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Mbappé, Giappone, Belgio, Qatar… Alcuni hanno brillato al 1° turno, altri no

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Trovate tutti i momenti salienti, ma anche i deboli, della fase a gironi di questo Mondiale 2022 in Qatar.

Venerdì sera si è conclusa la fase a gironi della Coppa del Mondo. Ciò che già impara una serie di lezioni prima, come amano dire tutti i calciatori di questo pianeta, inizia una nuova competizione con gli ottavi di finale.

L’emozionante sorpresa: il Giappone

Sebbene anche l’Australia avrebbe potuto rivendicare il riconoscimento, i Socceroos sono arrivati ​​”solo” secondi in un girone deludente. Mentre i giapponesi, hanno strappato il primo posto di un girone che contava Spagna e Germania. Due pesi massimi, o dovrebbero esserlo, che i Blue Samurai hanno abbattuto quasi allo stesso modo ogni volta. Ovvero un primo tempo complicato, finito con un gol di svantaggio, prima di un secondo atto svolto con animo da “roninspareggiare, prendere il vantaggio e resistere fino alla fine. Oppure due vittorie su questo punteggio di 2-1, intervallate da una sconfitta, alla fine anche sorprendente, contro il Costa Rica (0-1). In qualche modo, Doan et al non ottengono mai il risultato atteso. Resta da vedere cosa comporterà contro la Croazia negli ottavi di finale, tappa della competizione che i giapponesi non hanno mai superato in Coppa del Mondo.

GUARDA ANCHE – La Corea del Sud passa agli ottavi di finale con un gol all’ultimo minuto contro il Portogallo

Il clamoroso flop: il Belgio

Da un terzo posto finale nel 2018 al nulla assoluto nel 2022. Tale sarà stata la progressione dei Red Devils in quattro anni. Tutto fuorché una sorpresa per una selezione che invecchia, come il suo asse centrale Vertonghen-Alderweireld che prima sembrava buono, ma non più oggi. Per non parlare del calo, confermato in selezione oltre che in club, di Eden Hazard. In Qatar, il Belgio ha presentato una faccia molto triste, con un solo gol segnato e un gioco offensivo molto limitato, anche se la partita contro la Croazia, terminata con uno 0-0, è stata la più vincente. Ma rovinato dalla mancanza di realismo di Romelu Lukaku. Da eliminare con il miglior portiere del mondo – Thibaut Courtois – e il terzo dell’ultimo Pallone d’Oro – Kevin De Bruyne -, la (contro)prestazione è più che notevole. E lei valeva le dimissioni di Roberto Martinez.

Kevin De Bruyne BERNADETT SZABO / REUTERS

Il favorito all’appuntamento: il Brasile

Tuttavia, non avendo ereditato un girone così semplice, il Brasile non ha perso tempo a convalidare il proprio biglietto per gli ottavi di finale. Una prima convincente vittoria contro la Serbia (2-0)un secondo un po’ meno riuscito nel gioco ma molto solido contro la Svizzera (1-0) e gli Auriverde hanno evitato spiacevoli sorprese. Offrendosi, come i Blues, un’ultima partita per il burro contro il Camerun, che ha inflitto il loro primo gol in contemporanea con una sconfitta (0-1). L’unica brutta sorpresa è la sconfitta di Neymar per infortunio all’andata, ma l’attaccante del Paris SG dovrebbe rientrare per gli ottavi di finale contro la Corea del Sud.

Neymar BENOIT TESSIER / PANORAMICO

Il fuoriclasse: Kylian Mbappé

Di questo passo, Kylian Mbappé sarà presto l’ultimo sopravvissuto della Top 10 nella classifica dell’ultimo Pallone d’Oro. Tra i pacchetti di alcuni (Karim Benzema, Sadio Manè), le non qualificazioni degli altri (Mohamed Salah ed Erling Haaland), e ora le eliminazioni dei belgi Kevin De Bruyne e Thibaut Courtois, l’attaccante francese è sempre più visto come la stella numero 1 della competizione al fianco di Lionel Messi. Con già tre gol a suo nome: uno contro l’Australia e due contro la Danimarca –, il giocatore del PSG è nella macchina di testa dei marcatori della competizione. Ancora più importante, ogni sua accelerazione crea pericolo nelle file avversarie e sembra essere al top della forma per avvicinarsi alle partite a eliminazione diretta. La Polonia è stata avvertita.

