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MotoGP: quanti piloti con tre Case? Marc Marquez è l’unico fedele

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La storia della MotoGP ci insegna che tutti i big hanno spesso cambiato casa. Fa eccezione Marc Marquez, da sempre sotto la bandiera Honda.

Par Diana Tamantini a partire dal Automobilismo

Ci sono i “fedeli” a un unico marchio, come ad esempio Marc Marquezsempre con Honda durante i suoi dieci anni di carriera in MotoGP. Possiamo anche citare i cadetti Fabio Quartararo (Yamaha) ecc Mi dispiace Bagnaia (Ducati), da meno tempo nella massima categoria. Ma c’è piuttosto chi scommette su stemmi diversi. I casi riscontrati anche in MotoGP confermano che non è mai facile adattarsi ad un’altra moto e quindi ottenere risultati importanti. L’anno prossimo Jack Miller partirà nel 2023 con il terzo marchio diverso in MotoGP, e chissà se riuscirà a vincere con KTM come con Honda e soprattutto con Ducati… Ecco un elenco esaustivo di chi ha cambiato cremerie.

Jorge Lorenzo (Yamaha/Ducati/Honda)

Tre voti da segnalare per il fuoriclasse maiorchino, che però ha brillato definitivamente solo con la casa dei tre diapason. Potrebbe aver portato Ducati verso la vittoria prima di questa stagione 2022? Questa domanda rimarrà per sempre senza risposta. Ma andiamo con ordine: dal 2008 al 2016 è stato uno dei fuoriclasse della Yamaha, con risultati che valgono tre titoli mondiali, tre secondi posti e due P3 assoluti. Nel 2017 ha deciso di tentare l’avventura Ducati : due podi il primo anno, un passo avanti dopo i primi GP del 2018, ma i leader in rosso avevano già guardato altrove… Il maiorchino ha tre vittorie, un altro podio e quattro pole prima di un infortunio. D’altra parte, 2019 con Honda è sicuramente da dimenticare: a fine anno va in pensione.

Andrea Dovizioso (Honda/Yamaha/Ducati)

Ha fatto il suo debutto in MotoGP nel 2008 con un periodo di quattro anni a Honda, ottenendo una vittoria e altri 15 podi. La sua unica stagione Yamaha segue, mettendo a segno altri sei podi, per poi aprire il lungo periodo Ducati nel 2013. Si parte con alti e bassi, ma poi i podi si moltiplicano, arrivano anche le vittorie… Fino a quando inizia ad ottenere risultati al punto da essere in lotta per la vittoria finale contro Marc Marquez ! Dal 2017 al 2019 è stato vicecampione del mondo, nel 2020 ha annunciato di volersi prendere un anno sabbatico. Ma a fine 2021 accetta la sella della squadra satellite Yamaha per gli ultimi GP, un ritorno sfortunato fino al ritiro definitivo a Misano 2022.

dovizioso-marquez-motogp

Scott Redding (Honda/Ducati/Aprilia)

Cinque anni nella massima categoria per il pilota britannico, dal 2014 al 2018 per la precisione. Inizia con due anni a Hondaottenendo il suo primo podio in MotoGP a Misano nel 2015. Due anni seguiti nei colori Ducati, ma in termini di risultati non è molto meglio. L’unico momento clou è il suo secondo podio in carriera ad Assen nel 2016, che sarà anche l’ultimo della sua breve carriera in MotoGP. Nel 2018, invece, è in azione con Aprilia in uno degli anni difficili del marchio. Per lui 20 punti complessivi e un 11° posto come miglior risultato stagionale.

Cal Crutchlow (Yamaha/Ducati/Honda)

È arrivato in MotoGP nel 2011, con il campionato Supersport 2009 in tasca e un intero anno in Superbike a referto. Un cambio dunque tutt’altro che semplice, ma il pilota di Coventry resta nella massima categoria fino al 2020, quando annuncia il ritiro. Crutchlow inizia con un punto Yamaha tre anni, conquistando i primi sei podi di categoria. Il suo unico anno con Ducati seguì, durante la quale ottenne anche un podio, mentre dal 2015 fino al suo ritiro fu con la Honda. In questi anni, oltre a nove podi, arriveranno tre vittorie mondiali: la prima a Brno nel 2016, bissata a Phillip Island, l’ultima in Argentina nel 2018. È pilota collaudatore Yamaha dal 2021, ma con 10 GP a referto da sostituto.

Andrea Iannone (Ducati/Suzuki/Aprilia)

La sua carriera si è interrotta a fine 2019, ma il pilota abruzzese corre in MotoGP dal 2013. Anche lui con tre marchi diversi, a cominciare da Ducati, dove rimase per quattro stagioni. La sua prima e unica vittoria è arrivata negli ultimi due anni, insieme ad altri sei podi, prima di passare a Suzuki. Due anni in cui ha ottenuto quattro podi, tutti nel 2018, per poi cambiare ancora e approdare a Aprilia. A referto c’è un 6° posto come miglior risultato stagionale, proprio qui si è conclusa la sua carriera.

Aleix Espargarò (Ducati/Suzuki/Aprilia)

Il suo primo anno intero in MotoGP risale al 2010, il suo unico anno Ducati con due ottavi meglio. Tralasciando il periodo CRT dove si è comportata bene (è arrivato anche il primo podio), passiamo al 2015, primo di due anni nei colori di Suzuki. Stagioni tra alti e bassi, con un 4° posto come miglior risultato, prima di accettare la sfida con Aprilia dal 2017. Anni abbastanza difficili, fino al 2021, quando arriva il primo podio: questo è il primo segnale di quanto visto nel campionato appena concluso. L’anno migliore per il marchio e per Espargaró: una vittoria storica, altri cinque podi, posizioni costanti nella top ten (tranne in tre GP), uno zero solo. Oltre alla soddisfazione di essere rimasto in lotta per il titolo fino a pochi round dalla fine!

Maverick Vinales (Suzuki/Yamaha/Aprilia)

Il pilota spagnolo è arrivato in MotoGP nel 2015, trascorrendo le prime due stagioni con Suzuki. Con questi colori arriva la prima vittoria e altri tre podi nella classe regina, a cui segue il passaggio alla Yamaha. Quattro anni pieni con risultati altalenanti: arrivano vittorie e podi, ma in campionato non riesce a superare il 3° gradino del podio mondiale. Nel 2021 la rottura con il brand di Iwata, nel 2022 gioca il suo primo anno intero con Aprilia, il terzo costruttore diverso nella sua carriera nella categoria regina. Ci sono stati alcuni interessanti segnali di crescita, come testimoniano i tre podi di Assen, Silverstone e Misano.

Pol Espargarò (Yamaha/KTM/Honda)

È arrivato in MotoGP nel 2014, da campione in carica della Moto2, con cui gareggiare per tre anni Yamaha. Mostra una buona costanza di risultati, chiudendo spesso nei primi dieci e ottenendo due quarti posti come suoi migliori risultati. Nel 2017 inizia l’esperienza con KTM, un costruttore appena arrivato e al quale il più giovane di casa Espargaró darà i primi importanti risultati. Il primo storico podio arriva a Valencia nel 2018, poi si ripete cinque volte nel 2020, per poi raccogliere la sfida con Honda. Tuttavia, nel periodo più buio dell’Ala d’Oro: si susseguono due stagioni difficili, con due podi alternati a tante gare complicate. Il 2023, anche nei colori della GasGas, sarà l’anno del suo ritorno a KTM.

Herve Poncharal

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