Formula 1 | Gli alti, i flop e le domande dopo il Gran Premio del Brasile

Top, flop e domande

Dopo ogni Gran Premio, Nextgen-Auto.com ti invita a trovare i migliori e i flop individuati dalla redazione. Chi merita di essere applaudito? Chi, invece, dovrebbe essere criticato? Infine, quali sono i punti interrogativi o le ambiguità, da seguire con interesse durante i prossimi Gran Premi? Dai un’occhiata qui sotto!

Cime.

Top n°1: L’eccezionale pole position di Kevin Magnussen

Ci aspettavamo che Sergio Pérez, George Russell e Carlos Sainz conquistassero le loro prime pole quest’anno, nelle rispettive monoposto… ma di certo nessuno si aspettava che il rientrante Kevin Magnussen facesse lo stesso nel 2022! La pole del pilota Haas di venerdì scorso è stata tanto più apprezzata in quanto è stata siglata regolarmente, su pista bagnata. Certo, il danese ha avuto modo di sfruttare le condizioni ottimali della pista (con una certa visione strategica della squadra che lo ha eliminato nel momento migliore); certamente ancora, l’incidente di George Russell gli ha indubbiamente permesso di bloccare la sua pole nell’ultima parte della Q3.

Ma comunque: era abbastanza regolare che al termine di un giro magico Kevin Magnussen avesse l’occasione di racimolare la sua prima pole in carriera (la prima anche per il team Haas, che ‘batte’ il record della più lunga attesa prima di un pole per una squadra, che apparteneva alla BAR). Questo giro di Kevin Magnussen non è arrivato dal nulla: anzi ha premiato giri già molto promettenti rilasciati dal danese in Q1 e Q2.

La magia di questa pole non viene in alcun modo offuscata dal prosieguo di un weekend più difficile per Kevin Magnussen (8° posto allo sprint, ritiro al primo giro a seguito di un contatto con Daniel Ricciardo). Per gli anni a venire, Kevin Magnussen potrà assaporare un anno pieno di scintille: il suo 5° posto in Bahrain all’inizio dell’anno, la sua prima pole… Chi ci avrebbe creduto ancora lo scorso gennaio?

Top n°2: Ed ecco di nuovo le Mercedes!

Le statistiche sono paradossali: la Mercedes non è riuscita a fare doppietta lo scorso anno, ma ci è riuscita in questa stagione 2022 così complessa per la squadra. Anche in questo caso, come per Kevin Magnussen, questa prestazione non arriva dal nulla, l’abbiamo vista arrivare anche per alcune gare, in particolare dopo gli aggiornamenti ricevuti ad Austin. Ora che ha risolto il suo folle problema di delocalizzazione, la Mercedes può davvero concentrarsi per qualche Gran Premio sul puro miglioramento delle prestazioni della W13, e vediamo tutto quello che ha sullo scaffale. Nella gara sprint come in gara, la Mercedes è stata l’auto più veloce, parsimoniosa anche con le sue gomme.

Una menzione speciale va ovviamente attribuita a George Russell, che ha appena raccolto una prima vittoria pienamente meritata – e che avrebbe dovuto essere sua entro il Sakhir 2020 se non fosse stato per una serie di disavventure. Il britannico non avrà mai ceduto alla pressione dell’inferno, con due ripartenze dietro la safety car e un certo Lewis Hamilton poco distante.

Anche in questo caso è un paradosso: perché nelle ultime gare, in questa seconda metà di stagione, è stato piuttosto Lewis Hamilton a battere regolarmente George Russell. Ma poco importa per Lewis, che anche se ha una sola possibilità di vincere quest’anno, ha apprezzato soprattutto il ritorno ai vertici della sua squadra – per la quale ha lavorato tanto a inizio anno concatenando la sperimentazione impostazioni nelle prove libere.

