• Home
  • La tipica squadra dei Mondiali 2022!

La tipica squadra dei Mondiali 2022!

0 comments

Cosa c’è dopo questo annuncio

Il verdetto è arrivato questa domenica sera dopo un incontro totalmente folle e una partita di rara suspense. Guidata dal suo eroe Lionel Messi, incoronato per la prima volta in carriera, l’Argentina conquista così la terza stella della sua storia, dopo il 1978 e il 1986, a scapito degli azzurri (3-3, 4-2 in classifica). Questa 22esima finale di Coppa del Mondo avrà soprattutto chiuso in apoteosi un torneo ampiamente denigrato agli esordi. Dalla disfatta brasiliana all’incoronazione argentina passando per il sogno a occhi aperti dei marocchini e la nuova epopea tricolore, questa competizione avrà conosciuto molti colpi di scena. Più che risate e lacrime, specifiche per la grandezza dell’evento, questo mondo ha rivelato anche molti giocatori. Cosa inventare un tipo undici.

– Emiliano Martínez: divisivo, provocatorio, persino esasperante per alcuni, l’ultimo baluardo dell’Albiceleste rimane uno dei grandi artefici dell’incoronazione del suo popolo. Solido sulla sua linea per tutto il Mondiale, il portiere dell’Aston Villa, scaldato dalle dichiarazioni di Kylian Mbappé, ha sbloccato ancora una volta il big game durante i decisivi calci di rigore contro i Blues. Un arresto contro Coman, una destabilizzazione che ha dato i suoi frutti contro Tchouaméni e un’altra sconcertante esultanza davanti alle telecamere quando ha ricevuto il trofeo di miglior portiere della competizione. Riassunto perfetto della sua epopea in Qatar.

-Nicolas Otamendi: Criticato per il suo esordio con la maglia argentina e ritenuto uno dei principali responsabili della debacle vissuta contro la Germania nei quarti di finale del Mondiale 2010, l’attuale difensore del Benfica si è poi completamente trasformato. Molto rassicurante per tutta la competizione, l’ex giocatore di Porto e Manchester City si è affermato come il boss della difesa albiceleste. Con 36 duelli vinti, 10 intercettazioni e pochissimi dribbling subiti, Otamendi ha regnato incontrastato. Dal pessimo studente visto al Cape Town Stadium alla solidità mostrata sui prati del Qatar, la progressione è sconcertante. Spettacoli premiati con una prima stella sulla scena mondiale.

-Josko Guardiol: scintillante per tutta questa Coppa del Mondo, l’uomo mascherato di Vatreni ha disgustato tutti gli attaccanti avversari… prima che Lionel Messi gli ricordasse che era in missione. A parte questa impotenza di fronte al genio, il resto è impressionante. Contrasti preziosi, risposte salvavita, solidità costante nel duello, imperiale nell’aria. Un Mondiale da boss che dovrebbe, sicuramente, aprirgli le porte di un futuro radioso. Il Manchester City ha visto tutto.

Dayot Upamecano: Chiamato da Didier Deschamps per disputare la prima Coppa del Mondo della sua storia, DayHot Upamecano non si è lasciato sfuggire. Dominante nei duelli, prezioso nelle situazioni profonde, ispirato a rilanciare, il difensore del Bayern Monaco ha dimostrato di essere, oggi, uno dei difensori più completi al mondo. Accanto a Varane o Konaté, l’Ebroïcien, colpito dal virus e assente contro gli Atlas Lions, solo molto raramente è stato preso da dietro, come le sue prestazioni mozzafiato contro l’Australia o ancora la Danimarca. Il risultato dello Stade de Lusail, questa domenica 18 dicembre, lo lascerà ancora con l’amaro in bocca.

-Sofyan Amrabat: sostituto della Fiorentina la scorsa stagione, il 26enne centrocampista difensivo quasi sicuramente non rivedrà mai più la panchina. Autore di un Mondiale XXL e simbolo stesso dello storico percorso degli Atlas Lions, il marocchino fa logicamente parte di questa squadra tipo. Titolare indiscusso nella posizione di sentinella in mezzo a 3, il nativo di Huizen (sud-est di Amsterdam) è stato mostruoso durante la fase a gironi e ancora di più contro la Spagna, poi contro il Portogallo o addirittura contro la Francia mentre giocava con un infortunio alla schiena. Con un volume di gioco impressionante, rimane una delle grandi rivelazioni di questo Mondiale.

