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Le partite più belle della storia degli azzurri ai Mondiali

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1958: un festival offensivo contro la RFG per un primo podio

Superata dal Brasile nelle semifinali dei Mondiali svedesi del 1958 (2-5), la squadra francese si oppone al campione del mondo in carica FRG nella piccola finale. Segno di un calcio d’altri tempi, i Blues hanno vinto 6 gol a 3, con realizzazioni di Yvon Douis, Raymond Kopa, e una quadrupla di Just Fontaine, che ha segnato 13 gol durante questo Mondiale. Nonostante i gol tedeschi di Hans Cieslarczyck, Helmut Rahn e Hans Schäfer, i francesi restano in testa e cercano il loro primo podio, dando nuovo slancio al calcio francese.

1982: il trauma contro la RFG

Il rumore, la furia poi il silenzio. Il suono della scossa di Battiston, colpito da Schumacher, quello dei fischi all’attenzione del portiere tedesco e l’eco del tiro di Amoros sulla traversa. Poi la furia e il silenzio, infine, di uno spogliatoio devastato nella notte sivigliana dell’8 luglio 1982 (3-3, 4-5 ai rigori).

“Le uniche cose che abbiamo sentito sono stati i pianti. Eravamo in un tale stato…” ha dichiarato il difensore Marius Trésor, 34 anni dopo il trauma. Su rigore, Michel Platini (27°) risponde al vantaggio di Pierre Littbarski (17°). Un fallo grossolano del portiere tedesco, e poi una traversa francese, le due squadre provano a decidere ai supplementari.

Colpiti due volte grazie a Trésor (93°) e Alain Giresse (100°), i Blues sembrano aver fatto la parte più difficile. Ma Rummenigge, dopo un contropiede (104°), poi Fischer, con un ritorno acrobatico (108°), strappano un rigore, il primo nella storia del Mondiale. Sul 3-2 in favore dei Blues, Stielike fallisce contro Ettori ma Six a sua volta sbaglia il tiro in porta. Sul 4-4 Bossis colpisce sulla destra di Schumacher che respinge il pallone. Hrubesch elimina poi la Francia

Karl-Heinz Rummenigge si lancia quasi alla cieca davanti a Janvion ed Ettori.  Il FRG si rianima (2-3).  (Picture Alliance/Stampa sportiva)

Karl-Heinz Rummenigge si lancia quasi alla cieca davanti a Janvion ed Ettori. Il FRG si rianima (2-3). (Picture Alliance/Stampa sportiva)

1986: il quadrato magico sconfigge il Brasile

Quattro anni dopo la celebre “Notte di Siviglia”, Michel Platini e la sua banda sfidarono il Brasile, a Guadalajara, nei quarti di finale dei Mondiali del 1986. Favoriti, i brasiliani aprono subito le marcature con Careca (17°). Dominati, gli azzurri rialzano la testa grazie al pareggio di Michel Platini (40°). Dopo aver falciato Branco, il portiere Joël Bats respinge il rigore di Zico (75°).

Il punteggio non evolve più fino ai calci di rigore. Platini sbaglia sicuramente il suo tentativo, colpendo sopra l’inquadratura, ma anche Socrates e Julio Cesar sbagliano i loro tiri. Luis Fernandez, non trema. Gli azzurri si prendono la rivincita sui brasiliani, 28 anni dopo la pesante sconfitta del 1958. Da allora, i tricolori hanno vinto tutte le loro avversarie contro l’Auriverde in Coppa del Mondo.

Luis Fernandez aveva segnato l'ultimo tiro in porta della partita, permettendo ai Blues di battere il Brasile (1-1, 4-3 ai rigori) e qualificarsi per le semifinali.  (P. Boutroux/La squadra)

Luis Fernandez aveva segnato l’ultimo tiro in porta della partita, permettendo ai Blues di battere il Brasile (1-1, 4-3 ai rigori) e qualificarsi per le semifinali. (P. Boutroux/La squadra)

1998: per la prima volta in cima al mondo

Per l’ultima Coppa del Mondo del 20° secolo, la Francia ha sfidato in casa il Brasile campione in carica, guidata dal suo attaccante Ronaldo. Galvanizzato da una carriera epica, tra cui un golden gol contro il Paraguay agli ottavi (1-0 p), una vittoria ai rigori contro l’Italia nei quarti (0-0 p, 4-3 ai rigori) e un successo con forcipe contro i croati (2-1), gli azzurri cavalcano l’onda del successo segnando una doppietta su calcio piazzato.

