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“lo prendevamo per un cretino”, racconta in fondo Riolo la fine della storia tra Benzema e i Blues

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Nella serata di After Wednesday su RMC, Daniel Riolo, editorialista e giornalista di RMC Sport, ha svelato il dietro le quinte del pacchetto di Karim Benzema durante i Mondiali, criticando la gestione di Didier Deschamps e l’ego di alcuni dirigenti.

La storia tra Karim Benzema (35 anni, 97 presenze, 37 gol) e la Francia si è conclusa definitivamente il 19 dicembre 2022, il giorno dopo la finale del Mondiale persa dagli azzurri contro l’Argentina. (3-3, 4 scheda 2). Si è infatti fermato addirittura un mese prima, il 19 novembre, quando lo staff della Francia ha ufficializzato il ritiro dalla competizione, due giorni prima della prima partita contro l’Australia, a causa di un infortunio alla coscia sinistra riportato in allenamento. Da allora, l’incertezza ha regnato sulle circostanze di questa partenza, alimentata da chi è vicino al Pallone d’oro assicurando che quest’ultimo avrebbe potuto rigiocare dalla fase a eliminazione diretta.

Nel Dopo di mercoledì, Daniel Riolo, editorialista e giornalista di RMC Sport, ha confermato le tensioni intorno al caso Benzema nella squadra francese e la gestione della sua partenza dal Qatar. Punta il dito contro l’allenatore Didier Deschamps e le sue difficoltà nel “gestire l’ego”. Secondo lui, il ritorno di Benzema alla selezione nel giugno 2021 dopo sei anni di assenza ha causato qualche tensione con alcuni dirigenti della squadra, come Paul Pogba. “Pogba-Benzema non ci sta”, dice, ricordando che il centrocampista della Juventus era comunque forfait per il Mondiale 2022.

Daniel Riolo torna quindi all’inizio della preparazione degli azzurri per il Mondiale con un Benzema, ben trattenuto in gruppo ma in difficoltà ad una coscia da alcune settimane per un sovraccarico muscolare. “Stanno andando ai Mondiali, Benzema è un po’ infortunato ma Benzema dice ‘Conosco perfettamente il mio corpo, so come prendermene cura’ e lo fa un po’ dalla sua parte, dice. Il requisito di Benzema all’inizio giorni della Coppa del Mondo infastidisce un po’ alcune persone”.

Piccola tensione intorno alla lettera dei Blues per il rispetto dei diritti umani in Qatar

Un altro episodio avrebbe contribuito a mettere un po’ a dura prova i rapporti all’interno del gruppo: quello sulle eventuali azioni da intraprendere da parte dei calciatori in difesa dei diritti umani in Qatar, a sostegno dei lavoratori migranti o dei membri della comunità LGBT. “Lloris si è un po’ gonfiato doversi coinvolgere in questo, continua Riolo. Ne hanno parlato, hanno scritto una lettera e Benzema ha detto: ‘siamo qui per questo? Dobbiamo esprimerci su questi argomenti?’ I giocatori che, culturalmente, non si sentivano in sintonia con le richieste di cui si parlava tanto, non erano molto favorevoli a farlo, si creò in quel momento una prima piccola tensione.

Ma il problema principale risiedeva nella gestione dell’infortunio di Benzema prima del Mondiale. “Benzema è andato all’Aspetar (rinomato centro medico di Doha, ndr), ce l’abbiamo cavata malissimo, assicura. Samir Nasri (che ha criticato la gestione del caso Benzema da parte dello staff) in questo ha detto ha ragione. Glielo abbiamo chiesto forzare un po’ in allenamento quando non voleva, sempre nella sua riflessione di ‘so come gestire il mio corpo”. Ha forzato più del dovuto e si è infortunato di nuovo. Le immagini che sono circolate sui social, Li ho fatti analizzare dai medici sportivi, mi hanno detto che era una forma di ricaduta e che farlo giocare gli ottavi di finale è un rischio, ma poteva stare in panchina e anche entrare in caso di estrema necessità. Ma nei quarti di finale sarebbe stato pienamente operativo. La politica del ‘devi essere pronto fin dalla prima partita’, a cosa corrisponde? Quale altro paese al mondo si priva di un giocatore della qualità di Benzema o di un Pallone d’oro perché bisogna farsi trovare pronti dalla partita contro l’Aus tralia? Di Maria ha giocato all’inizio del Mondiale, poi non l’abbiamo visto. E solo in finale, solo in una partita, è stato il migliore in campo”.

Daniel Riolo si sofferma poi sulle circostanze della partenza di Benzema, che ha lasciato discretamente il gruppo nella notte in seguito all’annuncio del suo pacco. Una gestione che sarebbe all’origine del silenzio dell’attaccante francese sui social nei giorni successivi a questa buffa “esfiltrazione”.

“Alcuni giocatori non erano scontenti di vederlo andare via: Griezmann, Lloris, Giroud…”

“Quando portano fuori Benzema e il medico della squadra francese dice: ‘Va tutto bene, sei infortunato, te ne vai’ e prendiamo un aereo per lui alle 6 del mattino… È strano il modo in cui dici a un ragazzo che richiami alla squadra della Francia: “te ne andate di notte”. Se ne andò, da qui il suo silenzio nelle settimane successive.La Francia va in finale e con l’emozione suscitata dalla prestazione ce ne dimentichiamo.C’è però una verità che va detta: Benzema meritava un po’ più di rispetto e chi lo dice (parla da solo) non è ancora il massimo degli avvocati di Benzema. Ho sempre riconosciuto le sue indiscutibili qualità sportive senza essere il suo grande difensore. Voglio essere oggettivo e obbiettivo, lo abbiamo preso per un idiota, lo abbiamo buttato fuori”.

“C’erano alcune tensioni, conclude. Sì, il martedì successivo alla sua partenza, alcuni giocatori della squadra francese non erano scontenti di vederlo partire: Griezmann, Lloris, Giroud. Mbappé, che non faceva né caldo né freddo. Lì Erano dirigenti che non erano dispiaciuti di vedere Benzema andarsene perché occupava poco spazio.Il posizionamento di Griezmann (in campo) è cambiato completamente sia che Benzema fosse presente o meno Questa è la storia di Benzema-Deschamps intorno a questo Mondiale. dato per scontato e Deschamps ci ha mentito dalla A alla Z.”

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