‘Nessuna pressione per Fabio Quartararo’: il pilota Régis Laconi prepara lo scenario per la battaglia finale della MotoGP

Sul circuito Ricardo Tormo conosce la strada per la vittoria. Quella che Fabio Quartararo dovrà assolutamente prendersi questa domenica per sperare di conservare la corona di re dell’arena MotoGP. Eroe del Gran Premio di Valencia del 1999 – suo unico trionfo ai massimi livelli ottenuto in sella a una Yamaha 500 -, Régis Laconi, 47 anni, sarà spettatore attento dell’atto conclusivo dell’avvincente match tra un Francesco Bagnaia vicinissimo a consacrazione e il “diavolo” del Nizza, campione in carica, che si gioca la sua piccola possibilità di passare secondo. I consigli degli esperti prima della finale.

Régis, quattro mesi fa, la sera del Gran Premio di Germania, Francesco Bagnaia era a 91 punti dal leader Fabio Quartararo. Era ancora un contendente al titolo ai tuoi occhi?

No, per me, francamente, era fuori dai giochi. Renditi conto: dopo dieci round, a metà, c’era quasi un divario di quattro vittorie tra di loro. Un buco! Pensavo che Fabio avrebbe continuato a segnare punti importanti ogni domenica fino a quando non avesse incoronato la corona, come nel 2021. Impossibile immaginare il resto dello scenario come è successo…

Come si spiega oggi questo spettacolare capovolgimento delle gerarchie nello spazio di nove razze?

Il tandem Quartararo-Yamaha ha perso quella consistenza che era la sua forza. Fabio è uno dei due o tre migliori piloti in griglia, lo sanno tutti. Quindi è difficile spiegare questa seconda metà stagione su e giù. Ad esempio, qual è il vero motivo del suo affondamento al Gran Premio di Thailandia (4° in griglia di partenza, 18° all’arrivo, ndr)? Fabio ha fatto parecchi progressi sulla pista bagnata ultimamente. Perché è affondato così a Buriram? Solo per un problema di pressione e surriscaldamento delle gomme? Non credo che ci sia stato detto tutto. Cadere perdutamente per il pilota è un po’ facile. Il team Yamaha ha la sua parte di responsabilità in questo rallentamento, chiaramente!

Di fronte, Bagnaia, ha ritrovato la regolarità che gli mancava. Sorpreso di vederlo incatenare così tanti podi?

Non me l’aspettavo. Le quattro vittorie che ha messo in fila quest’estate tra Assen (GP olandese) e Misano (GP Saint-Marin) cambiare le cose. Lì, “Pecco” è pieno di fiducia. Abbastanza per finire molto bene come ha appena dimostrato in Malesia. Attenzione, uno gnocco può sempre tagliare il suo slancio. L’abbiamo visto in Giappone (quando Bagnaia è caduto all’ultimo giro cercando di superare Quartararo per guadagnare l’8° posto). Ma finora ne ha commesso solo uno nel tempo. Degno di nota.

Le istruzioni a favore di Bagnaia che prestiamo al team Ducati ufficiale fanno scorrere fiumi di inchiostro e saliva. Cosa ne pensi?

È una tempesta in una tazza da tè! Non c’è niente. O non molto. Tutto è stato esagerato, trasformato, persino inventato. Conosco molto bene Paolo Ciabatti (Direttore Sportivo Ducati Corse). Ne ho parlato con lui. Ci piacciamo, quindi sono sicuro che non mi ha mentito. Non c’è niente. A Misano, ad Aragon, a Sepang, Bastianini ha fatto regali a Bagnaia? Non lontano da qui! E hai sentito l’ultima storia che hanno strozzato a distanza il motore di Bastianini durante la gara in Malesia? Qualsiasi cosa! È proibito. Impossibile. Detto questo, io capo della Ducati, avrei dato istruzioni. Entrare in otto moto nella classe regina, si sa, è costoso. È uno sforzo enorme. Da lì, hai il vantaggio dei numeri per ottenere il ROI delle azioni. Normale. Alla Yamaha e alla Honda, devono solo fare lo stesso!

A Valencia, al via della finale decisiva, chi avrà più pressione sulle spalle: Bagnaia o Quartararo?

Credo che peserà di più dalla parte di Bagnaia. Certo, “Pecco” ha il suo destino in mano. Gli mancano solo 2 punti. Ma questa è la prima volta che il titolo supremo arriva a lui. L’opportunità di entrare nelle classifiche della MotoGP non si presenta tutti i giorni. Quindi non deve mancare la domenica. D-day! Tanto più che la Ducati lo aspetta dal 2007 (l’anno dell’unico titolo piloti vinto in sella ad una Ducati dall’australiano Casey Stoner). Di contro, per Fabio non c’è pressione. Nessun calcolo. È già campione del mondo. A Valencia deve dare il massimo. Solo una vittoria può permettergli di prolungare il suo regno. Ma l’esito della stagione non dipende più da lui…

Ci sono motivi di speranza per Fabio?

Ovviamente! Sulla carta, il suo compito sembra molto complicato. Ma tutto può succedere. Compreso un guasto meccanico eliminatorio per Bagnaia. Qualunque pilota di costituzione normale lo sa: non si gioca nulla finché non si taglia il traguardo. Ci vediamo domenica intorno alle 14:40!

Come in Malesia, correrà con un dito fratturato

. Sarà un handicap?

Questo è il dito medio della sua mano sinistra. Quindi non è molto fastidioso. Ciò non gli ha impedito di risalire dal 12° al 3° posto in Malesia. Se la caverà senza problemi, vedrai. Una volta indossato l’elmetto, il pilota spesso dimentica l’infortunio. Sono in una buona posizione per parlarne. Crediamo sia stato diminuito ma è vicino al limite come se nulla fosse accaduto. Quando un obiettivo importante si profila davanti, è tutto nella testa. Lei è la leader.

Domenica se sei Bagnaia ti giochi la vittoria o la salvezza? Senza esitazione, preferisco la sicurezza per raccogliere i pochi punti necessari. Nel 2004 volevo vincere tutte le gare. Risultato: ottengo sette successi, ma il titolo mondiale Superbike mi sfugge di poco nell’ultimo, in Francia(a beneficio del britannico James Toseland, suo vicino di box nel team ufficiale… Ducati)

. Mi sono morso le dita per un po’, credimi. Lì, a Valencia, la lotta davanti si preannuncia feroce tra i piloti Ducati, Quartararo e Marquez, per citarne solo alcuni. Bagnaia, deve assolutamente evitare di finire a pancia in giù. Quindi devi limitare i rischi il più possibile. Rimani ultra concentrato, soprattutto per non prendere l’iniziativa. Vittorie, ce ne saranno altre. Domenica conta solo il titolo. Per lui, questo è l’obiettivo finale. L’apice di una carriera.

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