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Editoriale: martedì 13 – midi-olympique.fr

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L’editoriale del lunedì di Emmanuel Massicard… Secondo te un martedì 13 può portare fortuna? E, in tal caso, dovremmo raddoppiare quando cade a dicembre? Hai due ore per rispondere, un modo per illuminare il rugby francese, interamente sospeso dal verdetto del processo Laporte-Altrad previsto per questo famoso martedì 13 dicembre. Niente di banale, ascoltateci bene. Perché è in questa data che verrà scritto il futuro immediato del boss della federazione.

Un presentimento, innanzitutto: i superstiziosi andranno al Tribunale di Parigi vestiti con le loro mutande fetish più vecchie, con un quadrifoglio e una zampa di coniglio nascosti negli scavi… Come se ciò potesse influenzare le sorti di un caso che ha diventare fuori dal comune che, qualunque sia il verdetto, avrà ripercussioni sul futuro del nostro sport. E ancor più dei suoi emblemi istituzionali.

Una verità, dunque: ogni giorno che passa, l’argomento si fa sempre più scottante. Si agita dietro le quinte, fa parlare di sé e impone il silenzio quando si tratta di commentare le cose in modo ufficiale. Alla fine si spacca, alza la temperatura ambiente intorno ai pro e agli anti Laporte. Logicamente, l’uomo non ha mai suscitato indifferenza. Chi mi ama mi segua! Quella che si costruiva sull’aria manichea del “Per o contro” – anche “Se tu sei per me, allora sei necessariamente contro l’altro” – oggi è servita.

Perché parlarvi oggi di questo futuro incerto? Perché è già (onni) presente, al centro dell’azione. Sul versante federato, per esempio: tutti gli scenari possibili sono già sul tavolo. Con e senza Laporte, a seconda che venga scarcerato o impedito. I suoi sostenitori hanno elaborato i piani A, B o anche C per assumere la transizione in attesa delle future elezioni se a “Bernie” verrà proibito di gestire la federazione con effetto immediato. Il nome di Christian Dullin è stato il primo a trapelare, prima di quello di Patrick Buisson. Sembra che non sia mai bello essere citato per primo.

Dalla parte dell’opposizione, Florian Grill e le sue squadre hanno continuato a battere la campagna. Con prudenza e senza mai sfogarsi ufficialmente su un caso che pesa sul rugby francese ma che potrebbe ben sorridergli… Sistema paradossale. Dall’inferno al paradiso, ognuno a modo suo. Quindi, dopo il silenzio, l’azione. In caso di sanzione il 13 dicembre, il campo di Grill dovrebbe trovare l’opportunità di colpire rapidamente e duramente per destabilizzare il potere federale in atto. Si prepara, per ogni evenienza, per ottenere un’elezione il prima possibile e approfittare della piccola musica così di moda per il “clearance”.

E poiché tutto è un equilibrio di potere nel nostro sport, l’onda d’urto non si limiterà al backstage della FFR. World Rugby e France 2023 stanno esaminando attentamente l’esito del caso. In primo luogo perché Laporte ha mostrato le sue ambizioni per conquistare l’organo supremo; e poi perché la posta in gioco attorno all’organizzazione dei prossimi Mondiali rimane importante.

Non sono gli unici dietro l’angolo. Nell’entourage dei club e della National Rugby League il tema si divide anche al punto da essere strumentalizzato a fini politici. Una manna per l’opposizione che potrebbe saltare con entrambi i piedi su certi presidenti di Top 14 considerati vicini a Laporte; quelli con i quali aveva firmato la pace dei valorosi al servizio del XV di Francia.
Caso o coincidenza, il prossimo incontro di tutti i presidenti di Top 14 e ProD2 è previsto per… martedì 13 dicembre! Sarà dalla parte di San Sebastian, nei Paesi Baschi, il luogo delle future semifinali della Top 14. Dove ci sarà folla attorno al tavolo. E dove si dovrebbe ascoltare regolarmente Parigi!

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