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Guardare la finale o continuare il boicottaggio? A sinistra oscillano i cuori

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Fabien Roussel seguirà la partita domenica sera, così come Éric Coquerel. Altri, come Ugo Bernalicis o Patrick Kanner, si rifiutano di cambiare idea mentre il Nupes ha moltiplicato gli appelli al boicottaggio.

Dilemma difficile per i deputati appassionati di calcio. Nonostante il boicottaggio dei Mondiali da parte della sinistra, la finale tra Francia e Argentina potrebbe cambiare la situazione. Diversi esponenti della sinistra hanno già annunciato che seguiranno la partita di domenica sera, lontani dalle critiche agli eccessi ambientali e sociali del Qatar.

“Spero di assistere a una buona finale e di vincerla. Ieri ho assistito a una partita superba”, ha spiegato tutto un sorriso Fabien Roussel, il capo dei comunisti su BFMTV questo giovedì.

Partita unificante e parlamentari che amano il pallone

Domenica anche il suo portavoce Ian Brossat sarà davanti alla sua televisione. L’ex candidato alla presidenza, però, prima dei Mondiali ha avuto un discorso completamente diverso.

Ha così spiegato che “si trova in la chiamata” per il boicottaggio dell’ex calciatore Éric Cantona su France info lo scorso settembre, indicando in particolare i 6.500 lavoratori morti nei cantieri del Qatar per preparare i Mondiali.

Difficile per i funzionari eletti fare a meno del supporto per un evento unificante quando più di 20 milioni di francesi hanno assistito alla semifinale mercoledì. Anche i deputati sono a immagine del Paese: grandi tifosi di calcio per molti di loro. Il Palais-Bourbon ha così una squadra di calcio da diversi decenni, scossa all’inizio dell’ultimo anno scolastico da deputati che non volevano giocare con i membri del Raduno Nazionale.

“Non voler disgustare gli altri”

Sulle panchine de La France insoumise, il boicottaggio divide. Se alcuni non guarderanno l’evento come i deputati Hadrien Clouet e Ugo Bernalicis – che però ci confida di “non voler disgustare gli altri -, altri incoraggeranno i Blues come Éric Coquerel, il presidente della Commissione finanze, David Guiraud o Christophe Bex.

Alexis Corbière, uno dei pilastri del movimento, aveva comunque contestato a fine novembre Elisabeth Borne sul “triplo scandalo” dei Mondiali, denunciando in particolare lo “scandalo ecologico, con stadi all’aperto climatizzati e l’incessante andirivieni di aerei per il trasporto dei tifosi”. Alla domanda sulla sua intenzione di assistere – o meno – alla finale, non ha risposto alle nostre domande.

Più di 160 voli circolano ogni giorno durante la competizione per trasportare i tifosi che soggiornano fuori dal Qatar durante la Coppa del Mondo.

“Non siamo necessariamente tutti coerenti ma almeno abbiamo una possibilità: la partita non si gioca durante i dibattiti in Assemblea. Lì, possiamo farlo in privato a casa. Rimane piuttosto discreto come cambio piede”, sorride un cornice di La France insoumise.

“Un boicottaggio istituzionale, non collettivo”

Sulle panchine dei socialisti i cuori esitano altrettanto mentre Olivier Faure aveva parlato durissimo contro il Qatar la scorsa estate, denunciando durante le università estive che sotto “ogni prato” dello stadio “c’era un cimitero”: “quello di lavoratori forzati”.

Alcuni, come il capo dei senatori socialisti Patrick Kanner, intendono rispettare i propri impegni.

“Non ho visto una sola partita e continuerò fino alla fine. Non si può legittimare un Paese che ha pratiche così oltraggiose. I soldi non possono giustificare tutto”, ribatte l’ex ministro dello Sport di François Hollande.

Da parte sua, il vice del PS Arthur Delaporte guarderà bene la partita. “Abbiamo chiesto collettivamente un boicottaggio istituzionale, non individualmente. Possiamo avere una posizione politica divertendoci con la Coppa”, assicura il portavoce del gruppo in Assemblea.

Macron “assume”

E puntare il dito contro la presenza di Emmanuel Macron questo mercoledì sera per la semifinale, proprio come domenica prossima in mezzo a uno scandalo di corruzione. Quattro persone sono state accusate e incarcerate domenica scorsa per “corruzione” a favore del Qatar. Tra loro, il vicepresidente dell’ente, rimosso dall’incarico. “Assumo pienamente la mia presenza”, rispose l’inquilino dell’Eliseo.

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