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MotoGP: Pecco Bagnaia con il numero 1? C’è chi ha corso con zero!

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Pecco Bagnaia dovrebbe correre con il numero 1 l’anno prossimo? In passato abbiamo persino visto piloti gareggiare con il numero 0, anche nel motomondiale.

Par Alessio Piano a partire dal Automobilismo

Anno dopo anno, lo stesso dilemma ritorna. Quale ? Il campione in carica della MotoGP dovrebbe correre con il numero 1? Mi dispiace Bagnaia, almeno ufficialmente, si chiede. Solo a fine gennaio, cogliendo l’occasione della presentazione ufficiale Ducati MotoGP 2023, ha comunicato la sua decisione di proseguire con la sua #63 ovvero di mostrare ben visibile la #1 sul cupolino della sua Desmosedici GP. Infatti nell’alta borghesia è un tema ricorrente, ma in passato l’alta borghesia impazziva davvero!

D’altronde sono 10 anni che non vediamo il numero 1 in MotoGP. L’ultimo è stato Casey Stoner nel 2012, con i suoi successori che avevano deciso di rinunciare al numero distintivo riservato al campione in carica. Di Giorgio Lorenzo con il numero 99 nel 2013 (dopo aver corso con il numero 1 nel 2011) a Marc Marquez (sempre con suono #93), fino a recenti casi di Giovanna Mir et Fabio Quartararo, che hanno mantenuto i loro # 36 e # 20. Senza dimenticare Valenti Rossiche (ovviamente) ha sempre voluto mantenere la sua

Come menzionato, Mi dispiace Bagnaia annuncerà la sua decisione finale in poco meno di un mese. Nelle ultime settimane ha ribadito di non aver ancora chiarito la questione. Sì, affascinato da questo numero 1 che tutti i piloti sognano, ma che comporta anche una pressione aggiuntiva. Una tesi che può essere estesa anche a Alvaro Bautistapoiché l’elenco (provvisorio) del Campionato Mondiale Superbike 2023 include il numero 19.

Riusciremo a portare zero senza essere un pareggio, una fuga per Pecco Bagnaia?

Staremo a vedere, ma in passato ci sono stati episodi di tutti i colori e… numeri! Il caso di Phil Leggi al Gran Premio di Francia del 1975 svoltosi sul Circuito Paul Ricard a Le Castellet è famoso. All’epoca i numeri venivano assegnati automaticamente dagli organizzatori durante la corsa, quindi in questa circostanza il numero 1 era riservato a Teuvo Lansivuori non il campione del mondo 500cc in carica. Per protesta, Leggi ha persino scelto di correre con il numero zero addosso MV Agusta, per un episodio passato alla storia. Infatti, riporta il libro “Hanno vinto sul circuito del Paul Ricard” scritto da Eric Barthelemy, alcuni appassionati d’Oltralpe dissero all’epoca con sarcasmo ” Il numero che Phil Read si merita L’infinita rivalità sull’asse Francia-Regno Unito si estende anche al motociclismo…

Un futuro campione del mondo di Formula 1 piace collina Damon oltre che ex motociclista (ricordiamo: ha corso in moto dal 1981 al 1984 con una Yamaha TZ350, vincendo un titolo Clubman 350cc nel 1983) ha corso due stagioni consecutive con la Williams con la #0. Nel 1993 e nel 1994, mentre Nigel Mansell et Alain Prost Lasciati i Campioni in carica, il campione del mondo 1996 correrà con il soprannome ribattezzato di “Capitan Zero”. Per vari motivi, la squadra regina dell’Endurance, Suzuki SERT, affrontò a sua volta il motomondiale nel 2000 inizialmente con lo zero sulla GSX-R 750 vestita con i colori di Chesterfield. Fino al 2000 compreso, infatti, il titolo di Campione del Mondo Endurance veniva assegnato ai piloti e non ai team. Al termine della stagione 1999, Jean d’Orgeix lascia la SERT e, proprio per questo, la squadra di Dominique Meliand è costretta a correre con il numero 0 assegnatogli dalla FIM, passando successivamente al numero 100.

Nell’Endurance c’erano anche diversi pettorali con lo zero davanti, un po’ come Andrea Dovizioso e il suo famoso #04. Prerogativa di 8 Ore di Suzuka, le squadre giapponesi essendo spesso, loro malgrado, impossibilitate a correre con i numeri riservati alle squadre permanenti del World Endurance Championship. Per questa ragione Kevin Schwantz, durante la sua straordinaria partecipazione nel 2013, ha corso con la #071 e non con la #71 del Team Kagayama. Ragioni simboliche hanno invece portato il team TRICKSTAR ad affrontare più volte la 8 Ore con la #01, chiaro riferimento all’EVA-01 di Neon Genesis EVANGELION con annessa livrea dedicata.

Tornando al tema iniziale, la scelta del #1 rimane facoltativa nei Campionati FIM, ma in alcune realtà è addirittura obbligatoria per i Campioni in carica. Dopo è in AMA Supercross / Motocross Ricky Carmichael ha corso il suo iconico numero 4 in passato (anche nella sua stagione part-time 2007). Il Giappone, invece, si sta affermando come un mondo a parte, basti pensare che dal 2020 tutti i pettorali di tutte le classi All Japan (!) vengono assegnati automaticamente in base alle classifiche della stagione precedente. Il campione in carica corre con il n°1, il suo secondo con il n°2 e così via fino al decimo. Team e piloti si oppongono a questa decisione antiquata. E per una buona ragione: alcuni piloti hanno perso il proprio numero di gara distintivo e alcuni sponsor…

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