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La stagione 2022 della MotoGP in 10 momenti chiave

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Designato come il favorito per il titolo a fine 2021, Pecco Bagnaia ha avuto bisogno di venti Gran Premi per superare un Fabio Quartararo a tratti messo molto male ma resistente fino alla fine. Finalmente, dopo un campionato irregolare e alcune grosse battute d’arresto, il pilota della Ducati ha cancellato il più grande ritardo mai mostrato da un campione. Ecco le principali tappe della sua marcia verso il titolo.

# 1 GP tu Qatar

Il primo vincitore della stagione non è stato né l’uno né l’altro Mi dispiace Bagnaiafavorito designato alla conclusione del campionato 2021, né Fabio Quartararo, difensore della corona, ma ospite a sorpresa. è Enea Bastianini, in sella alla Ducati GP21 del team Gresini, appena tornato indipendente, che è salito al vertice. Si dirà molto che allora si stava godendo una macchina perfettamente affinata, poiché è la specifica che aveva dominato la fine della stagione precedente, quando i funzionari di tutte le parti dovevano ancora trovare la chiave per le nuove moto. Sta di fatto che Bastianini non si è perso l’occasione, lui che è riuscito a riprendere Brad Binder (KTM) e Pol Espargaro (Honda) parlando della sua ormai nota capacità di mettere fuori gioco gli avversari a fine gara.

Quartararo ha iniziato la sua difesa del titolo con un modesto nono posto, lottando fin dall’inizio con una pressione delle gomme troppo alta. Ma nel team ufficiale Ducati sembravamo ancora più grigi (Bagnaia ha detto di essere stato perso per tutto il weekend ed è finito per cadere), eppure il momento che forse sarebbe finito per essere decisivo era già avvenuto. : prima dell’inizio del campionato, Bagnaia ha infatti manifestato la volontà di non utilizzare l’ultima evoluzione del motore italiano. Facendo appello a tutta la sua forza di carattere contro Gigi Dall’Igna, il giovane pilota ha così indirizzato una scelta tecnica dalle gravi conseguenze. Bisognerà attendere ancora diverse settimane perché la Ducati e il suo pilota trovino la ricetta per sfruttare al meglio la versione della GP22 finalmente scelta, ma il prosieguo del campionato dimostrerà che è stata la scelta giusta.

#2 GP d’Argentina

Dopo la vittoria di Bastianini nella notte del Qatar, poi quella di Miguel Oliveira (KTM) sotto la pioggia indonesiana, un altro contendente al titolo si è affermato in Argentina nella persona diAleix Espargarò. Lui che non aveva mai vinto prima, nemmeno nelle altre categorie, ha trovato la via del successo a Termas de Río Hondo, premiando diversi anni di impegno suo e degli uomini di Aprilia per rendere la SR -GP una macchina ora in grado di il gioco vince quasi permanentemente. Espargaró rimarrebbe quindi minaccioso fino all’autunno, prima di un tour oltreoceano deludente in termini di prestazioni. La sua stupefacente regolarità farebbe molto per tenerlo in lizza, dal momento che conoscerebbe i suoi due punteggi netti solo alla fine del campionato.

Se le prime tre gare avevano offerto uno scenario alquanto inaspettato, il campionato stava andando avanti bene e davvero. Espargaró occupava la testa dopo il successo, mentre Quartararo era sotto di dieci punti (mancando di grip al via della gara argentina, ha ottenuto solo l’ottavo posto) e Bagnaia già a quota 33, avendo finora vissuto solo lì un weekend non veramente sereno.

Aleix Espargaró, vincitore in Argentina e leader del campionato

#3 GP tu Portogallo

Anche per Quartararo l’avvio di campionato si è rivelato abbastanza complicato, con un podio lo stesso in Indonesia. Ma il francese è finalmente riuscito ad aprire il banco in Portogallo, durante il quinto appuntamento stagionale. Solo 20esimo il venerdì, ha costruito alla perfezione il suo weekend e scalato progressivamente la gerarchia fino a poter contare su un ottimo ritmo in gara. Velocemente in testa, si è poi dimostrato inarrestabile, chiudendo una serie di dieci gare senza vittorie.

Bagnaia ha vissuto ancora un weekend complicato, ma è stata soprattutto una scivolata in qualifica che gli è costata cara, relegandolo all’ultimo posto in griglia di partenza e provocandogli dolori alla spalla. . Sulla sua Ducati, invece, il lavoro iniziava finalmente a dare i suoi frutti, tanto che l’ottavo posto al traguardo veniva visto come una buona notizia, visto che la sua padronanza della GP22 gli aveva permesso di compensare l’infortunio.