Finora autore di un Mondiale poco convinto, Zinédine Zidane apre le marcature con un colpo di testa sul primo palo, su corner di Emmanuel Petit (27°). Poco prima di rientrare negli spogliatoi lo fa ancora allo stesso modo, stavolta servito da Youri Djorkaeff (45°+1). Ai supplementari, nonostante l’esclusione di Marcel Desailly a inizio partita (67′), i francesi appesantiscono il punteggio dopo un contropiede concluso da Emmanuel Petit (90+3).

2006: i veterani rovesciano la giovane guardia spagnola

La stampa spagnola è chiara: “Ritireremo Zidane”titolo ” Marca “, la mattina degli ottavi di finale contro la Spagna, durante i Mondiali del 2006. Il numero 10 annuncia che la Coppa del Mondo è la sua ultima competizione. In Germania, ad Hannover e davanti a 43.000 spettatori, la Francia ha rovesciato una Spagna arrogante, ma già piena di talento. Con un undici composto da Sergio Ramos, Carles Puyol, Xavi, Xabi Alonso, Raul o anche David Villa, gli iberici hanno aperto le marcature dal dischetto grazie a quest’ultimo (28esimo), dopo un fallo di Lilian Thuram.

Alla sua prima gara in maglia azzurra, un audace Franck Ribéry pareggia dopo aver cancellato Iker Casillas (41esimo). Nell’ultima parte dell’incontro, Patrick Vieira porta in vantaggio la Francia con un colpo di testa (83′), prima che arrivi Zidane a chiudere il dibattito, dopo aver cancellato Carles Puyol e poi ingannato Casillas (90′).

Zinédine Zidane si è permesso di segnare l'ultimo gol della partita contro la Spagna (3-1), contro chi voleva mandarlo al ritiro.  (P. Lahalle/La squadra)

Zinédine Zidane si è permesso di segnare l’ultimo gol della partita contro la Spagna (3-1), contro chi voleva mandarlo al ritiro. (P. Lahalle/La squadra)

2006: Zidane e la sua famiglia rilasciano l’armata brasiliana

Il 1 luglio 2006 segna la fine di un’intera generazione. Barthez, Thuram, Vieira e Zidane affrontano Ronaldo, Cafu, Roberto Carlos e Ronaldinho. Allo scadere dei 90 minuti, i secondi sono costretti a tornare a casa, consolidando lo status di bestia nera dei francesi contro i brasiliani. I campioni in carica dell’epoca non potevano far fronte alla facilità tecnica di Zinédine Zidane.

Il madridista regala un passaggio decisivo per Thierry Henry su punizione, sull’unico gol del match (1-0). Orientamento di gioco, controlli di petto, ginocchio, serenità, il centrocampista continua lo slancio della sua prestazione contro la Spagna agli ottavi (3-1). Questa citazione del commentatore Thierry Gilardi è sufficiente per riassumere la partita: “Il Brasile sta giocando con il bianco stasera. »

2014: la festa dell’offensiva contro la Svizzera

Nel 2014, la Coppa del Mondo in Brasile è un’opportunità per i francesi di riconciliarsi con il proprio pubblico, quattro anni dopo un esercizio catastrofico che si è trasformato in un fiasco. Ben lanciati nella competizione dopo il successo contro l’Honduras (3-0), i Blues hanno continuato il loro buon inizio dominando gli svizzeri per 5-2, nella seconda partita. Olivier Giroud e Blaise Matuidi hanno messo la loro squadra sulla strada giusta (17′, 18′), prima che Mathieu Valbuena peggiorasse il punteggio al 40′, ben servito da Karim Benzema.

