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Nazionale: vittoria maschile per l’RC Narbonnais a Hyères (16-15)

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In un pantano, sotto la pioggia e al buio, il Racing Club Narbonnais ha registrato la sua prima vittoria in trasferta della stagione, a Hyères-Carqueiranne di Patrick Pézery. Questa volta la moneta è caduta sul lato destro (da 16 a 15).

Sono le 17:45, nel buio più totale, sotto un acquazzone. Patrick Pézery, l’allenatore di Hyères-Carqueiranne, aspetta da solo davanti all’ufficio dell’arbitro. Non decolla. Lui e Grégory Le Corvec si lamentano del test Narbonnais che non ci sarebbe. Pézery sembra brutto tempo. Contrasta con la gioia dello spogliatoio del Narbonese, unito come un sol uomo.

Lo stregone, tuttavia, ha quasi ceduto. Patrick Pezery. L’uomo dell’ascesa in Pro D2 del Racing Club Narbonnais, oggi a Hyères. I tifosi del Racing, una cinquantina questa domenica al Var, non lo hanno dimenticato. Nemmeno io. Mentre esce dallo spogliatoio all’inizio del riscaldamento, una voce femminile lancia un “Patrik”. Tappo avvitato in testa, Pézery non distoglie lo sguardo, probabilmente per timidezza, ma si porta una mano sul cuore. L’ex mentore del Narbonese aveva annunciato, a quanto pare, di non far giocare gli Espoirs all’apertura su questo prato impregnato d’acqua. Perse. Era davvero così. L’allenatore di Hyères non fa mai niente a caso e quindi ha riservato, come c’era da aspettarsi, l’accoglienza più bella all’RCN, ovvero un prato arato. Un campo di patate. Un campo che non favorisce il gioco degli audois.

I primi minuti lo confermano. Due tocchi persi, Hyères-Carqueiranne in anticipo con i suoi attaccanti che spesso bucano l’asse e le marcatrici corrono (9-6), spesso frutto di una vera e propria lotta in rucks. Per il momento sono i Varois a insistere in campo “arancione e nero” e che hanno già sfiorato la doppietta. Anche il Racing ha due occasioni per mettersi sotto i ramponi: dopo una bella sequenza è Tom Chauvet a impegnare un attaccante nei 22 metri; poi Rebussone viene penalizzato, mentre l’RCN aveva evidentemente fatto la parte più difficile. Su un prato indegno vincerà la squadra che si farà rispettare nei rucks. Ed è Paul Belzons a essere duramente penalizzato, dando l’opportunità a Munro di prendere il largo (12-6, 26°).

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Un RCN che ha avuto difficoltà ad adattarsi alle sue condizioni, come questo scortese attaccante di Pierre Nueno che ha permesso a Hyères di essere molto clinico (15-6, 30 °). Intanto il Narbonne si incastra su questo terreno e fa, è stagione, il tergicristallo. Quando però si rialza, quando gioca con i suoi attaccanti, fa male, con uno zaino che spinge Hyères in porta nel fango e, quindi, confusione, anche a fine gara (15-13, 40°).

Una vittoria nel buio

Con il ritorno della pioggia, il vento in poppa e la notte che scendeva su uno stadio molto poco illuminato, il Racing è finalmente partito bene. Nova paga una bella valigia sui trenta metri ma Homer mette il piede in touch sui dieci metri. Aude ancora ben ispirati e ben organizzati con un Montagne molto solido in difesa. Narbonne cresce. Scava più a fondo in questo terreno in una vera guerra di trincea. La partita è tesa. Nella notte, ogni squadra ha i suoi momenti salienti. Anche la sua goffaggine, con logicamente molte anticipazioni. Da questa lotta costante, Tom Homer dei 25m (15-16, 71°) solleva Racing e Montagne si mostra in una grande giornata su un ruck nei suoi 20 metri. Accidenti. I minuti passano. I brutti film del passato stanno girando nella testa della gente. L’RCN si stringe. Gioca in modo intelligente. Una gran maul, Hyères a quattordici anni, e una trattenuta palla molto intelligente durante i tre lunghi minuti di interruzione del gioco.

Il Racing ha vinto di un punto, 16 a 15. L’ex mentore del Racing non ha apprezzato. Qualche anno fa, logicamente, a Patrick Pézery sarebbe piaciuto molto… questa vittoria per gli uomini.

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