Giroud dove andrai / Mondial 2022 / Francia / SOFOOT.com

Questo mercoledì, Didier Deschamps dovrebbe includere Olivier Giroud nella sua lista per la Coppa del Mondo. La legittima ricompensa di un soldato che non ha mai smesso di essere paragonato. Nonostante lui.

Questa domenica, poche ore dopo una magnifica rimonta per regalare la vittoria al Milan contro lo Spezia, RMC ha annunciato la selezione di Olivier Giroud per la Coppa del Mondo. Informazioni che solo il discorso di Didier Deschamps, il prossimo 9 novembre su TF1, confermerà, ma che comunque tende a rimettere l’attaccante al centro del suo recente complicato rapporto con la Francia. Efficiente, Giroud soffre così, e suo malgrado, di confronti di ogni genere, esacerbati dal ritorno di Karim Benzema in Blu.

Ritorno forzato

Due anni fa era difficile immaginare un dibattito del genere quando si evocava il nome di Olivier Giroud. Un quadro immutabile, con un profilo ben sfruttato dai compagni, nulla sembrava in grado di limitare le dimensioni del colosso, all’interno di una squadra francese allora onnipotente. Nemmeno il tempo di gioco del suo club, il Chelsea, è stato a lungo oggetto di dibattito in Francia. Questa inversione di tendenza alla fine crollerà come un massetto di piombo nella primavera del 2021, a pochi mesi da un bazar Euro. I conflitti impliciti con Kylian Mbappé (che Giroud biasimerà per non averlo servito nelle migliori condizioni), sommati al ritorno “a sorpresa” di Benzema, faranno infatti rimescolare la mente di Didier Deschamps, preferendo sacrificare il suo 9 definitivo.

Dall’Euro, infatti, è iniziato un gioco di sedie musicali: quando c’è Benzema, Giroud no, e viceversa. “Ovviamente è legato all’infortunio di Karim. […]ha detto Deschamps lo scorso marzo, per giustificare il ritorno di Giroud alla selezione per affrontare la Costa d’Avorio a Marsiglia. Ma no : “Se è Karim, non è Olivier.” Va oltre. Dalla storia che ci può essere stata, è sempre la grande difficoltà: quando c’è un giocatore che ha uno status e ha meritato di avere questo status, se non ha questo stesso status rimanendo nel girone, è molto difficile conviverci, per non dire impossibile. » Un ritorno condizionato dall’infortunio di Benzema, dal quale il tecnico ancora una volta non si è nascosto, anche se sembrava ridursi. “Devi separare stato e gerarchia. È in relazione al ruolo del giocatore, che giochi o meno. Ha avuto uno status per molti anni. Ne abbiamo beneficiato anche noi. Ma un giocatore abituato allo status da anni avrà difficoltà ad averne meno in seguito. » La fredda descrizione di un ragazzo il cui “status” sembra non essere mai esistito.

Ritorno forzato

La “Formula 1”, il “karting” e altre metafore dispregiative sono ricomparse rapidamente per giustificare la cartellonistica di Grenoble. Senza intervenire, l’interessato ha scelto di parlare della sua capacità di resilienza approdando al Milan. L’attaccante ha vinto tra i rossonero, al punto da offrire uno scudetto alla sua famiglia. Al punto, soprattutto, da non lasciare più la scelta al suo allenatore. “Con lui ho discusso come con molti giocatori sul presente, sul futuro. Il futuro, non lo so, dipenderà da molte cose […] Faceva parte di questa squadra francese che ha avuto molto successo. Ha avuto molto successo anche senza di lui. continuò Deschamps, rifiutandosi timidamente di lasciarsi sedurre dal futuro.

Un futuro oggi disegnato in Qatar, a cui Olivier Giroud dovrebbe quindi essere invitato a partecipare. Ma non in nessun ruolo, a priori. “Non credo che significhi neanche. “Avrai il 30 o il 40% e vedremo come reagirai”» , specificato DD in primavera. Escono i 114 mantelli dell’ex cannoniere, posto in un ruolo di burlone che lui infatti non ha mai smentito. In quanto tale, non ha mai chiesto di più. Come il suo arrivo al Milan, Giroud si è infatti abituato a questa ottimizzazione del tempo conferito sul prato, in grado di rendere servizi vitali alle sue squadre. La presenza di Kylian Mbappé, Karim Benzema o di un altro presunto granello di sabbia non dovrebbe nemmeno essere soggetta a tensioni, poiché ormai si è naturalmente affermata la famosa gerarchia visibilmente cara a “La Dèche”. Qualcosa per ripulire questo clima pesante, lontano da paragoni, sempre. Vicino alla porta, spesso.

Par Adel Bentaha

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *