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Kolo Muani, Gignac, Zidane: questi i match point che tormentano i Blues

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RFA – Francia 1982: Amoros, un bar nella “notte di Siviglia”

Come la sconfitta ai rigori contro l’Argentina (3-3, 4-2 t tab), domenica nella finale dei Mondiali, la semifinale persa dagli Habs contro la FRG, a Siviglia, durante il Mondiale 1982 (3- 3 ap, 5-4 ai rigori), resta uno dei più grandi psicodrammi della storia del calcio francese. Se i quattro gol segnati nei tempi supplementari avessero permesso di entrare nella leggenda di questo incontro, sarebbe potuto finire nei tempi regolamentari.

Su rigore, Michel Platini (28°) risponde al vantaggio di Pierre Littbarski (17°). Nonostante il grave fallo di Harald Schumacher su Patrick Battiston, i Blues non hanno perso terreno e sono rimasti in partita. A simboleggiare l’ascesa dei francesi nell’ultima mezz’ora, il laterale Manuel Amoros sferra un potente tiro dalla distanza che colpisce la traversa tedesca (89°). Il seguito è noto. Due tempi da 15 minuti assolutamente pazzeschi, dove i Blues sono in vantaggio per 3-1 prima del sorpasso, e una sconfitta ai rigori che ha traumatizzato un’intera generazione.

Italia-Francia 2006: Zidane, il colpo di testa prima del colpo di testa

Il Mondiale 2006, e in particolare la finale tra Francia e Italia (1-1 dopo, 3-5 ai rigori), ha segnato la fine di un’era. Dopo aver annunciato che questa competizione sarebbe stata la sua ultima, Zinédine Zidane, marcatore agli ottavi contro la Spagna (3-1) e autore di un recital contro il Brasile nei quarti (1-0), è uno degli artefici del percorso degli azzurri fino alla finale. Come nella partita contro il Portogallo in semifinale (1-0), “ZZ” ha aperto le marcature con un’audace panenka contro i Transalpins (7°).

Zidane non era riuscito a concedere il vantaggio ai Blues, al 103', ed è incappato in un immenso Gianluigi Buffon.  (S. Mantey/La squadra)

Zidane non era riuscito a concedere il vantaggio ai Blues, al 103′, ed è incappato in un immenso Gianluigi Buffon. (S. Mantey/La squadra)

Marco Materazzi replica con un colpo di testa 12 minuti dopo, e l’incontro diventa presto irrespirabile. L’Olympiastadion di Berlino è teatro di un teso prolungamento in cui Franck Ribéry ha la prima opportunità di ribaltare la partita (99esimo). Poi, su cross di Willy Sagnol, Zidane preme di testa per mettere il pallone sotto la traversa. Ma trova sulla sua strada Gianluigi Buffon, suo ex compagno di squadra alla Juventus Torino autore di un tap decisivo al 103′. Una decina di minuti dopo, Zidane ha colpito Materarazzi con una testata al petto e gli azzurri hanno avuto la meglio sui francesi ai rigori, regalando a Berlino il quarto titolo mondiale.

Portogallo – Francia 2016: Gignac, l’improbabile quasi eroe

Dopo Euro 1984 e Coppa del Mondo 1998, la squadra francese ha avuto l’opportunità di vincere il terzo trofeo casalingo. Nella finale del “loro” Euro 2016, i Blues, pur dominando per 90 minuti, hanno ceduto al Portogallo (0-1 p). L’eroe opposto non è Cristiano Ronaldo, infortunatosi nel primo tempo dopo un contrasto di Dimitri Payet, ma l’ex Lille Eder. Con un tiro dalla distanza vicino al palo (109′), l’attaccante indossa la cappa dell’eroe e permette al Portogallo di vincere il suo primo trofeo importante.

Per pochi centimetri, Gignac incappa nella cifra di Rui Patricio, nel recupero della finale di Euro 2016. (F. Seguin / L'Équipe)

Per pochi centimetri, Gignac incappa nella cifra di Rui Patricio, nel recupero della finale di Euro 2016. (F. Seguin / L’Équipe)

Ma Eder potrebbe non aver mai avuto questa possibilità. Nel secondo tempo di recupero, Pepe, impeccabile fino a quel momento, viene colto a freddo da André-Pierre Gignac con un gancio. L’attaccante dei Blues, piazzato a 6 metri da Rui Patricio, ha sparato un tiro dalla destra chiusa. Per la prima volta della serata il portiere portoghese viene battuto, ma la palla si schianta sul palo (90° + 1) e fugge davanti ad Antoine Griezmann. Partito qualche mese prima per il Tigres, un “supersub” che non aveva mai segnato in finale, Gignac è ​​andato molto vicino a conoscere il suo momento di gloria. Invece, eterni rimpianti.

Francia – Svizzera 2021: Coman, il mezzo tiro al volo dimenticato

L’eliminazione prematura della Francia contro la Svizzera, negli ottavi di finale di Euro dello scorso anno (3-3 dopo, 4-5 ai rigori), è considerata una grave disavventura. In vantaggio per 3-1 a un quarto d’ora dalla fine dopo una doppietta di Karim Benzema e un sontuoso tiro di Paul Pogba, gli uomini di Didier Deschamps si sono uniti al termine del match, dopo un colpo di testa di Seferovic (81′) e un cross di Gavranovic (90°).

Coman manda il suo recupero sulla traversa di Sommer nei tempi di recupero (90°+4).  (F. Faugère/La squadra)

Coman manda il suo recupero sulla traversa di Sommer nei tempi di recupero (90°+4). (F. Faugère/La squadra)

Prima dei tempi supplementari, seguiti dai calci di rigore che saranno nuovamente fatali per i Blues, Kingsley Coman ottiene il match point, che passerà in secondo piano nel tumulto post-sconfitta. Dopo un overflow di Moussa Sissoko, l’esterno del Monaco tenta un mezzo tiro al volo di destro. Yann Sommer non può fare nulla, ma viene salvato dalla sua traversa (90°+4). Per la seconda volta consecutiva, la ricerca dell’euro di Didier Deschamps viene vanificata di una cifra.

Argentina – Francia 2022: la mitica parata di Kolo Muani e Martinez

La storia sarebbe stata come una favola. Entrato in gioco al 40′ sulla staffetta di un trasparente Olivier Giroud, Randal Kolo Muani ha stravolto l’incontro contro l’Argentina (3-3 ap, 4-2 ai rigori). Incisivo nei dribbling e onnipresente nei duelli, l’ex Nantes ha rischiato di consegnare la sua squadra in un’ultima azione che avrebbe potuto essere la più leggendaria nella storia del calcio francese. I tempi supplementari stanno per finire, francesi e argentini si arrendono colpo su colpo, e si affrontano al 120′, all’alba dei rigori. Ma il calcio offre il suo lato più intenso in termini di drammaturgia.

Su rilancio di Ibrahima Konaté, l’attaccante del Francoforte ha approfittato di un errore di giudizio della difesa argentina per presentarsi da solo davanti al portiere avversario. In questo momento, il tempo si ferma. Il momento per Kolo Muani di partire a rimpallo, di prendere palla in mezzo tiro al volo e di inciampare sul sinistro di un Martinez che finirà per essere l’eroe della storia. A riprova della sua forza di carattere, l’ex Nantes ha trasformato ancora il suo tiro in porta contro il portiere argentino. Anche se non può incolpare se stesso per questa azione, questo gioco lascerà senza dubbio un segno indelebile nella sua memoria e in quella di milioni di francesi.

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