#4 GP di Spagna

Dal Portogallo, Bagnaia cominciava davvero a capire meglio la sua GP22, sulla quale gli innumerevoli sforzi fatti dall’inizio dell’anno hanno finalmente cessato di mantenere una base stabile e ora si adeguano. E a Jerez, sesto appuntamento stagionale, il pilota Ducati ha finalmente trovato la chiave per essere in prima linea. Dominatore fin dalle prove, ha conquistato la pole position e poi ha condotto l’intera gara. Quartararo, sulla sua scia, non ha potuto fare nulla per impedire all’italiano di ottenere la sua prima vittoria dell’anno. Con questo fine settimana, che sembrava davvero lanciare la sua stagione, Bagnaia ha aumentato il suo svantaggio su Quartararo, leader della classifica generale, a 33 punti mentre Espargaró ha incatenato i podi e Bastianini finora ha soffiato caldo e freddo.

Quando Pecco Bagnaia ha conquistato la sua prima vittoria, Fabio Quartararo era sulla sua scia

#5 GP d’Italia

Questo successo a Jerez non è però bastato per mettere in moto la macchina di Bagnaia, perché poi è stato caratterizzato da una grande incostanza. Sulla scia del suo successo in Spagna, il pilota della Ducati ha ceduto alla pressione con una caduta in Francia, lasciando vincere Bastianini, poi ha vinto di nuovo in Italia. Ma questa volta, dall’alto del podio del Mugello, lo ha rassicurato: aveva imparato la lezione di questa fiacca prima parte di campionato e aveva capito cosa poteva averlo bloccato mentalmente.

Questa vittoria al Mugello, un grande momento per un italiano al volante di una Ducati, se l’è presa con un impeto di rabbia, infastidito per essersi qualificato solo quinto. Al via della gara, velocissimo, ha preso il comando e poi è andato in testacoda verso la vittoria. Sul traguardo ha preceduto Quartararo, poi riuscito a limitare perfettamente i danni tanto che il distacco è sceso a soli 41 punti.

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#6 GP d’Olanda

Bagnaia porta sul braccio un tatuaggio che rappresenta il circuito di Assen, circuito che gli valse la prima vittoria mondiale nel 2016. Ebbene, è proprio lì che è avvenuta la svolta del campionato. Mentre il pilota della Ducati aveva vissuto una prima metà di campionato molto irregolare, ha iniziato una superba serie di quattro vittorie consecutive in Olanda. Il cambiamento, quella domenica, è stato profondo perché dopo aver ricevuto uno schiaffo nella gara precedente, in Germania, dove era caduto mentre Quartararo vinceva, ed essere arrivato a 91 punti di distacco in campionato, il pilota italiano ha saputo rispondere perfettamente.

Pole position, poi vittoria e tutti i giri passati in testa: tutto era lì per riaffermare il potenziale di Bagnaia, ormai a suo agio con la sua GP22. Ed è stata tutta la dinamica a ribaltarsi, perché Quartararo ha sperimentato il suo primo ritiro e ha addirittura lasciato l’Olanda con una penalità che avrebbe dovuto applicare durante la gara successiva dopo aver colpito Aleix Espargaró. Al momento dell’intervallo pensavamo che i 66 punti di svantaggio di Bagnaia fossero ancora troppo alti per lasciargli qualche reale speranza e immaginavamo che il rigore di Quartararo sarebbe stato presto dimenticato. E ancora…

Vittoria ad Assen, svolta per Bagnaia

#7 GP di Gran Bretagna

Alla ripartenza, Bagnaia sembrava in difficoltà ad entrare nel suo weekend. A Silverstone non sembrava andare bene, non aveva il ritmo per renderlo uno dei favoriti della domenica e sabato si è qualificato solo quinto. Tuttavia, non si è arreso ed ha esplorato tutte le soluzioni… finché non ha chiesto consiglio a Casey Stoner. Figlio mentore Valenti Rossi Ha anche alzato il pollice e ora il ducatista ha trovato lo scatto che gli ha permesso di invertire la tendenza al momento giusto. Grazie ad alcuni cambiamenti nella sua guida, è apparso nella corsa in gara ed è riuscito a resistere Maverick Vinales negli ultimi istanti per intascare la sua quarta vittoria stagionale.