Quest’ultimo ha segnato anche uno splendido gol, approfittando di un delizioso esterno di Paul Pogba (67°). Sei minuti dopo tocca a Moussa Sissoko aumentare il punteggio (73°). Blerim Dzemaili e Granit Xhaka salvano l’onore al termine del match (81°, 87°), senza conseguenze per Didier Deschamps ei suoi uomini. Il punteggio avrebbe potuto anche essere più severo, ma il tiro al volo di Benzema non viene conteggiato, l’arbitro aveva fischiato la fine della partita durante l’azione.

Olivier Giroud, che ha aperto le marcature, ha fatto esplodere la sua gioia durante la vittoria della Francia contro la Svizzera nel 2014 (5-2).  (S. Mantey/La squadra)

Olivier Giroud, che ha aperto le marcature, ha fatto esplodere la sua gioia durante la vittoria della Francia contro la Svizzera nel 2014 (5-2). (S. Mantey/La squadra)

2018: Mbappé e Pavard fanno schifo all’Albiceleste

Se dovessimo ricordare una partita dell’incoronazione dei Blues nel 2018, sarebbe sicuramente questa. “Secondo palo Pavard! » In riferimento al mezzo tiro al volo di Benjamin Pavard, che ha permesso ai Blues di racimolare due gol ovunque contro l’Argentina. In una partita prolifica (4-3), la squadra francese ha eliminato Lionel Messi e la sua squadra negli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2018. Di Maria e Mercado hanno permesso agli argentini di andare in vantaggio per 2-1, ma il tiro dei francesi ha liberato un intero gruppo.

Solo 9 minuti in vantaggio, poi i Blues si dispiegano. Dopo Pavard, tocca a Kylian Mbappé (19esimo nel 2018) segnare una doppietta in quattro minuti (64esimo, 68esimo) e mettere fuori gioco i sudamericani. Proprio come l’opposizione che li ha messi faccia a faccia quattro anni dopo, questa partita tra le due squadre ha lasciato spazio all’irrazionale. Sicuramente Sergio Aguero provoca un brivido finale nelle file francesi (90° + 3), ma ormai è troppo tardi, gli azzurri vanno dritti ai quarti, con la sensazione che non possa succedergli nulla.

Il giubilo aveva vinto l'intera squadra della Francia, dopo il pareggio di Benjamin Pavard, durante la vittoria contro l'Argentina nel 2018 (4-3).  (P. Lahalle/La squadra)

Il giubilo aveva vinto l’intera squadra della Francia, dopo il pareggio di Benjamin Pavard, durante la vittoria contro l’Argentina nel 2018 (4-3). (P. Lahalle/La squadra)

2018: vent’anni dopo, lo fanno di nuovo

Il contrasto con il finale precedente è sorprendente. Laddove la Germania aveva espugnato l’Argentina al termine di un match chiuso (1-0 p) nel 2014, la finale del Mondiale 2018 disegna uno scenario completamente diverso. Scossi nel primo tempo contro la Croazia, i francesi hanno dato una lezione di realismo agli avversari vincendo 4-2. Mario Mandzukic, scontento, devia in porta un calcio di punizione di Antoine Griezmann (18°).

Dopo il pareggio di Ivan Perisic (28′), Griezmann riporta in vantaggio i suoi dal dischetto per mano dello stesso Perisic. Paul Pogba (59esimo) e Kylian Mbappé (65esimo) fanno il conto. Hugo Lloris, imperiale per tutta la competizione, è però colpevole di mancanza di concentrazione. Una volta mancato il rilancio, non può che permettere a Mandzukic di rendere meno severa la sconfitta del Paese a scacchi. Vent’anni dopo i loro maggiori, i francesi ripetono l’impresa, come un marcatore di Mbappé in finale a 19 anni, il più giovane dopo Pelé.

Vent'anni dopo i loro predecessori, i Blues hanno vinto la finale del Mondiale 2018, battendo la Croazia (4-2).  (F. Faugère/La squadra)

Vent’anni dopo i loro predecessori, i Blues hanno vinto la finale del Mondiale 2018, battendo la Croazia (4-2). (F. Faugère/La squadra)

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