Hai dimenticato quei driver! Edizione 2022

La stagione 2022 ha visto la partecipazione di 32 piloti, ma ve li ricordate tutti? In effetti, è la prima volta dal 2018 (33) che vengono identificati così tanti entranti. Molti jolly e sostituzioni hanno punteggiato l’anno, e questa è l’occasione perfetta per ricordarli. I più fedeli di voi sanno che questa serie di articoli esiste da molto tempo. Quindi, abbiamo già affrontato le stagioni 2017, 2018 et 2019in cui puoi trovare cliccando sugli anni evidenziati.

Inoltre, non citeremo qui il caso di Cal Crutchlow, che meritava un’analisi a sé stante.

Partiamo dal più scontato di tutti, quello che potrebbe quasi essere considerato titolare viste le tante presenze negli ultimi tre anni. Si tratta ovviamente di Stefan Bradl. Anche in questa stagione ha disputato otto Gran Premi, purtroppo senza successo. Su sette di essi ha rappresentato i colori del Repsol Honda Team al posto di Marc Márquez, in convalescenza. A Jerez, invece, il tedesco ha indossato i colori della HRC per una vera e propria wild card.

La carriera di Bradl è speciale. Dopo un titolo in Moto2 (davanti a Márquez, com’è ironica la storia), non ha mai riscosso il successo sperato nella massima categoria. Dopo una stagione e mezza da incubo con l’Aprilia (2015-2016), pensavamo che non sarebbe tornato presto sulle piste di Coppa del Mondo. Il suo ruolo in HRC gli ha permesso di “approfittare” dell’infortunio di Márquez nel 2020. Da allora, ha gareggiato in non meno di 25 Gran Premi per il marchio alato. Un vero tour de force. In termini di risultati, invece, è un’altra cosa. Nel 2022 ha due piccoli punti conquistati a Misano.

Quest’anno i riservisti Suzuki sono stati viziati! Questo è Kazuki Watanabe a Misano. Foto: Michelin Motorsport

Che dire Michele Pirro, un altro abituale alle sostituzioni e ai test in condizioni di gara? Come ogni anno da quasi 10 anni, l’italiano rappresenta il perfetto “super sostituto” nella MotoGP. Per molto tempo si è distinto con grandi risultati, che senza dubbio avrebbero potuto fargli rivendicare un posto da titolare in una squadra di centrocampo. Ma non in questa stagione. Già 36enne, Michele faticava a tenere il passo nelle sue tre presenze (un 16° posto come miglior risultato).

Da notare però che correrebbe su una Desmosedici decorata con i colori di Aruba.it, simile alla Panigale delle Superbike. Una bella livrea, ma troppo lontana in classifica per avere il tempo di apprezzarla. La Ducati dovrà senza dubbio occuparsi del caso Pirro negli anni a venire, e pensare al suo successore.

Lorenzo Savadori ha approfittato anche di qualche freelance, per aiutare a sviluppare l’Aprilia RS-GP. Il campione 2015 della Superstock 1000 non è riuscito a brillare nonostante le sue cinque presenze, collezionando al massimo una 19° posto a Spielberg.

Certamente, forse, non avevi dimenticato questi piloti. Ma aspetta di vedere quelli che seguono. Tetsuta Nagashima dirti qualcosa? Nel 2020 pensavamo fosse in lizza per il titolo Moto2 dopo la vittoria in Qatar, seguita dal podio a Jerez. Alla fine è crollato completamente a metà stagione e non è più tornato sul podio. Poi, altre notizie.

Nel 2022, lo sviluppo di RC213V gli è stato affidato e il suo ruolo all’HRC gli ha permesso di fare un notevole ritorno. Primo alla 8 Ore di Suzuka, con cui vinse Iker Lecuona et Takumi Takahashi, poi nei Gran Premi. Impegnato a Motegi su una moto ufficiale, cade al 10° giro. Quindi, ha sostituito l’infortunato Takaaki Nakagami nei tre round successivi. Un bel 19° posto a Filippo Isola arriva a scandire il suo anno, un risultato piuttosto incoraggiante date le prestazioni della sua macchina e la sua poca esperienza.

Nagashima, solo 30 anni, potrebbe riprendersi in Moto2? Foto: Michelin Motorsport

E infine i piloti Suzuki. Per la sua grande partenza, la casa di Hamamatsu ha deciso di far provare la sontuosa GSX-RR a molti piloti in assenza di Joan Mir, infortunato. Non meno di tre diversi piloti hanno gareggiato sul suo manubrio, ogni volta per un solo round. Kazuki Watanabea Misano, è stato il primo.

Sconosciuto in Europa, è uno specialista della resistenza. Ha fatto apparizioni notevoli per il SERT, ma ha già sperimentato la velocità in Europa. Durante una wild card a Motegi nel 2009, ha preso il 14° posto nella 250cc. Ha beneficiato di quattro opportunità durante la stagione 2010, in Moto2 su telaio Suter, senza successo. Nel 2017, questo campionato regolare Superbike giapponese MFJ completato un’intera stagione in Supersport (20°). L’esperienza del GP si è conclusa con un 21° posto sulla pista italiana.

Durante il round giapponese, Suzuki fit intervaller Takuya Tsuda, pilota collaudatore dal ritorno del marchio nel 2015. I suoi 38 anni non gli hanno impedito di rispondere e rimontare, un’ultima volta, sulla bestia che lui stesso aveva contribuito a progettare. Ricorda: aveva già guidato a Sherry nel 2017 dopo l’infortunio di Álex Rins. Il suo freelance si è inasprito quando ha visto le fiamme fuoriuscire dalla sua carenatura.

Il terzo privilegiato non era altro che Daniele Petruccio, che non ha bisogno di presentazioni. Due volte vincitore in MotoGP, il simpatico italiano stava tornando nel mondo dopo le escursioni a terra e un programma negli Stati Uniti. Un 20° posto al traguardo sul circuito di Buriram non guasta il ricordo che abbiamo di lui, un fanatico che ha scalato la classifica uno ad uno fino a diventare vincitore davanti al pubblico di casa al Mugello.

Li ricordavi tutti? Fateci sapere cosa ne pensate di questo episodio nei commenti!

Danilo non aveva mai guidato una moto giapponese nei Gran Premi. Foto: Michelin Motorsport

Foto di copertina: Michelin Motorsport

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