“Non ha senso”, come sarà la tregua dei club durante il Mondiale?

Al Parco dei Principi,

Brunch domenicale di qualità la domenica al Parc, anche se il locale non è presente in nessuno dei locali trendy che pullulano di dissolutezza, posti a 50 euro una fetta di bacon e spremuta d’arancia della capitale. Dai, non ci ricordiamo cosa abbiamo mangiato e ci siamo addormentati un po’ nel mezzo, ma grazie ai tifosi dell’Auxerre per aver rallegrato questo PSG-Auxerre un po’ più dei loro giocatori. Due striscioni “boicotta il Qatar” poi “Fuck Qatar” branditi a pochi minuti l’uno dall’altro, gli steward parigini non si sono rubati gli stipendi, i bastardi.

Neymar è partito in quarta marcia

Per il resto, una manita nelle regole e un ultimo match senza infortuni, grazie alla collaborazione degli uomini di Pélissier. Forse volevano salvarsi anche per il Qatar, almeno l’unico a priori interessato, la Mensah, squadra ghanese. Ed ecco tutte queste belle persone davanti al grande ignoto della stagione: una tregua di un mese tra Pirenei e Alpi senza alcun significato sulla carta, tra chi va in Qatar, chi resta, ma chi va comunque nelle giovanili o gioca due partite internazionali con una squadra di terza zona, ed i senza rango, ai quali bisognerà intanto dare ferie.

Ognuno compone a modo suo. A Parigi, visto che ci siamo, possiamo quasi spegnere il riscaldamento: 12 selezionati per i Mondiali, appena sufficienti per giocare a palla tennis con i restanti. Verrà quindi tagliato in base al tempo di gioco, alla preparazione individuale per i puniti, poi ripresa graduale degli allenamenti collettivi dal 5 dicembre, a seconda dei presenti. Anche Galtier ha archiviato il caso, spiegandosi che dopotutto sarebbe andato anche a vedere alcune partite in Qatar. Con gli altri ci proviamo anno dopo anno costruire un programma coerente : due settimane di vacanza nella maggior parte dei casi, poi uno stage in un luogo accogliente (Marocco o Spagna, scommetti) con un numero di amichevoli proporzionale ai risultati finora registrati.

“Chiarisci la testa” prima di partire per uno stage

In tal modo, Laurent Blanc ha già deciso di caricare la barca OL, con recupero il 25 per ottenere una ciliegina atletica e non meno di cinque amici per far credere che la forza lavoro del Lione valga qualcosa di diverso da un 9° posto caldo nella pancia morbida. I giocatori dell’Auxerre non sanno ancora come andranno a mangiarsi, ma aspettano tutti le feste per digerire un primo semestre molto più movimentato del solito per squadre che non giocheranno mai in Europa: “Lo faremo già proverò a schiarirsi le idee per tornare meglio in guerra, il riposo farà bene, ammette Lassine Sinayoko, poi immagino che lo staff ci farà lavorare per recuperare queste due settimane perse, anche se personalmente seguirò un programma con un allenatore sportivo personale. »

Il suo compagno di squadra Benoît Costil, un vecchio viaggiatore con lo zaino in spalla L1, è più scettico sui possibili benefici di questa insolita tregua. Ma questo darà almeno a Christophe Pélissier, appena arrivato, il tempo di instillare in dettaglio uno o due pretesti tattici prima della ripresa.

“Forse è bene mettere in atto le indicazioni del mister, per ricominciare con una mini-preparazione, magari uno stage sapendo che molti giocatori sono arrivati ​​dopo il tirocinio la scorsa estate. Può permetterci di trascorrere alcuni giorni insieme, di affinare i collegamenti e di mettere in atto ciò che vogliamo fare in questa lunga seconda parte di stagione. »

Riposo per pianificare il ritorno per i globalisti

La promessa di un’altra stagione di 23 giorni che non fa male a chi ha saltato i primi 15. Per i bravi studenti, questa storia oscura dei Mondiali ricorda il crepacuore delle feste di Ognissanti: perché fermarsi ora che siamo un successo in tutte le materie e il ballottaggio non è ancora caduto? Bruno Genesio immagina già il peggio per il suo Barça bretone: “Dobbiamo adattarci, ma stiamo quasi andando verso l’ignoto. Ci vorrà quasi una seconda preparazione con i giocatori che sono assenti e che dovranno riposarsi quando saranno eliminati. Forse quando riprenderemo giocheremo senza sei o sette giocatori che seguiranno il loro percorso, è una sciocchezza. »

L’allenatore del Rennes è naturalmente scontroso, ma un aneddoto lo stesso che parla dell’impotenza degli allenatori della L1 in questi giorni: Christophe Galtier, che si era preso l’incarico di organizzare partite ludiche per allenarlo ad evitare “la psicosi dell’infortunio”, nei giorni scorsi si è precipitato a Neymar prima che quest’ultimo, sostituito all’ora di gioco, non rientrasse negli spogliatoi in quarta Ingranaggio. Perché tanta fretta di augurargli buona fortuna per il Qatar ? “Sapevo che doveva partire in fretta, non ero sicuro di rivederlo negli spogliatoi a fine partita”. Non sono sicuro che il brasiliano dimostri tanta diligenza nel tornare a vivere l’inverno parigino di fine dicembre, vittoria o meno ai Mondiali.

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