Miguel Martinez, ancora troppo forte a Mesves-sur-Loire: “Mathieu van der Poel mi ha già impiegato tre minuti, quindi immagino cosa stiano passando”

Al ritmo dei primi colpi di pedale, Miguel Martinez (Pro Team Sports) ha sorvolato il ciclocross di Mesves-sur-Loire, martedì 1 novembre, sulle rive della Loira. La sua seconda vittoria stagionale alla Nièvre, dopo una prima dimostrazione intorno allo stagno del Niffond, domenica 23 ottobre, a Varennes-Vauzelles. Maxime Girardin (Orléans Loiret) e il Nivernais Loïc Forestier (Guidon Chalettois), furtivamente in lotta, hanno completato il podio di una gara senza suspense.

Ma dietro al campione olimpico (nel 2000, a Sydney) e campione del mondo (nel 2000, in Spagna) di cross-country, altri corridori hanno fatto “due” e “tre” a modo loro. “Miguel mi ha messo in vista due volte”, sorride Jean-Louis Rollot (ASPTT Nevers). “Io sono tre”, aggiunge Pierre-Étienne Alimondo (CC Varennes-Vauzelles). La prima, inserita nella categoria master, si è classificata settima su nove. Il secondo, con gli anziani, ha allevato le retrovie di un gruppo di diciannove corridori.

“Quando sentiamo che ci sta per sorpassare, ci allontaniamo. Anche nella fatica, ha questo piccolo “grazie”. Dopo di che, provo a prendere la sua ruota e seguirlo. Venti metri. Non di più, eh .”

Jean-Louis Rollot (7° su 9 per i maestri)

“Potremmo non avere lo stesso livello di Miguel, ma siamo sulla stessa gara”, apprezza Jean-Louis Rollot, appena segnato dalla sua boccia nella sabbia (“la ruota anteriore ha inseguito, è stata la parte più difficile”). E probabilmente meno inguainato del vincitore di giornata. “Abbiamo la stessa età, 46 anni. Correvo già con lui in minimal, in cadetti. Basta vedere la sua muscolatura per capirne il livello”, osserva questo corridore di Pass’ Cyclisme.

“Quando sentiamo che sta per sorpassarci, ci spostiamo. Ma anche nello sforzo, ha questo piccolo “grazie” che è positivo. Quindi dopo, provo a prendere la sua ruota e seguirlo. . Venti metri. Non di più, eh. Tra i giovani, alla fine degli anni ’80, all’inizio degli anni ’90, era un livello superiore”. Trent’anni e un curriculum ben fornito, “Non conto più i livelli di differenza”, sospira falsamente Jean-Louis Rollot, felice sulla sua moto.

Jean-Louis Rollot, forse meno abile di Miguel Martinez, ha commesso un errore sulla sabbia. Senza gravità. “La ruota anteriore è andata via”. Foto Fred Lonjon

“Ecco cosa fa la bellezza di un ciclocross. All’inizio ci sono tutti i livelli”, scivola Pierre-Étienne Alimondo, 34 anni, dodici anni più giovane di Miguel Martinez. “Ho iniziato a correre quattro anni fa. Devo aver preso parte a una quindicina di ciclocross”. È, più o meno, il numero di medaglie internazionali di Miguel Martinez. “Una star come lui dà vita all’evento. Le persone vengono per lui”. E scoprire, di sfuggita, l’altra vita di una corsa: quella dei corridori travolti.

“Correre con Miguel, finalmente nella stessa gara di Miguel Martinez, aiuta a rimanere umili. Se prendo un urto mentre lo prende lui, non vengo a lavorare il giorno dopo”, scherza il Pouguois Pierre-Étienne Alimondo, dirigente sanitario e grato. “E’ stato il mio club, il CCVV, a pagarmi il mio impegno”. E il diritto di correre con un campione olimpico. “Una star, come ho detto. Ma a lui non importa del suo status. E comunque, ci conosciamo.”

Nonostante queste differenze, è la stessa cosa per tutti: un inizio, un arrivo, uno sforzo per provvedere

Miguel Martinez (Vincitore a Mesves-sur-Loire)

Un segno di rispetto, che Miguel Martinez riceve nel cuore. “Forse sono fortunati a correre con me. Ma è alla base di queste gare avere livelli diversi. Nonostante queste differenze, è per tutti la stessa cosa: una partenza, un arrivo e uno sforzo per fornire”, riassume quello che non è così mal posizionato per immaginare cosa provano questi clienti abituali dei fondi di classifica.

“Per il mio 40° compleanno, nel 2016, ho partecipato ad una round della Coppa del Mondo a Lignières. Il vincitore mi aveva quasi fatto un giro, ero dietro di tre minuti, pur essendo sul muro”. Il vincitore? “Mathieu van der Poel”, sorride Miguel Martinez, non l’unico schiacciato, quel giorno, da colui che aveva ha già vinto il suo primo di quattro titoli mondiali di ciclocross.

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A 46, la “doppia M” continuerà. Ma, dopo Niffon e Mesves, non farà il triplo a Chaulgnes, domenica. “Sarò a Riom invece”, con la maglia del suo nuovo club, Team Atria-VS Gerzatois. “Io sarò bravo a Chaulgnes”, avverte Jean-Louis Rollot. “Normalmente Miguel non dovrebbe fare due turni da me (sorride).”

podi

Maestri. 1. Christophe Moussy (Union Cosnoise Sportive), 2. Pierre Geffroy (VS Nivernais Morvan), 3. Franck Couve (Union Cosnoise Sportive)… 9. Clémence Laury (Guidon Chalettois, junior, con i maestri).

Gli anziani. 1. Miguel Martinez* (Pro Team Sports), 2. Maxime Girardin (Orléans Loiret), 3. Loïc Forestier. *Miguel Martinez, 46 anni, è un maestro. Ma era iscritto agli anziani.

Juniores. 1. Cyrian Merlin (AC Bisontine), 2. Théo Agogué-Moreux (4S Saint-Satur), 3. Alexandre Solivo (US Bonny).

cadetti. 1. Maxime Girard (CC Varennes-Vauzelles), 2. Romain Chiaruzzi (Union Cosnoise Sportive), 3. Lucas Lemaître (JGS Nivernaise).

Minimi/benijamin. 1. Clément Chyra (CC Varennes-Vauzelles), 2. Logan Barbosa (CC Varennes-Vauzelles), 3. Quentin Bourbon (CC Varennes-Vauzelles).

Alunni/più piccoli. 1. Enaël Lemaître (JGS Nivernaise), 2. Jules Meyer (CC Varennes-Vauzelles), 3. Lucas Bodenstaff (JGS Nivernaise)… 6. Lysa Genty (JGS Nivernaise).

Pulcini/allievi. 1. Maxence Frau-Marois (US Bonny), 2. Yanis Bodenstaff (JGS Nivernaise), 3. Sasha Leman (4S Saint-Satur)… 5. Léa Dumas (USM Saran).

Pulcini. 1. Etienne Casing (Stati Uniti Bonny).

Owen Gourdin
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