalendo il pendio, ha confidato Dante, autore di un nuovo boss a misura di vantaggio contro il Lione. Ci vuole tempo, pazienza. Spero davvero che loro (leader, ndr) non prenderà la decisione di fretta, perché in campo ci stiamo trovando meglio, c’è coesione di squadra, stiamo crescendo e andando avanti”.

Vicino al suo allenatore, che aveva difeso a settembre, il capitano brasiliano ha già dato uno strato prima di volare via per due settimane di vacanza più che meritate in Brasile. A 39 anni ha realizzato una prestazione di rara intensità, ben aiutato da Todibo, che ha mostrato, a Lione, il livello di un candidato francese per il dopo Mondiali.

A differenza di alcuni suoi compagni di squadra, Dante non ha mai dubitato e ha sempre creduto nella filosofia di un uomo che conosce da più di dieci anni e di cui conosce le qualità, ma anche i suoi difetti.

Eseguendo la loro migliore prestazione della stagione in un momento cruciale, i giocatori sono venuti in supporto a Favre, che non sopporta più l’incertezza che circonda il suo futuro alla guida della prima squadra.

L’ex tecnico del Borussia Dortmund si considera abbandonato da inizio stagione e ritiene, in privato, di aver già fatto molto con pochissimo. Non è proprio questo il parere del cda, che ha registrato alcuni dei suoi errori ma ritiene che questa forza lavoro abbia dei veri punti di forza, non tutti sfruttati al meglio.

In Svizzera da sabato, “Lulu” ha quindi iniziato questa pausa senza sapere se sarà ancora l’allenatore della Palestra quando riprenderà. Tornato a gareggiare con il PSG ea giocare in Champions League nel giro di due anni, cosa che è esausto nel ripetere, vive questa nuova vaga situazione come una forma di mancanza di rispetto e attende con impazienza che i suoi decisori si posizionino. , In un modo o nell’altro.

Venerdì sera, si è lasciato trasportare dal microfono di Primo video e preferiva mettere quest’ultimo sul tavolo piuttosto che sbandare. Poco prima di lasciare Lione, ordinò ai suoi assistenti di non parlare con la stampa, segno del suo profondo fastidio.

Sabato, nonostante le nostre richieste, la dirigenza del Nizza non ha voluto intervenire sull’argomento caldo del momento, né mettere fine a tutte queste speculazioni sul futuro del proprio allenatore. Si concederebbero comunque un periodo di riflessione prima di sancire la loro decisione di continuare, o meno, l’avventura con Lucien Favre, che nelle prossime settimane non potrà contare su Fred Gioria a causa di un’operazione all’anca.

Brutte notizie perché l’ex capitano degli Aiglon ha lavorato duramente sin dal recupero con i giocatori per non perderli del tutto.

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