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il tecnico belga annuncia le sue dimissioni dopo l’eliminazione dei Red Devils

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Thierry Henry consola Romelu Lukaku dopo l'eliminazione del Belgio dalla Coppa del Mondo il 1° dicembre 2022 ad Al-Rayyan, in Qatar.

Cosa stava pensando Thierry Henry, con aria stravolta, al fischio finale, mentre confortava Romelu Lukaku, in lacrime? L’ex attaccante della Francia – ora vice allenatore del Belgio – potrebbe aver visto le immagini del suo puledro incapace di trovare la colpa per la sessantaseiesima volta con la maglia dei Red Devils. Bloccato dalla Croazia (0-0), giovedì 1è Dicembre, allo stadio Ahmad-Ben-Ali di Al-Rayyan, in Qatar, i belgi hanno perso quella che sembrava la “finale” del Gruppo C e non andranno agli ottavi.

“È finita, è un peccato, volevamo andare molto oltre, per noi, per il popolo belga, per tutti. Siamo tutti delusi che sia già finita”, deplorato attaccante Jérémy Doku, citato da AFP.

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Terzi nel girone al fischio d’inizio, i Red Devils non avevano scelta: dovevano vincere per ottenere uno dei due biglietti per gli ottavi. “conservatorismo” dai media locali, Roberto Martinez ha comunque fatto scelte forti, lasciando in panchina Eden Hazard e Romelu Lukaku a favore del veterano Dries Mertens e dell’astro nascente Leandro Trossard.

Dopo la sconfitta, domenica 27 novembre, contro il Marocco (0-2), era salita la tensione, attraverso i media, tra i dirigenti dello spogliatoio, Jan Vertonghen e Kevin De Bruyne in testa. Non il modo migliore per prepararsi al match decisivo contro la finalista del 2018.

Dopo un primo quarto d’ora faticoso, i belgi hanno preso il controllo del gioco e hanno messo nelle loro gare un’intensità che in precedenza gli era mancata contro Canada e Marocco. Kevin De Bruyne, che ha detto nel Custodeil 26 novembre, che la sua squadra “ non aveva alcuna possibilità di vincere la Coppa del Mondo”.ha riacquistato il suo acuto senso del passaggio per offrire due buoni palloni finalmente negoziati male da Mertens e Yannick Carrasco.

L’allenatore annuncia le dimissioni

Sempre pungenti al rientro dagli spogliatoi, i belgi non sono però riusciti a ribaltare le cose dalla loro parte. Deludente, Trossard ha lasciato il posto a Lukaku, in difficoltà alla coscia e che aveva giocato solo un quarto d’ora in due partite ai Mondiali.

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Il capocannoniere nella storia della selezione ha pesato al suo ingresso per la sua presenza in area. Ma la sua opportunità di segnare nel 90e minuto rimarrà forse il più grande fallimento di questa prima parte della competizione. Mancando di ritmo e lucidità, sceglie il pettorale per provare a spingere la palla nella gabbia vuota. Un gesto totalmente mancato, che finisce tra le braccia del felicissimo Dominik Livakovic, il portiere croato. Era la fine delle speranze belghe.

L’ultima scommessa tattica di Roberto Martinez non ha dato i suoi frutti. Al termine del match, il tecnico spagnolo ha annunciato le proprie dimissioni, dopo sei anni di presenza sulla panchina dei belgi. “Dico l’addio alla Nazionale, ed è pieno di emozioni, come potete immaginare”, ha detto in una conferenza stampa. Aveva preso in mano i Red Devils nel 2016, portandoli in particolare alle semifinali del Mondiale 2018.

Il Belgio non vedrà quindi il tavolo finale della Coppa del Mondo. È un cocente fallimento per il Paese che è al secondo posto nella classifica della Federcalcio internazionale (FIFA). Potrebbe anche essere la fine di una storia per la “generazione Eden Hazard”, ex simbolo di un Belgio spettacolare, capace di battere qualsiasi squadra del pianeta calcio.

Dopo l’emozione e le lacrime, lo sfortunato Lukaku ha espresso la sua rabbia con un pugno rabbioso, rompendo la parete di vetro della panchina. Non vi è alcuna garanzia che lo stadio Ahmad-Ben-Ali conserverà la reliquia. È stato il caso della porta dello Zentralstadion di Lipsia (Germania), segnata dalle tracce dei ramponi di un infuriato Zinedine Zidane, dopo il pareggio degli azzurri contro la Corea del Sud durante i Mondiali del 2006.

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