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Formula 1 | La RB18 è stata una delle vetture di F1 più dominanti della storia?

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L'RB18 era uno dei (...)

È sempre il momento delle recensioni di F1 2022 su Nextgen-Auto.com! Fino al 1° gennaio vi viene quindi offerto un rapporto per pilota e per giorno (22 piloti) in parallelo con i rapporti delle 10 squadre. Durante tutto il mese, ti vengono offerti anche articoli sulle notevoli statistiche della stagione come quello qui sotto. Buona lettura !

Max Verstappen ha battuto il record di vittorie in una sola stagione per un pilota di F1, con 15 vittorie nel 2022.

Tuttavia, questo primato in termini assoluti non lo è in termini percentuali (nel rapporto numero di vittorie/numero di gare), visto che (nella storia recente) Michael Schumacher nel 2004, su un calendario più serrato, aveva fatto anche meglio (68,18% dei Gran Premi vinti da Max Verstappen, rispetto al 72,22% di Michael Schumacher nel 2004).

Brindiamo al reparto piloti e siamo tornati più in dettaglio alla stagione ancora incredibile di Max Verstappen in questo articolo.

Ma che dire di questa Red Bull realizzata nel 2022? È stata l’auto più dominante nella storia della F1? Lontano da esso pure.

10° posto: Mercedes-AMG W11 EQ Performance (2020) – 13 vittorie su 17 GP (76%)

La decima macchina più dominante nella storia della F1 sarà stata la Mercedes dell’anno del Covid. Lewis Hamilton aveva poi vinto 11 successi e ha sospeso la stagione, Valtteri Bottas si è accontentato di 2 vittorie. E’ stato anche l’anno del ‘DAS’ per la Mercedes, il famoso sistema che permetteva alle auto tedesche di riscaldare meglio le gomme.

Questa Mercedes aveva anche siglato 15 pole position, di cui 12 prime file. 9 giri più veloci erano finalmente caduti nelle mani della Mercedes.

9° posto: Red Bull RB18 (2022) – 17 vittorie su 22 GP (77%)

È quindi ‘solo’ al 9° posto nella storia della F1 che si colloca la Red Bull di questa stagione 2022. Anche in questo caso un pilota, Max Verstappen ovviamente, ha ottenuto la stragrande maggioranza delle vittorie (15 successi per l’olandese contro i 2 di Sergio Pérez).

L’affidabilità è costata alla Red Bull una vittoria all’inizio della stagione. Ma nonostante una Ferrari almeno altrettanto competitiva in diversi Gran Premi, soprattutto nella prima parte, il team di Milton Keynes ha dimostrato la sua precisione strategica e operativa per collezionare successi, soprattutto nella seconda parte della stagione (solo 4 vittorie per la Ferrari , 1 per Mercedes). Sarà invece Charles Leclerc ad aver siglato il maggior numero di pole quest’anno.

8° posto: Ferrari F2004 (2004) – 15 vittorie su 18 (83%).

L’anno record di Michael Schumacher colloca questa F2004 solo all’8° posto in campionato. Perché quando Michael Schumacher ha vinto 13 Gran Premi, Rubens Barrichello ne ha vinti solo 2.

Solo Jarno Trulli, Kimi Räikkönen e Juan Pablo Montoya sono poi venuti a turbare il prepotente dominio della Scuderia. Tre guastafeste che hanno fatto a malapena battere le palpebre Jean Todt…

6° posto a pari merito: Mercedes W05 Hybrid (2014) – 16 vittorie su 19 Gran Premi (84%).

Si era acceso il famoso anno del duello fratricida tra i due ‘migliori amici’ Nico Rosberg e Lewis Hamilton, in questo primo anno di regolamenti ibridi. Tuttavia, quell’anno c’era suspense per il titolo mondiale piloti, a differenza degli anni sopra menzionati. Il duello si è giocato addirittura fino all’ultimo Gran Premio di Abu Dhabi, con punti raddoppiati.

La prima vittoria per una non Mercedes è arrivata in Canada, con Daniel Ricciardo. L’australiano avrebbe avuto altri due successi a Budapest e poi a Spa, quindi è l’unico pilota non Mercedes a vincere quell’anno.

6° posto a pari merito: Mercedes W06 Hybrid (2015) – 16 vittorie su 19 GP (84%).

Pensavamo che ci sarebbe stata suspense in questo 2015. Dal 2° Gran Premio di Sepang, Sebastian Vettel ha firmato il suo primo successo con la Ferrari. Ma non ne è venuto fuori nulla, la Mercedes ha continuato a dominare nell’era ibrida.

