Il Barça non è più al livello della C1

Nonostante le costose reclute estive, il Barça è diventato un “piccolo” d’Europa? La domanda fa sorridere, ma non è infondata dopo questa uscita ingloriosa, la seconda consecutiva per coach Xavi. Ai vertici del continente dieci anni fa, con i suoi famosi “tiki-taka” orchestrati da Pep Guardiola (2008-2012) ed eseguiti alla perfezione da Lionel Messi, Andrés Iniesta e lo stesso Xavi, il club catalano si ritrova costretto a gareggiare ancora nella meno redditizia e meno prestigiosa Europa League.

Tuttavia, l’FC Barcelona è ancora uno dei primi 5 club più ricchi del mondo. Secondo lo studio Football Money League pubblicato ogni anno da Deloitte, il Barça ha generato 582 milioni di euro di entrate nel 2020-2021, più di leader europei come Paris Saint-Germain, Liverpool o Chelsea.

Il suo stadio, il Camp Nou, è ancora il più grande d’Europa (99.000 posti a sedere) e sta per ricevere un gradito restauro. Il suo centro di allenamento, La Masia, è ancora tra i migliori al mondo, e ogni anno fa emergere alcuni dei migliori talenti del mondo, come Pedri o Gavi, gli ultimi due vincitori del Trofeo Kopa, premiando i migliori speranza durante la cerimonia del Pallone d’Oro. Insieme al Real Madrid, il Barça è il club più seguito del pianeta sui social network e conta circa 260 milioni di followers (contro i circa 280 milioni del Real).

ammissione di fallimento

Ma eccolo qua: sul campo, non tutto va come previsto. Nonostante le tante leve economiche attivate, il colossale contratto di sponsorizzazione firmato con Spotify, tutte le quote dei beni ipotecati, i 143 milioni di euro spesi e i sette giocatori reclutati durante il mercato di quest’estate, i catalani vengono eliminati dalla Champions non appena autunno per la seconda stagione consecutiva, superata nel proprio girone da Bayern Monaco e Inter. Questo non accadeva dalla stagione 1998-1999, 24 anni. Una terribile ammissione di fallimento nei confronti del Real Madrid, campione d’Europa in carica ed eterno rivale della capitale spagnola, che ha corretto il Barça per 3-1 nella classica del Bernabéu il 16 ottobre.

Cosa temere di peggio per il resto della stagione del Barça, dopo la sosta per i Mondiali in Qatar (20 novembre-18 dicembre). Già la scorsa stagione, l’eliminazione della C1 aveva messo fuori combattimento il Barça, già suonato dalla partenza del suo stemma Lionel Messi al Paris SG e indebolito da molteplici terremoti economici e istituzionali. In primavera i catalani erano caduti (3-2, 1-1) nei quarti di finale di Europa League contro l’eventuale vincitore della competizione, l’Eintracht Frankfurt.

20 milioni di euro di perdite

Al di là dell’aspetto morale, questa eliminazione prematura ha un costo. Il 9 ottobre, durante l’assemblea generale ordinaria del Barça, la dirigenza ha presentato un budget provvisorio record di 1.255 miliardi di euro… ammesso che la propria squadra raggiungesse almeno la fase dei quarti di finale di Champions League. Scendendo dalla fase a gironi, il Barça manca quindi i bonus di merito pagati dalla UEFA: 9,6 milioni di euro per la qualificazione agli ottavi e 10,6 milioni di euro per la qualificazione ai quarti. Ovvero, in totale, un disavanzo di almeno 20,2 milioni di euro… che non può essere colmato nemmeno in caso di vittoria in Europa League (l’intero viaggio fino a una possibile vittoria porterebbe loro 14 euro. 4 milioni).

Per non parlare del deficit causato dagli scarsi risultati nella fase a gironi (3,6 milioni di euro ricevuti su un possibile 10,8 per cinque vittorie in cinque partite), o dalle sconfitte in biglietteria e prodotti derivati, visto che le avversarie in C3 rischiano di suscitare meno interesse dei grandi manifesti di C1. Un’incoronazione in Europa League ripristinerebbe l’immagine offuscata dell’FC Barcelona? Difficile da credere. Il Barça è sicuramente uno degli istigatori della Super League, ma tiene ancora il suo posto in Champions League…

Il riassunto di Barcellona – Bayern Monaco

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