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Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux ha fatto scalpore

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Una stagione storica in più di un modo per la squadra Materiali Intermarché-Wanty-Gobert. Dopo un primo anno misto nell’élite del WorldTour nel 2021, la formazione belga ha fatto esplodere tutti i suoi contro nel 2022: record di vittorie – 24 in totale, di cui cinque nel WorldTour – e un incredibile quinto posto nella classifica a squadre UCI, detronizzando persino l’armata Vinile Alpha Quick-Step del suo status di migliore squadra del Belgio! La squadra guidata da Jean-Francois Bourlart surfata in particolare su un’ottima prima parte di stagione, sotto la spinta della sua pepita e rivelazione del 2022, Biniyam Girmay. Sulla scia diEritreo, storico vincitore di Gand-Wevelgem, l’intero organico è stato messo a punto con ben undici corridori vittoriosi, sia nelle Classiche che nei Grandi Giri (3 tappe e 3 top 10). Racconto e bilancio di questa bella dinamica collettiva che chiede conferma solo nel 2023.

Video – Uno storico Biniam Girmay ha mostrato la strada nel 2022

Biniam Girmay, la rivelazione storica

E Alessandro Kristof è stato il corridore più costante della squadra, va bene Biniyam Girmay – dall’alto dei suoi 21 e poi 22 anni ad aprile – che più simboleggia il successo diMateriali Intermarché-Wanty-Gobert nel 2022. Il vicecampione del mondo Espoirs 2021 è decollato definitivamente con 4 successi e un 16° posto nella classifica UCI 2022, confermando il suo enorme potenziale come velocista-punzone. Sbloccando il suo bancone e quello dei suoi allenamenti da fine gennaio Trofeo Alcúdia-Port d’Alcúdiail nativo di Asmara è quindi salito al potere Parigi-Nizza (tre primi 6), Milano-Sanremo (12° alla sua prima partecipazione) e ilE3 Saxo Bank Classico (5°). Il seguito appartiene alla Storia del ciclismo con una vittoria clamorosa Gand-Wevelgem, diventando il primo africano nero a vincere un WorldTour Classic.

“Ghent-Wevelgem è la gara che trasforma la nostra squadra. Esattamente sei anni dopo l’indimenticabile scomparsa di Antoine Demoitié il 27 marzo 2016, Biniam Girmay ha suscitato grande scalpore nel nostro sviluppo”confermato Jean-Francois Bourlart quando fa il punto sulla sua formazione. Un cambio di dimensione che continuerà Girmay sul Giro d’Italia, per il suo primo Grand Tour. Non impressionato, mette in scena uno spettacolo e offre un magnifico duello con Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck). Dopo cinque top 5 in otto tappe, ha finito per fare di nuovo la storia vincendo come capo a Jési durante la 10a tappa, offrendo all’Africa nera il suo primo vittoria in un Grand Tour.

Una giornata memorabile per più di un verso, visto che l’eritreo sarà poi vittima del famoso e sfortunato incidente del tappo, ferendosi all’occhio sinistro stappando una bottiglia sul podio della cerimonia ufficiale. Costretto ad abbandonare e tagliare in pieno svolgimento, Biniyam Girmay ci vorranno diverse settimane per riprendersi e vivrà una seconda metà di stagione più mista, con una sola vittoria durante il CLM del suo campionato nazionale a fine giugno. Nonostante i bei posti d’onore sul Bretagna Classica (6e), il GP Quebec (3°) o il GP di Vallonia (2°), non c’è dubbio che questa frustrante fine d’anno non avrà pienamente soddisfatto il prodigio africano, che dovrebbe tornare con il coltello tra i denti ad alzare le braccia nel 2023.

La resurrezione di Alexander Kristoff e Louis Meintjes

Come rinvigorito dalle buone dinamiche della forza lavoro belga, Alessandro Kristof et Louis Meinjes hanno riacquistato le lettere nobiliari nel 2022. La prima, appena trasferita lo scorso inverno dopo tre stagioni in discesa a Emirati Arabi Uniti Team Emirates (3 successi in 2 anni), ha ricordato quanto prezioso ed efficiente potesse essere un velocista, con 16 podi di cui 5 vittorie, insieme a un 8° posto nella classifica UCI – la sua migliore classifica dal 2019. non è riuscito a segnare a livello WorldTour, in particolare dopo un Giro di Francia purtroppo, il 35enne norvegese è stato onnipresente per il resto del tempo, vincendo il Almería Classicail Gran Premio della Schelda, il Circuito franco-belgaun passo sul suo Giro della Norvegia e un altro sul Giro di Germania.

