il fallimento della piattaforma di criptovaluta contamina l’intero settore

In questa foto illustrativa scattata domenica 13 novembre 2022, il logo della piattaforma di criptovaluta FTX si riflette su uno schermo dove sullo sfondo è visibile il sito del gruppo.

La caduta del gigante FTX sta provocando un vero e proprio effetto domino nel mondo delle criptovalute. Diverse piattaforme hanno dovuto sospendere alcuni prelievi negli ultimi giorni, vittime del fallimento del loro concorrente, l’exchange di criptovalute numero due al mondo, le cui ramificazioni continuano a dilagare.

L’ultima, giovedì 16 novembre, la francese Coinhouse, che ha confermato ad Agence France-Presse (AFP) di aver bloccato le uscite sul proprio libretto crypto, presentato come prodotto di risparmio in criptovalute. In una serie di tweetla piattaforma ha spiegato che alcuni siti partner a cui aveva prestato fondi avevano essi stessi interrotto i prelievi per i propri clienti.

Tra i partner di Coinhouse c’era Genesis. Quest’ultima aveva affidato le criptovalute ad Alameda, una sorta di braccio speculativo di FTX, fallita venerdì scorso. Coinhouse menzionato “Tensioni globali nel mercato delle criptovalute e pressioni sulla liquidità”.

Una sequenza “difficile” per l’industria

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Stessa storia dalla parte di Gemini, piattaforma dei fratelli Winklevoss, resa popolare dalla genesi di Facebook e del film Il social network. Il gruppo, intrappolato anche dal fallimento di Genesis, ha dovuto congelare il suo programma Gemini Earn che gli permette anche di investire le sue criptovalute, poi prestate ad altri dietro compenso. “La scorsa settimana ha segnato una serie incredibilmente difficile e stressante per il nostro settore”, ha descritto Gemini su Twitter. Secondo il sito CoinDesk, prima di chiudere il rubinetto, Gemini aveva registrato quasi 600 milioni di dollari di prelievi in ​​sole ventiquattro ore contro meno di 100 milioni di depositi, un grave squilibrio dovuto al nervosismo degli utenti che temono il contagio.

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BlockFi, altro grande player, ha congelato la sua intera piattaforma, che a fine giugno gestiva circa 3,9 miliardi di dollari distribuiti su più di 650.000 account. “Abbiamo un’esposizione significativa a FTX”ha riconosciuto BlockFi, che diversi media americani hanno indicato che sta valutando la possibilità di presentare istanza di fallimento.

accorgersi del contagio

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“È molto preoccupante, perché non abbiamo ancora visto l’entità del contagio”, commenta Francesco Melpignano, direttore generale di Kadena Eco, specializzata nella blockchain (registro che elenca tutte le transazioni di una piattaforma). Per lui, il terremoto FTX e le sue scosse di assestamento superano in magnitudo quella creata in primavera dall’implosione della valuta digitale Terra, che aveva trascinato sul fondo diversi siti di scambio, in particolare Celsius. Paragona persino il fallimento di FTX a quello di Lehman Brothers, che aveva seminato il panico sui mercati e trascinato al ribasso diverse banche nella sua caduta.

In videointervista a giornale di Wall Streetil direttore finanziario di Coinbase, uno dei colossi del settore, ha stimato che l’intero sistema crypto non fosse in pericolo. “Ma ci vorranno diversi giorni o diverse settimane per rendersi conto del contagio causato da questo evento e per capire chi è stato esposto”Ho spiegato ad Alesia Haas.

Se l’ansia persiste nel mondo delle criptovalute, la scorsa settimana avrà invece dimostrato come i mercati finanziari tradizionali fossero ermetici alle tribolazioni delle valute digitali.

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Il mondo con AFP

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