Il 21+42=63 sogna solo cinque titoli

Quindi prima un piccolo ricordo del rebus matematico inciso sulla schiena di Bagnaia. 21+42=63. Quando ha corso per Sky in Moto3, il canale faceva parte del gruppo del 21° secolo, quindi gli è stato chiesto di dimenticare il suo numero quattro e di indossare quello della rete statunitense. Quando arriva in Moto2, il 21 appartiene già a Morbidelli, quindi lo raddoppia facendone 42. E quando arriva in MotoGP, il 42 è il numero di Rins! Quindi aggiunge 42 e 21 e trova 63il ragazzo ha quindi cambiato numero quattro volte in carriera, più forse il n. 1 l’anno prossimo…
Torniamo all’argomento di oggi. ” 5 titoli mondiali, dopo andrà tutto bene “. Così ha detto alla stampa italiana. Dieci anni dopo il suo debutto, è stato due volte titolato, uno in Moto2 l’altro in MotoGP. Nel 2022 andrà quindi a caccia del terzo…
Sono ovviamente felice per gli italiani, che hanno bocciato un campione italiano su una moto italiana per 50 anni (Agostini), aver fallito un titolo su una moto italiana (Stoner e Ducati, 2007) o aver fallito un campione del mondo italiano (Rossi in 2009, 100° vittoria e nono titolo mondiale). Ma prima i festeggiamenti, gli abbracci e le congratulazioni sono stati un lungo trionfo romano! Certo è che nel 2021, se il titolo di Fabio era stato celebrato ovunque, anche sulla grande stampa (detto questo non potevamo volerci rivincite visto che non avevamo mai avuto un titolo né in 500 né in MotoGP) non ricordo che per questa prima volta ci fu così tanto clamore sul posto. Detto questo, a Valencia c’era un numero incalcolabile di italiani che avevano fatto il viaggio, in Italia il motociclismo è un orgoglio nazionale! Tutti i miei amici rituali erano lì! Buon per loro ma…
Ma mi ricordo, è stato Rossi a dirmi che aveva scommesso con il pilota di cross country Cairoli, anche lui nove volte iridato, che avrebbe avuto davanti a sé il decimo (entrambi hanno perso la scommessa) ma Rossi ce l’ha fatta quel decimo, semplicemente gli è stata rubata sul tappeto verde nel 2015. Questo è ciò che io chiamo ambizione e orgoglio. I filosofi sicuramente faranno la differenza tra i due ma immagino solo che uno sostiene l’altro e viceversa… Questo è ciò che ha permesso a Marquez di trascorrere quattro anni senza corrente, Lorenzo di non mollare mai finché l’infortunio non ferma tutto, lo stesso per Doohan, mi piace questo orgoglio e questa ambizione. Ho adorato le finali dove i piloti hanno osato fare di tutto. Nel 2006 Rossi, pur precedendo Hayden in classifica generale, cadde in Finale, perdendo il titolo, quando avrebbe potuto fare come ieri Bagnaia, riuscendo a lasciarsi passare... Iniziato nuovo, arrivato nuovo, sicuramente è un titolo mondiale ma non passerà alla storia…
Avevo già scritto che sarebbe un piccolo titolo ma l’ho letto oggi su una stampa ditirambica italiana (cosa del tutto normale) che l’ambizione complessiva di Bagnaia è quella di vincere cinque titoli in totale ! (Questa è la figura di piloti come Lorenzo, Doohan, Mang). Pertanto ne mancano ancora tre, La Ducati sostiene giustamente che nel 2023 il team ufficiale Bastianini/Bagnaia sarà quasi intoccabile (a meno che la Honda non ci riesca finalmente con la sua nuova moto) glielo auguro. Ma come si possono avere ambizioni così piccole ? Famiglia ? In effetti ho visto sua sorella e la sua fidanzata piangere per tutto il GP, può aver fatto promesse o desideri tornare nella terra come Cincinnato, generale romano due volte salvatore dell’Impero che è diventato di nuovo contadino invece di cercare il potere supremo.. Ho anche sentito Davide Brivio, ex capo della Suzuki che si è evoluto nelle corse motociclistiche per più di trent’anni, venire a salutare il team che chiude brillantemente l’anno con una formidabile vittoria end-to-end di Rins. Un cavallo di orgoglio diremmo che nella mia famiglia bigouden ce l’ho anch’io con sangue rituale (ma contrariamente a quanto si sente ovunque tra gli haters, la miscela arricchisce, sia che si tratti di popolazione o di alcol di prugne). Davide che è preoccupato nel vedere che alle fabbriche giapponesi un tempo intoccabili vengono regolarmente tagliati i crupper perché pensano ai mercati asiatici ed extraeuropei dove la concorrenza è un vero argomento di orgoglio comunitario. Anche in questo caso, questi ingegneri avranno bisogno di un sacro cavallo di orgoglio per affrontare europei creativi, creativi e vincenti!
In Ducati già si dice che il marchio non dovrà aspettare altri 15 anni per giocarci di nuovo, è probabile, anche se credo più a Bastia che a Bagnaia, certo Bastia non è molto efficiente in qualifica ma è un fenomenale combattente. E dotato. Ieri ho visto soprattutto un pilota farsi sorpassare controllando che Quartararo non fosse in testa. Anche a Fabio quest’anno mancava l’orgoglio, abbiamo visto il risultato. Allora caro Pecco, grazie per aver ceduto il passo a chi vuole una leggendaanche se ieri hai realizzato il sogno della tua vita che è sempre sublime (detto ciò, la sera di Waterloo, Wellington ha detto questo: “ Niente è più triste di una battaglia vinta… “) La MotoGP non è uno sport in cui si calcola la carriera e il ritiro.
Ma ehi, un titolo è un titolo, è una cosa terribile da vincere, anche se ci sono pochissimi avversari. Da domani martedì vedremo se i suddetti avversari riceveranno nuovi fieri destrieri o teppisti.

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