• Home
  • E Leo si è unito a Diego in cima alla classifica / Mondial 2022 / Finale / Argentina-Francia (3-3, 4-2 TAB) / SOFOOT.com

E Leo si è unito a Diego in cima alla classifica / Mondial 2022 / Finale / Argentina-Francia (3-3, 4-2 TAB) / SOFOOT.com

0 comments

Questione di geni del calcio argentino, Lionel Messi oscillava tra Alfredo Di Stéfano, mai vincitore della Coppa del Mondo, e Diego Maradona, vincitore assoluto della Coppa del Mondo del 1986. Domenica sera, Leo si è unito a Diego nella leggenda. I posteri ci diranno in seguito quale dei due piccoli giganti argentini è stato “il più grande” , «il numero uno» , “Gli ultimi giorni”

Fortunati sono i bambini di tutto il mondo questo periodo natalizio. Hanno potuto ammirare una stella come loro, Kylian Mbappé, confrontarsi in una stratosferica finale di Coppa del Mondo e, cosa molto più rara, una leggenda vivente: Lionel Messi. Cosa fare ricordi per la vita e poter poi raccontare alle nuove generazioni: “Ho visto giocare Messi…”

Leo e Diego in missione

La precisione è la gentilezza dei re. Pelé nel 1970, Müller nel 1974, Rossi nel 1982, Zidane nel 1998, Ronaldo nel 2002… Nel 1986 Diego Maradona era atteso ai Mondiali messicani. E lui era proprio lì, celeste. Lionel Messi era atteso nel 2014, ma si è presentato nel 2022. Gli eroi a volte sanno come arrivare in ritardo per piegare meglio il destino a loro piacimento. Diego e Lionel avevano una missione e l’hanno portata a termine. Quella di Messi è stata più difficile, perché è stato sempre riportato ai paragoni con il suo illustre anziano. Proprio come in Brasile, l’Argentina dedica davvero gli eroi del suo popolo solo se vince il Mondiale, da Passarella nel 1978 e soprattutto dal 1986 con Maradona. Non misuriamo mai abbastanza com’è indossare la maglia allo stesso tempo albicelestela fascia da capitano e l’iconico numero 10.

Da Diego, diciamo i giorni (i dieci) come si suol dire il Dio (il Dio). Lionel Messi si è sbarazzato di questa pesante eredità diventando anche lui un dio. In passato si accennava solo al fatto che non c’era Dio all’infuori di Maradona e che Messi(e) era solo il suo profeta… I vertici della gerarchia collocavano sempre Maradona o Pelé al numero 1 di tutti i tempi, lasciando a tutti la scelta di classificarli secondo la loro soggettività. Da domenica sera possiamo citare Pelé, Maradona, Messi… in ordine sparso! Il suo record (ha vinto TUTTO!) e il suo totale di gol segnati (più di 800!) hanno quasi retrocesso dietro la pulce, aritmeticamente, i due Ronaldo, Zidane, Platini, Cruyff o Di Stéfano. La somiglianza dei trionfi mondiali di Diego e Lionel spinge inevitabilmente a fare paragoni. Esercizio difficile, ma che possiamo comunque provare a risolvere… Messi ha giocato cinque Mondiali, contro i quattro di Maradona. Anche se quest’ultimo avrebbe potuto schierarne cinque anche partecipando a quella del 1978 se Menotti lo avesse selezionato… E fu solo dopo un antipasto misto ai Mondiali di Spagna del 1982 che Diego aveva sorvolato l’edizione messicana del 1986.

Divini gauchos, divini mancini

Le sue due doppiette nei quarti contro l’Inghilterra (compreso il gol del secolo) e contro il Belgio così come la sua finale contro la RFG (3-2), tutte in gestione tattica, hanno lasciato il ricordo di un Mondiale che ha “ha vinto da solo” . Non così falso visto il genio istintivo che ha schierato lì in tutte le partite, coprendo instancabilmente tutte le zone del campo da capocannoniere inarrestabile. Maradona controllava tutto: il gioco, la palla, l’avversario, il tempo. Nel 1990, meno affilato che in Messico, è ancora grazie al suo talento, anche in calo, e la sua aura ancora carismatica come l’Argentina raggiunse di nuovo la finale. Persino il suo Mondiale abortito a causa del doping con efedrina aveva cosparso le sue ultime apparizioni di flash incredibili. Messi ha anche giocato in due finali di Coppa del Mondo, inclusa una persa anche contro la Germania. Nel 2014 in Brasile, Leo ha appena brillato, condividendo i riflettori con Di María davanti e Mascherano dietro.

Nel 2022 ha guidato a Albiceleste costruito intorno a lui, per lui. Come Diego nel 1986, era stimolante, carismatico con i suoi compagni di squadra, inarrestabile. Proprio come Jairzinho nel 1970, ha realizzato l’impresa di segnare nella fase a gironi, negli ottavi, nei quarti, in semifinale e in finale. I posteri dimenticheranno i rigori a volte generosi che ha trasformato… Con 7 gol in Qatar, ha superato le 5 pedine di Diego nel 1986. Meglio! Ha segnato due volte in finale e ha gestito il suo tiro in porta che ha tirato per primo, come un boss. Il suo passaggio esterno per Álvarez all’origine del secondo gol argentino di Di María vale bene il passaggio decisivo per Burruchaga effettuato da Diego contro la FRG in Messico… Nel 2022, Lionel non ha più esteso la sua influenza di un tempo durante tutte le partite e in tutte zone offensive a causa della sua età, 35 anni, quando Diego ne aveva solo 25 nel 1986. Ragazzoil Per soldi stampava il tempo di ogni incontro con la sua irresistibile zampa sinistra, più camminando che correndo, offrendo per procura il titolo di campione del mondo ad un altro maestro argentino dei tempi medi, Roman Riquelme! Il rilassamento bluffante di Lionel che masticava la gomma prima della finale, la fiducia nel suo destino, la sua calma leggendaria dopo ogni colpo ricevuto (a cui ha risposto ancora una volta con due gol vendicativi), lo hanno avvicinato a Diego. Così come il profondo riconoscimento ora acquisito da un popolo argentino che lo considerava da tempo più un catalano che un vero argentino. E poi, l’immagine di Leo finalmente corrispondeva a quella di Diego: Mondiale alla mano, ha imparato a sorridere.

Di Cherif Ghemmour

About the Author

Follow me


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}