Top n°3: Fernando Alonso all’Alpine: tanti motivi per amarlo…

Nel raggio di ‘chi l’avrebbe creduto’, si può probabilmente collocare anche la domenica degli alpini: perché dopo una gara sprint disastrosa sia in pista che fuori pista, in pochi hanno visto le monoposto francesi infliggere un piccolo rouste contabile a McLaren (14 punti), probabilmente al 4° posto nella classifica costruttori. In verità Fernando Alonso, tornato dall’inferno domenica (17° posto) battendo le due Red Bull, non ha avuto solo successo, con una virtual (poi vera) safety car uscita al momento giusto per lui; dalla gara sprint, il suo ritmo era frenetico, molto vicino a quello della Red Bull o della Ferrari.

Con Esteban Ocon, anche lui a fuoco ma meno viziato dalla strategia, e anche un po’ indietro in termini di ritmo, Alpine ha quindi gestito una delle sue migliori domeniche dell’anno dove ci aspettavamo una delle peggiori. Questa gara dimostra quindi ancora una volta gli ottimi passi avanti di Alpine in questa seconda metà di stagione: Fernando Alonso si pentirà presto della scelta di sbattere la porta per l’Aston Martin F1?

I flop

Flop #1: … che odiarlo

Questo Gran Premio del Brasile sarà stato un sostituto di Fernando Alonso come lo conosciamo, vale a dire un formidabile guerriero in pista, ma con un comportamento politico discutibile o addirittura tossico fuori. Per il brillante Fernando Alonso doveva venire domenica: il Toro delle Asturie ha domato ancora una volta il centrocampo, e anche le due Red Bull, per regalarsi questo eccezionale 5° posto, essendo partito dal 17° posto…

Ma il giorno prima il politico e malafede Fernando Alonso era out, e in che modo. Una settimana dopo essersi interrogato sui suoi molteplici guasti al motore all’Alpine, lo spagnolo ha spinto ancora di più la spina caricando il suo Esteban Ocon sul rettilineo. È stato giudicato colpevole dalla FIA di una manovra pericolosa in arrivo. Lungi dal scusarsi dopo la gara, Fernando Alonso ha fatto un po’ di Fernando Alonso aggiungendo tensione all’aria, indirizzando questa volta un contrasto banale al suo compagno di squadra: “Adesso siamo alla penultima gara, voglio solo andare ad Abu Dhabi e provare la macchina verde. Quindi questo è il mio obiettivo principale ora. Sono stato molto vicino al muro quest’anno un paio di volte, a Jeddah, e ricordo anche a Budapest. Sembra che quando ci avviciniamo troppo, ci sia questa difesa nelle corse. È così, non si può fare niente. »

Le tensioni erano palpabili anche domenica di gara, quando a Ocon è stato chiesto di non combattere contro Alonso. Insomma, lo spagnolo lascerà di nuovo una squadra (dopo McLaren, Ferrari…) in un clima pessimo. Quando passa Fernando, il buon clima non torna… Capiamo così meglio perché né Toto Wolff, né Christian Horner, lo abbiano voluto nelle rispettive squadre: certo Fernando Alonso è un animale in pista, ma anche fuori, e questo è il problema…

Flop n°2: L’atmosfera è tesa alla Red Bull

Non è solo all’Alpine (e in misura minore alla Ferrari) che l’atmosfera sarà elettrica ad Abu Dhabi: in casa Red Bull le tensioni sono emerse in pieno giorno tra Max Verstappen e Sergio Pérez. Quando al primo è stato chiesto di far passare il secondo, per la conquista del 2° posto in campionato, la risposta dell’olandese è stata insieme categorica ed enigmatica: No, non lo farò, e ho già spiegato le mie ragioni. per questo. Quali motivi? Non ci è voluto molto perché due giornalisti olandesi (senza dubbio ben informati dal clan di un certo pilota connazionale…) scatenassero una polemica sul “giro sospetto” di Sergio Pérez a Monaco (un errore deliberato al Portier impedire a Max Verstappen di batterlo in Q3?).

Che sia frutto di un diversivo, di una fake news o al contrario di una storia forse vera – la telemetria del Monaco per Sergio Pérez è sicuramente inquietante – resta il fatto che le tensioni appaiono reali tra i due piloti della Red Bull (e il loro entourage). E tutto questo per la conquista del 6° posto ad Interlagos! Certo, ma che a questo punto riaffiorino le tensioni per un solo 6° posto, questo la dice lunga sull’atmosfera di Milton Keynes… La Red Bull non aveva certo bisogno di questa polemica, quando i due titoli sono già bloccati. La festa sarà definitivamente rovinata? Con ripercussioni il prossimo anno sull’accordo tra Max Verstappen e Sergio Pérez? Solo il futuro lo dirà.

