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Il pilota di Formula 1 degli anni ’80 Patrick Tambay è morto

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In questa foto d'archivio scattata il 15 novembre 1983, il pilota francese di Formula 1 Patrick Tambay è ritratto durante i test di Formula 1 della sua nuova vettura, la Renault Elf, sul circuito di Le Castellet (Var).

L’ex pilota francese di Formula 1 Patrick Tambay è morto a causa di una lunga malattia all’età di 73 anni, ha annunciato la sua famiglia domenica 4 dicembre.

Patrick Tambay, nato nel 1949 a Parigi, si considerava uno sciatore competitivo. Ma è nell’automobile che ha scritto la sua storia duratura. Pilota emblema degli anni ’80, è uno dei rari francesi ad aver avuto il privilegio di guidare una Ferrari in Formula 1 e vincere al volante di una delle leggendarie auto da corsa rosse.

Patrick Tambay aveva corso il suo primo Gran Premio in Gran Bretagna nel 1977 su una Theodore Racing Ensign, quando aveva appena festeggiato il suo 28esimo compleanno. Poi ci sono state due stagioni frustranti alla McLarennel 1978 e nel 1979, un anno sabbatico e un ritorno a Theodore, poi Ligier, nel 1981. Senza grandi risultati.

Leggi anche l’archivio del 1971: Articolo riservato ai nostri abbonati La promozione di un giovane pilota: Patrick Tambay

Un incidente mortale all’origine del suo arrivo in Ferrari

Considerato un « autista gentiluomo » dal fisico simpatico e sempre cordiale, fu un incidente mortale che lo portò all’arrivo in Ferrari, quella del suo grande amico Gilles Villeneuve, che gli aveva chiesto di essere il padrino di suo figlio Jacques. Sostituisce il Quebecer, morto nel maggio 1982 durante le prove del Gran Premio del Belgio.

Al volante di una monoposto di altissimo livello, per la prima e ultima volta in carriera, Tambay sta collezionando podi. Finisce 7e del campionato del mondo nel 1982, 4e la stagione successiva, il miglior piazzamento della sua carriera.

Tambay aveva soprattutto conquistato il cuore di « tifosi » rimettendo in pista una Scuderia Ferrari sconvolta dopo la morte di Gilles Villeneuve e poi il grave incidente di Didier Pironi poche settimane dopo durante le prove del Gran Premio di Germania.

Vincendo il Gran Premio di Germania, Tambay aveva scongiurato la sorte della Ferrari. Lo dedicherà a Villeneuve, Pironi ed Enzo Ferrari per avergli dato fiducia. Il suo secondo trionfo l’anno successivo a Imola, vicinissimo alla sede della Ferrari di Maranello, sancirà definitivamente la sua popolarità tra i tifosi italiani.

Due Gran Premi vinti, su due circuiti leggendari, Hockenheim nel 1982 e Imola nel 1983. Abbastanza per lasciare un segno indelebile nelle classifiche dove solo altri cinque vincitori francesi compaiono per la prestigiosa Scuderia (Maurice Trintignant, Jean Alesi, Didier Pironi, René Arnoux e Alain Prost).

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Dopo la Ferrari, la vendemmia è tornata magra: tre podi e una pole position alla Renault (1984-1985) e due punti con la Haas Lola (1986) – e Tambay, come altri prima di lui, si è consolato nell’endurance, con Alpine-Renault e Jaguar, e nel rally-raid, alla Parigi-Dakar (3e nel 1988 e nel 1989).

Dopo la sua carriera, Tambay è diventato una delle voci della F1, ai microfoni di Canal +, RMC, La Cinq o anche Motors TV, canale tematico fondato con il suo amico Jean-Luc Roy.

Ha avuto anche una carriera elettiva nella cittadina di Le Cannet (Alpi Marittime). Prima come assistente sportivo dal 1995, con in squadra il calciatore Christian Lopez e il pallavolista Alain Fabiani. Poi consigliere generale e dipartimentale, eletto nel 2002, 2008 e 2015 con i colori del partito Les Républicains.

Colpito dal morbo di Parkinson, Tambay ha dovuto rallentare negli ultimi anni. Ma alcune pause della malattia gli permettono di incontrare gli amici per un caffè vicino al municipio di Le Cannet. E sorridere ricordando i suoi anni in Ferrari.

Il mondo con AFP

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