Nemmeno tra i piloti Mercedes si è discusso, Lewis Hamilton ha conquistato 10 successi e siglato il titolo iridato molto più comodamente rispetto al 2014. Nico Rosberg non aveva digerito questo dominio e aveva ‘rotolato’ il berretto a Lewis ad Austin, in un gesto di buona volontà e buon umore memorabile…

5° posto: Alfa Romeo 158 (1950) – 6 vittorie su 7 (86%).

Le percentuali salgono, è vero, più facilmente quando si torna indietro nel tempo, con orari più serrati. Questo è stato il caso del primo anno di F1, che ha avuto solo 7 Gran Premi, cioè meno di un terzo dell’anno 2022…

Farina è diventato quest’anno il primo campione della storia della F1, ma non bisogna dimenticare che il dominio di Fangio era già annunciato, con anche 3 successi conquistati. Il predominio dell’Alfa Romeo avrebbe potuto continuare, ma il marchio italiano lasciò lo sport per motivi finanziari alla fine del 1951…

4° posto: Ferrari 500 (1952, 1953) – 14 vittorie su 16 GP (87,5%)

A cavallo di due stagioni, questa Ferrari (una F2 trasformata in F1 per motivi regolamentari) aveva approfittato della crisi finanziaria della F1, e del ritiro delle Alfa Romeo, per imporsi come vettura vincente. Con in particolare un pilota vincente: Alberto Ascari.

Fu nel 1952 che Ascari superò tutti i record (anche quello di Michael Schumacher nel 2004), vincendo il 75% dei Gran Premi (solo 6 su 8). L’italiano aveva anche vinto 7 Gran Premi di fila tra i due anni, ma Sebastian Vettel ne ha vinti 9 nella seconda metà della stagione 2013.

3° posto: Ferrari F2002 (2002) – 15 vittorie su 17 GP (88%).

‘Fate passare Michael per il campionato’. Ricordiamo le istruzioni di Jean Todt date a Rubens Barrichello in linea per il Gran Premio d’Austria 2002 e lo scandalo che ne seguì.

Eppure, con un tale dominio, la Scuderia Ferrari non aveva certo bisogno di queste istruzioni per vincere facilmente il titolo piloti. Michael Schumacher ha raccolto 11 successi, contro i 4 del suo compagno di squadra. Montoya è comunque riuscito a strappare 7 pole con la sua BMW, ma il ritmo di domenica non era più quello di sabato.

Da notare che la F2002 è stata trasformata in F2002B per i primi 4 Gran Premi del 2003, prima di lasciare il posto a Imola per la F2003.

2° posto: Mercedes W07 Hybrid (2016) – 19 vittorie su 21 GP (90%).

L’ultimo anno della rivalità tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton è stato forse il più duro da vivere per Toto Wolff (con gli scontri a Barcellona e al Red Bull Ring ad esempio).

Eppure a livello di scuderia la Mercedes non aveva mai schiacciato così tanto un anno. Oltre a Max Verstappen a Barcellona, ​​dopo la caduta della Mercedes, solo Daniel Ricciardo è riuscito a vincere in Malesia.

In definitiva, quest’anno ci dimostra che anche se una macchina è ultra dominante, un team manager può essere insoddisfatto della gestione interna di una stagione… La gestione in Mercedes è diventata improvvisamente più facile, però, con il ritiro a sorpresa di Nico Rosberg dopo l’ultimo Gran Premio dell’anno, dopo il titolo vinto ad Abu Dhabi.

1° posto: McLaren MP4/4 (1988) – 15 vittorie su 16 GP (94%)

Il leggendario MP4/4 di Gordon Murray è ovviamente in cima a questa classifica. 8 vittorie per Senna, 7 vittorie per Prost. Senna/Prost: il culmine della F1 secondo alcuni… e anche il culmine del dominio delle monoposto.

Le lacune sulla griglia sono sufficienti per far rabbrividire le persone oggi. Ad Imola, ad esempio, Senna si è qualificato con 8 decimi di vantaggio su Prost e… 3 secondi sul resto del gruppo. Non è più un varco, è il Grand Canyon…

L’unica vittoria per una squadra non di Woking è arrivata al momento giusto, al Gran Premio d’Italia, a Monza, per la Ferrari. Una scivolata di Senna (con un ritardatario) e un problema al motore di Prost, hanno decretato la vittoria di Berger alla Ferrari (addirittura raddoppiata con il 2° posto di Alboreto). I tifosi hanno esultato – non solo perché è stata una vittoria casalinga, ma anche la prima dopo una lunga attesa… L’eccezione italiana che ha confermato il dominio inglese!

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