La sfortunata doppietta: la Germania

Jamal Musiala avrà provato di tutto durante questo 1° turno, ma nulla sarà servito. Per la seconda volta consecutiva, La Germania viene eliminata dalla fase a gironi di un Mondiale, quattro anni dopo il clamoroso fallimento della campagna di Russia. A differenza del Belgio, però, la Mannschaft lascia il Qatar con quattro punti e un’interessante giovinezza, simboleggiata dalle 19 primavere di Musiala. In attacco, i tedeschi avranno anche mostrato grandi cose. Solo che senza un vero marcatore per completare bei movimenti, nessuna salvezza. Né qualifiche. E in difesa, la squadra di Hansi Flick a volte ha oscillato un po’ troppo, forse per mancanza di equilibrio. Ma con Musiala, Serge Gnabry e altri talenti da affinare come Youssoufa Moukoko (18 anni), la Germania potrebbe comunque uscire velocemente dal buco in cui si trova attualmente.

Tedeschi eliminati MOLLY DARLINGTON / PANORAMICA

L’ospite mancante: il Qatar

Mai un paese ospitante di un Mondiale è finito con tre sconfitte in tre partite. UN “sfruttare» dal Qatar, probabilmente la squadra più debole della competizione. In alternativa Ecuador (2-0), Senegal (3-1) et Olanda (2-0) li ha sconfitti, per un totale di sette gol subiti, ancora una volta un record per un paese ospitante. Il calcio qatariota non realizzerà quindi lo stesso tipo di impresa della pallamano nel 2015, quando la squadra locale, formata è vero a gran colpi di naturalizzazioni espresse, era arrivata alla finale del Mondiale disputato a Doha. Poi battuto dalla Francia.

La follia rinfrescante: il Marocco

Sono 36 lunghi anni che i marocchini aspettano questo! Per vedere finalmente la propria squadra qualificarsi per gli ottavi di finale di un Mondiale. Di qui uno straordinario giubilo popolare nel Paese, ma anche sugli spalti degli stadi in Qatar dove i tifosi degli Atlas Lions creano l’atmosfera. Al di là di questa legittima felicità, il Marocco di Walid Regragui ha anche, e soprattutto, il merito di essersi qualificato con stile, chiudendo in testa a un forte Gruppo F. Dopo il pareggio iniziale contro la Croazia (0-0), Hakim Ziyech, risortoe i suoi partner hanno dominato Belgio (2-0) et Canada (2-1) logicamente. Da qui un’ambizione folle che sta cominciando a prendere piede nelle fila marocchine, riassunta dal fianco Noussair Mazraoui: “Ora tutto è possibile. Sai, ho detto prima della competizione che potevamo essere campioni del mondo. Lo penso ancora.Attenzione però alla Spagna agli ottavi di finale, serissima rivale martedì prossimo (16).

Tifosi marocchini in festa a Parigi JULIE SEBADELHA / AFP

L’estraneo mascherato: Inghilterra

Per colpa di pareggio poco brillante contro gli Stati Uniti (0-0) durante la 2° giornata, gli inglesi non hanno convinto del tutto durante il primo turno. Il che forse non è poi così male per loro. Tuttavia, il loro esordio fragoroso contro l’Iran (6-2) et il loro facile successo contro il Galles (3-0) dovrebbe essere di natura tale da preoccupare alcuni. Con un silenzioso Harry Kane sotto porta ma il miglior passante decisivo della competizione, con un ritrovato Marcus Rashford e un centrocampista molto compatto, come Declan Rice, i Tre Leoni non mancano di risorse. Restano la loro difesa, sempre perfettibile, e la posizione del portiere, dove Jordan Pickford resta capace del meglio, ma anche del peggio. Occhio però ai Blues che potrebbero incrociare la loro strada nei quarti di finale, gli inglesi hanno tutto dalla trappola insidiosa.

Harry Kane e i suoi soci PAOLO BAMBINI / REUTERS

Fulmine senza futuro: l’Arabia Saudita

Se questo Mondiale fosse iniziato alla seconda giornata con un improbabile tuono con Sconfitta dell’Argentina contro l’Arabia Saudita (2-1), la selezione di Hervé Renard è stata in definitiva un fuoco di paglia. Cosa infierire senza dubbio per i francesi perché chiaramente, in questo girone C, i sauditi avevano fatto il massimo prendendo il meglio di Lionel Messi e altri. Ma dietro, hanno subito il realismo di Robert Lewandowski e Polonia (0-2) durante un incontro che non meritavano necessariamente di perdere. E contro il Messico (1-2), hanno mostrato un livello di gioco insufficiente per considerare di continuare la loro avventura all’ottavo posto. Infine il “montatura pubblicitariaRenard scenderà presto…

La dichiarazione involontariamente divertente: Gianni Infantino

«Oggi mi sento qatarino, oggi mi sento arabo, oggi mi sento africano, oggi mi sento gay, oggi mi sento disabile, oggi mi sento lavoratore migrante.“È difficile essere più demagogici e inappropriati di Il presidente della Fifa Gianni Infantino in conferenza stampa vigilia dell’apertura della Coppa del Mondo il 19 novembre.

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