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Nel mirino della giustizia, la Juventus rischia grosso

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Ecco i principali aspetti del dossier, visto che martedì il club approva un bilancio 2021/22 in passivo di circa 240 milioni di euro, prima di nominare un nuovo consiglio di amministrazione il 18 gennaio, dopo le dimissioni del presidente Andrea Agnelli.

Di cosa è accusata la Juve?

La Procura di Torino ha chiesto il 1° dicembre l’esonero di Andrea Agnelli e di altri 11 dirigenti sospettati di irregolarità nella gestione finanziaria del club. Il boss della “Vecchia Signora” dal 2010 aveva preceduto questo nuovo passaggio giudiziario dimettendosi tre giorni prima con l’intero consiglio di amministrazione, compreso il vicepresidente Pavel Nedved. Un’udienza preliminare è prevista all’inizio del 2023 nell’ambito di questo caso aperto lo scorso anno.

Il club più titolato del calcio italiano (36 scudetti), quotato in Borsa, è tra l’altro accusato di aver manipolato il mercato trasmettendo informazioni finanziarie faziose ai propri investitori nel periodo 2018-2021. In particolare registrando “plusvalenze fittizie” durante la cessione di calciatori e compiendo “manovre” per differire il pagamento degli stipendi durante la pandemia di Covid-19. La Procura di Torino ha evidenziato “le notevoli differenze tra i bilanci approvati e quelli che avrebbero dovuto essere”. La Juventus ha sempre affermato di aver “agito nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano le comunicazioni finanziarie”.

Cosa sono le plusvalenze “fittizie”?

Al centro dell’inchiesta c’è la pratica dei “falsi scambi”, cioè il cross-selling di calciatori tra due club, con poco o niente denaro effettivamente versato. La Juventus ha moltiplicato queste operazioni, ad esempio con il Barcellona nel 2020 per i trasferimenti incrociati del brasiliano Arthur Melo (72 milioni di euro) e del bosniaco Miralem Pjanic (60 milioni di euro). Erano circolati pochi soldi ma l’effetto era stato immediato sui conti dei due club grazie alla nozione di valore aggiunto.

Durante un trasferimento, il costo per l’acquisto di un giocatore viene ripartito sotto forma di ammortamento sulla durata del suo contratto. Ma l’eventuale plusvalenza sulla vendita è immediatamente registrabile. Con Pjanic la Juventus aveva così messo a segno una bella plusvalenza di 43 milioni di euro. L’accusa, però, ritiene che la Juve abbia fissato valori eccessivi per alcuni giocatori in fase di cessione per poter aumentare la plusvalenza e ridurne artificialmente le perdite. L’ufficio del pubblico ministero ha stimato queste cosiddette plusvalenze “fittizie” in circa 155 milioni di euro tra il 2018 e il 2021, secondo i documenti consultati dall’AFP. Resta la difficoltà o addirittura l’impossibilità di fissare una scala oggettiva al valore di un giocatore: la giustizia sportiva italiana aveva assolto gli 11 club processati ad aprile, tra cui la Juventus, ma ha riaperto il fascicolo a dicembre.

Cosa c’è di sbagliato con gli stipendi?

L’altro presunto trucco contabile imputato alla Juventus riguarda gli accordi presi con i propri giocatori per dilazionare il pagamento di alcuni stipendi durante la pandemia, nel 2020 poi nel 2021. La Juve aveva parlato di un “impatto positivo di 90 milioni” sui propri conti dopo aver annunciato un accordo non a pagare quattro mensilità nella primavera del 2020. Ma l’accusa ritiene che avrebbe dovuto far emergere come responsabilità il fatto di essersi impegnata parallelamente, tramite accordi privati ​​con i suoi giocatori, a pagare successivamente tre delle quattro mensilità. Il club avrebbe anche concluso altri accordi privati ​​e segreti con i suoi giocatori, tra cui quello con Cristiano Ronaldo a cui la Juve deve ancora circa 20 milioni di euro, secondo i media.

Cosa rischia la Juventus?

Al di là delle possibili sanzioni legali, la Federcalcio italiana ha aperto una nuova inchiesta sulle “manovre” salariali, secondo l’agenzia italiana Ansa. Questo potrebbe valere una nuova procedura al club con la chiave per eventuali sanzioni (multa o ritiro di punti). La UEFA ha anche annunciato il 1° dicembre l’apertura di un’indagine sulle “presunte violazioni finanziarie” della Juve.

La “Vecchia Signora”, dopo aver violato le regole contabili del fair play finanziario, ha concluso ad agosto con l’organismo europeo un piano di risanamento in tre anni per entrare nei chiodi. È sotto la minaccia di una pesante multa o addirittura dell’esclusione dalle competizioni europee se non la rispetta. Tanto più che la Juve è da mesi in aperta polemica con la UEFA per la Superlega, progetto di competizione privata che i torinesi sono gli ultimi a difendere con Real Madrid e Barcellona.

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