Comunque anche in pista è andato tutto storto per la Red Bull che ha vissuto forse il peggior weekend di prestazioni pure dell’anno. Un errore negli assetti (c’era solo un turno di prove libere prima del Parco Chiuso, che potrebbe aver giocato un ruolo) ha probabilmente fatto deragliare la prestazione delle due monoposto, che non hanno avuto ritmo (anche in gara per Sergio Pérez durante lo sprint gara) e che ha mangiato le gomme. Niente di cui preoccuparsi dopo una serie di prestazioni del genere in questa seconda metà di stagione – ma sicuramente un grosso errore in un punteggio finora esemplare.

Flop 3: Errore strategico della Ferrari in qualifica

Mentre domenica la Ferrari ha disputato una gara soddisfacente, i due piloti Ferrari non sono mai stati veramente in lizza per la vittoria. Tuttavia, con il suo ritmo di questo fine settimana, Charles Leclerc avrebbe sicuramente potuto essere una spina nel fianco della Mercedes… Ma il fine settimana del monegasco è stato rovinato dall’ennesimo errore strategico nel suo weekend di qualifica. In Q3 infatti, per il primo run (che sarebbe l’unico), la Ferrari ha deciso di far montare le intermedie a Charles Leclerc. Problema: era l’unico sul tabellone, tutto il resto dei primi 10 era debole. La Scuderia ha detto di aspettarsi una pioggia annunciata come certa dai radar, ma che cadrà solo pochi minuti dopo, cioè troppo tardi.

Charles Leclerc è quindi partito dal fondo della top 10 nella gara sprint, e se si fosse qualificato davanti a Sergio Pérez, per esempio, probabilmente non avrebbe avuto la sua collisione con Lando Norris… E poi, chissà? Eppure il fastidio del monegasco si è sentito molto alla radio, anche domenica. Ancora una volta, la stagione è lunga ed è ora che finisca per tutti…

Vogliamo vedere…

Le posizioni nella classifica costruttori cambieranno all’ultima gara?

Non è ancora tutto deciso in questa stagione 2022: alcune posizioni nella classifica costruttori potrebbero variare al prossimo Gran Premio di Abu Dhabi. E quando sappiamo che ogni posizione vale almeno diversi milioni di dollari (i team non conoscono ancora il piatto finale che dovrà essere deciso), la posta in gioco rimane quindi alta!

Per il 2° posto nella classifica costruttori, la Mercedes è arrivata a 19 punti dalla Ferrari. Potrebbe sembrare molto, ma vista la forma attuale della Mercedes e la tendenza della Scuderia a commettere alcune imprecisioni strategiche, un ribaltamento dell’ultimo minuto potrebbe non essere fuori discussione. 19 punti separano anche Alpine dalla McLaren, ma stavolta servirebbero ritiri davanti e una gara pazzesca per vedere la squadra arancione vincere sul filo del rasoio.

Per il 6° posto nella classifica costruttori, 5 punti separano l’Alfa Romeo dall’Aston Martin F1: un vantaggio che potrebbe cambiare ancora se l’Aston Martin F1 manterrà il ritmo promettente visto ad Interlagos. Ma l’Alfa Romeo, come dimostra la gara di Valtteri Bottas, ha fatto passi da gigante anche nelle prestazioni pure; e serviranno anche abbandoni davanti per la battaglia che verrà vinta al traguardo dai Verdi.

Infine, per la battaglia per l’ottavo posto tra Haas e AlphaTauri, ci sono solo due piccoli punti di differenza. Ma visto che queste due squadre faticano a competere per la top 10, il punto conquistato da Kevin Magnussen nella gara sprint di Interlagos, dopo la sua pole, potrebbe costare molto caro. Sarebbe una grande delusione per AlphaTauri, che da anni punta al 5° posto nella classifica costruttori…

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