L’altro “risurrezione” è venuto dal Sud Africa, con a Louis Meinjes più visti a una festa del genere dal 2017! Dopo un discreto inizio di stagione, il nativo di Pretoria si è svegliato da giugno, alzando finalmente le braccia – la prima volta da… sette anni! – sul Giro dell’Appennino. Una vera liberazione per il climber 30enne, che poi ha trovato il suo miglior livello in montagna. Sesto di Criterio Delfinatocontinuerà con un bellissimo Giro di Franciamostrandosi per una volta offensivo e andando molto vicino al trionfo al‘Alpe d’Huez. In definitiva ottavo assoluto – come nelle sue ore migliori nel 2016 e nel 2017 – confermerà questo ritorno ai favori sulla Giro di Spagna con il suo primissimo successo nel WorldTour e un 11° posto assoluto.

Rota, Thijssen, Hermans, Hirt… hanno navigato sulla dinamica collettiva

Sulla scia di queste grandi prestazioni, molti piloti hanno alzato il proprio livello e raggiunto la loro migliore stagione. Questo è il caso di Lorenzo Rotaautore dei suoi primi successi con i Pro sul Szaka Tour (1 tappa + il generale) nel mese di agosto. Il 27enne italiano ha dimostrato di essere uno specialista nelle corse a tappe collinari – 4° nella Giro del Belgio un tu Giro della Vallonia5° tu Giro del Limosino -, ma potrà rimpiangere a lungo questo 2° posto durante la 12a tappa del Giro. Un rimpianto che non avrà Jan Hirt. Dopo aver domato la Montagna Verde e il Tour dell’Oman a febbraio, il 31enne ceco ha preso parte al Giro d’Italia sogno della sua squadra, vincendo magistralmente la 16a tappa e concludendo con un sorprendente 6° posto assoluto, appena davanti al compagno di squadra Domenico Pozzo vivo (8°), ancora presente a 40 anni.

Dietro a Alexander Kristoff e Biniam Girmayanche la divisione sprint si è distinta grazie a Gerben Thijssen. Dopo diversi anni a Lotto Soudalil 24enne corridore non avrà impiegato molto ad ambientarsi nel suo nuovo team, con 17 top 10 e 3 vittorie all’attivo: una tappa del 4 giorni di Dunkerqueun altro sul Giro della Poloniae infine il Freccia di Gooik per concludere un’intera stagione. Un altro belga che si è rivelato, Quentin Hermans ha firmato una delle più grandi sorprese del 2022 con il suo 2° posto Liegi-Bastogne-Liegi. Il ciclocrossman di 27 anni è stato più irregolare in seguito, ma ha comunque ottenuto un buon risultato Giro del Belgio (1 tappa, 3° assoluto) e un bel podio sul Bemer Ciclassici. Taco van der Horn (Bruxelles Cycling Classic), Rein Taaramae (campione estone a cronometro), Andrea Pasqualone (Circuito della Vallonia) e Jan Bakelants (5a tappa del Tour de Wallonie) avranno anche portato la loro vittoria all’edificio.

Un nuovo status da confermare nel 2023?

Ora installato nella top 5 della gerarchia mondiale, il futuro chiamato Intermarché-Circus-Wanty gestito da Aike Visbeek – a capo della divisione spettacolo dal 2021 – dovrà raccogliere una nuova sfida nel 2023: riuscire a fare bene come nel 2022″.La squadra deve competere sui classiciun ha detto il tecnico olandese. Ciò non significa che dobbiamo vincere, ma dobbiamo inseguire i primi 5 e il podio. Chiaramente, miriamo a un posto nella top ten della classifica a squadre UCI. Questi gli obiettivi dichiarati. Negli anni futuri, vogliamo guadagnare un Monumento. Ma bisogna essere costanti, vincere questo tipo di gare richiede una preparazione a lungo termine”. Per questo la squadra belga è stata molto attiva sul mercato, in primis per potenziare il proprio staff tecnico Lorenzo Lapage, Dimitri Claey, Kevin Van Melsen et Christophe Premont.

Ha anche effettuato un reclutamento offensivo in bassa stagione – 11 arrivi inclusi Rui Costa (UAE Team Emirates), Lilian Calmejane (Team TotalEnergie), Niccolò Bonifacio (Team TotalEnergies) e soprattutto Mike Teunissen (Jumbo-Visma) – per compensare le partenze daAlessandro Kristof (Squadra ciclistica Uno-X Pro), Quentin Hermans (Alpecin-Deceuninck)Jan Hirt (Soudal-Quickstep) o Domenico Pozzo vivo. Tanti i cambiamenti che potrebbero incidere sull’alchimia e le dinamiche del 2022. Il duo Teunissen-Girmay sarà particolarmente atteso sui Classici, e potenzialmente sul Giro di Francia, su cui la squadra creata nel 2008 non vince ancora da 5 presenze. Per il resto il Louis Meinjes, Lorenzo Rota et Gerben Thijssen dovrà rispondere ancora, con perché no l’emersione di certi giovani ad alto potenziale come i francesi Hugo Pagina (21 anni) o il belga Rune Herregodts (24 anni). Rispondi in poche settimane!

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