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I curiosi calcoli di Ciabatti (Ducati…)

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Così Bagnaia, designato dalla Ducati come il cacciatore di titoli, che oltretutto ha impiegato dodici GP per diventare il miglior pilota Ducati in assoluto, dietro a Quartararo e Aleix Espargaro, è caduto a terra quattro volte in gara e il risultato è brutto. Nonostante le due vittorie consecutive ad Assen (di poco con un Aleix Espargaro leggermente in ebollizione all’ultimo giro) e a Silverstone, è a 49 punti da Fabio Quartararo, mancano otto GP e Fabio non deve quindi perdere più di 6,1 punti per evento. Da lì possiamo scottare tutte le tattiche che vogliamo, Bagnaia non ha altra possibilità che vincere quel che resta (dice però che non pensa al campionato ma gara per gara, una cosa molto attuale in tutti i top team) e in questo caso Fabio dovrebbe finire tutto due. Il che ovviamente è assurdo… È possibile, tutto è possibile in MotoGP, ma quando il cielo cade loro in testa (la paura ricorrente dei Galli, dopo che la chiesa gli ha insegnato che invece era necessario salire) ci sono ombrelli, case che non sono di carta ed è vero, come ieri a Parigi, stazioni della metro trasformate in Niagara (ma senza Marilyn Monroe…). Detto questo, 49 punti di distacco sono un peso, soprattutto perché i due piloti in questione non sono soli in pista…
È qui che Ciabatti fa un curioso calcolo. ” Pecco doveva maturare un po’ dopo i problemi della prima parte di stagione, abbiamo perso 43 punti di troppo. Se avessimo sfruttato al meglio tutte le nostre possibilità, saremmo a soli sei punti dal leader Quartararo. Ma prima del GP di Silverstone erano 66. Nonostante tutto, crediamo sia possibile vincere il Mondiale con Pecco Bagnaia nel 2022. Fabio è un pilota eccezionale. Ma anche lui può sbagliare. Dobbiamo solo fare il nostro lavoro e vedere cosa succede. Detto questo, si parla tanto di Fabio… Ma Aleix fa cose straordinarie. Sembra perfetto sulla sua moto (PS: Arriviamo in Austria che è solo un GP di motori, i calcoli dei veri esperti attestano che l’Aprilia è più potente e veloce in rettilineo della Ducati).
Quindi lo stand di Quartararo potrebbe anche dire che il suo pilota ha perso 25 punti di troppo ad Assen, più 18 in Qatar, 5 in Indonesia, 17 in Argentina, 16 negli USA, cinque in Spagna, 12 in Francia, cinque al Mugello, 17 in Inghilterra … 120 punti in totale! E sì, questo è il problema dei politici, d’altronde quando entriamo in un ragionamento, perché regga, deve andare fino in fondo… L’assioma di Euclide sulle rette parallele li porta addirittura all’infinito, ecco il coco demo! I miei compagni matematici mi hanno insegnato durante una tranquilla seduta mentre attraversavo la Manica senza vento che un certo Lobacheski, necessariamente russo, ha sviluppato una geografia non euclidea basata sul principio che Euclide ci fosse entrato. La geometria è affascinante e si usa molto nella meccanica, nei trajos, nella navigazione d’altura (all’epoca del sestante) o costiera tra gli scogli, la navigazione su mappa viene poi chiamata “a filo”, nella navigazione aerea perché GPS non indicare necessariamente l’altezza di linee elettriche o pale eoliche, la matematica mi fa incazzare… nel punto più alto ma la geometria è vita, lo sappiamo dai tempi di Archimede… torno ai calcoli capziosi di Ciabatti, sì quando tu perdere qualcosa nella vita, anche un biglietto della metropolitana quando esisteva, è una perdita troppo grande. Ma nello sport di alto livello, cosa succede, che sia correndo (in centesimi di secondo) o in moto, in millesimi, non c’è” Di più “, No “e “ci sono solo ” superiore e talvolta rimpianti, talvolta felicità. A volte riusciamo anche a fare la gara troppo chiamata.
Come esce allora il Ciabatti dal suo ragionamento? Perché ragionare come jeze è possibile, è anche divertente ma a un certo punto devi atterrare…
” JNon mi aspetto che Fabio faccia troppi errori perché è molto costante, e anche Aleix è estremamente costante. Il nostro compito è chiaro: dobbiamo sempre salire sul podio e vincere il più spesso possibile. Se non funziona, dovremo provare a finire 2° o 3°. Non possiamo più permetterci zeri”.
La verità è sempre meno divertente della fantasia, sì bisogna lottare ovunque ed evitare di sbagliare, è una tale banalità che continuo a preferire la malafede, almeno fa sorridere…
Ah sì, pensa un pilota è » ma è obbligato a dire « noi perché devi capire che anche la sua squadra ha funzionato, quindi sto traducendo il noi par è. Ecco il capo, quello che paga, che parla, quindi ho tenuto il ” noi “se funziona o se fallisce, c’è sempre qualcosa da fare…

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