– Luka Modric: parliamo di rivelazione per alcuni, piuttosto parliamo di conferma per altri. Finalista infelice in Russia nonostante un Mondiale eccezionale, il Pallone d’oro 2018 si è ripetuto dalla parte di Doha. Nessun gol o assist nelle mani del croato ma il centrocampista del Real Madrid ha brillato ancora una volta nel centrocampo di Vatreni. Grande artefice del terzo posto racimolato dagli uomini di Zlatko Dalić, la sua prestazione maiuscola realizzata contro il Brasile è ancora disponibile in replay. Un virtuoso di 37 anni che inevitabilmente lascerà un grande vuoto quando deciderà di riattaccare.

– Enzo Fernández: messo in panchina all’inizio della competizione prima di unirsi agli undici nella terza partita contro la Polonia, il giocatore del Benfica si è rapidamente affermato come titolare indiscusso di Lionel Scaloni e la sua inesperienza sulla scena internazionale non si è chiaramente fatta sentire. Premiato con il trofeo per il miglior giovane della competizione, la sua attività a centrocampo si è rivelata fondamentale per l’Albiceleste nella conquista del titolo mondiale. Impressionante nel recupero palla, da notare anche la sua qualità di orientamento nel gioco. Luogotenente di Lionel Messi, il centrocampista 21enne dovrebbe rapidamente vedere la posizione dei leader europei.

-Antoine Griezmann: una finale fallita, ovviamente. Ma poi per il resto… che dire. Ritirato nel ruolo di centrocampista dall’inizio dei Mondiali, il tuttofare dei Blues ha concatenato gare, fasi di pressing, recuperi in più compartimenti del campo e spesso anche in superficie dei Blues, con alcuni salvataggi chiave su tutto il quadrilatero settimane di gara. Solo tecnicamente, come questa semifinale di livello mondiale contro il Marocco, il giocatore dei Colchoneros ha sublimato la partita francese in Qatar. Difficile quindi incolpare il nativo di Mâcon per questo mancato incontro finale visto che il suo contributo durante tutta la competizione sarà stato prezioso.

– Lionel Messi: alcuni direbbero sicuramente la CAPRA. E non a caso l’opera prodotta dalla Pulga in questo Mondial ha una risonanza particolare. Passiamo le lacrime del suo miglior nemico, CR7, questa stella vinta sul gong contro i Blues colloca sicuramente il sette volte Pallone d’oro al vertice di questo sport. Nominato miglior giocatore del torneo, colui che totalizza 7 gol e 3 assist in Qatar non ha smesso di portare i suoi, come in questa finale segnata da una nuova doppietta e da una compostezza agghiacciante per trasformare il suo rigore. Se alcuni come Zlatan Ibrahimovic stavano già evocando il destino, Messi era responsabile di scriverlo. Genio.

– Kylian Mbappe: brillante, impressionante, insufficiente. La finale del nativo di Bondy è a immagine del suo torneo. A volte trasparente, spesso disgustoso, l’attaccante del Paris Saint-Germain ha brillato durante questo Mondiale. Capocannoniere della competizione con 8 gol – e due assist – la sua storica tripletta segnata contro gli argentini alla fine non è bastata. Un destino crudele per il numero 10 francese che non toglie la dimensione assunta dal parigino sulla scena mondiale. Decisivo contro l’Australia, carnefice di Danimarca e Polonia, catalizzatore contro il Marocco e brillante contro l’Albiceleste, Mbappé avrà fatto di tutto per conquistare la sua seconda stella. Un regalo volato via, a poco a poco, per chi spegnerà la sua 24esima candelina, questo martedì.

-Julian Alvarez: il futuro dell’Albiceleste in prima linea nell’attacco è assicurato. Per la sua prima Coppa del Mondo, il nuovo attaccante del Manchester City ha brillato. Autore di 4 gol in 7 partite, il 21enne attaccante ha saputo supportare alla perfezione Lionel Messi. Come la sua doppietta e la prestazione contro la Croazia in semifinale, il prodigio di Calchín è entrato in una nuova dimensione. Per la gioia di Lionel Scaloni ma anche di Pep Guardiola, già allenatore di un certo Erling Haaland…

La squadra tipica della competizione: Martinez – Otamendi, Gvardiol, Upamecano – Amrabat, Modric, Fernandez, Griezmann – Messi, Mbappé, Alvarez.

Sostituzioni: Dominic Livakovic, Yassine Bounou, Achraf Hakimi, Azzedine Ounahi, Romain Saiss, Bukayo Saka, Jude Bellingham e Olivier Giroud.

About the Author

Follow me


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}