Per Quartararo è stato un Gran Premio con un risultato nella media, visto che dopo aver applicato la penalità sul giro lungo, si è dovuto accontentare dell’ottavo posto finale. Matematicamente il distacco era di 49 punti e Bagnaia era risalito al terzo posto in campionato. Ma, mentalmente, il vantaggio ora è andato al pilota italiano, che in Gran Bretagna ha capito di avere tutte le carte in regola per vincere. Restava da rimediare a questo ritardo…

#8 GP d’Aragona

Il Gran Premio di Aragona ha regalato emozioni a non finire. Davanti la vittoria era ancora del clan Ducati, ma stavolta Bagnaia se la è lasciata sfuggire a vantaggio di Bastianini, che l’ha sfidata con rabbia, come nella precedente gara di Misano, senza offesa per chi voleva vedere in ogni Manovra mancata il segno delle istruzioni che il costruttore avrebbe messo in atto a favore del #63.

Quattro volte vittorioso di fila, Bagnaia si è dunque dovuto “accontentare” di 20 punti questa volta, eppure è stato lui a uscire vincitore dalla Spagna. Perché per Quartararo questo Gran Premio avrà avuto un esito amaro e ingiusto: il francese è stato infatti colto in collisione con Marc Marquez, da cui ha avuto la possibilità di riprendersi senza troppi infortuni, ad eccezione di ustioni impressionanti sul petto. Ma in campionato il verdetto è severo: zero punti per il francese, il cui vantaggio è di soli dieci punti.

Enea Bastianini vince il GP di Aragon davanti a Pecco Bagnaia e Aleix Espargaró

#9 GP di Thailandia

In Giappone, i due principali contendenti al titolo sono stati banali, entrambi impantanati nel gruppo, fino a quando Bagnaia è caduto cercando di superare Quartararo per un modesto ottavo posto. Una settimana dopo, in Thailandia, l’arrivo della pioggia poco prima della gara avrebbe potuto destabilizzarlo mentalmente, eppure: più solido che mai, il ducatista è riuscito ad ottenere un terzo posto sinonimo di punti importanti.

Personalmente, quel giorno ha fatto un tale passo che lo era questa gara che ricorda soprattutto ora nel suo anno: “Siamo partiti molto forti [ce week-end-là]ma in gara ha iniziato a piovere e c’è stato un incidente sulla griglia proprio davanti a me [une personne a fait un malaise, ndlr] e mi ha reso incapace di concentrarmi. Anche se quest’anno ho sempre faticato sul bagnato, siamo riusciti a conquistare il terzo posto. L’unica cosa che avevo in mente era restare fedele al pilota davanti a me, [Jack] Miller, ma sono davvero orgoglioso della mia corsa in Thailandia”.

Per El Diablo cominciava a diventare un inferno… Il pilota della Yamaha quel giorno toccò il fondo, vittima di una cattiva pressione delle gomme decisa dal suo team. Un errore personale del suo ingegnere che presto sarebbe stato riconosciuto, ma perdonato solo a metà in quanto non permetteva al francese di posizionarsi oltre il 17° posto. Bagnaia era poi a sole due unità da lui in campionato, pronto ad inghiottirlo.

#10 Gran Premio di Valenza

Solo gli ultimi tre turni avranno prodotto tre capitoli ben distinti in quello che era diventato un duello Bagnaia-Quartararo. In primo luogo, il pilota italiano, per la prima volta nella sua carriera, ha preso il comando del campionato in Australia, mentre Quartararo era ancora limitato dalla sua moto; poi il francese ha regalato una superba esplosione d’orgoglio in Malesia per rispondere al primo match point del suo avversario. E poi è arrivato Valencia.

Quartararo era riuscito a rimandare l’esito del campionato a questo girone finale e aveva il vantaggio mentale per lui. Per tutto il fine settimana è apparso più determinato che mai, giocando alla perfezione il “gioco della mente” per dimostrare al rivale che avrebbe messo tutte le sue forze fino in fondo, deciso a non rinunciare a nulla finché la matematica non avesse emesso il suo verdetto. Bagnaia, ne aveva sentito parlare così tanto da due settimane che gli era stato promesso lo scudetto che ne era febbricitante, aspettando solo una cosa, che finisse il weekend.

E l’italiano ha tenuto duro fino alla fine. Alla fine nono sul traguardo mentre il pilota Yamaha ha ottenuto il quarto posto, Bagnaia ha raggiunto l’impensabile: vincere il titolo a metà stagione con 91 punti di distacco, inaudito!

Cosa ricordi di questa stagione?

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