Oldies MotoGP: Circuit Ricardo Tormo a Valencia, un po’ di storia…

Il circuito Ricardo Tormo di Cheste, a 20 chilometri da Valencia, è diventato l’evento che chiude le stagioni del Gran Premio della MotoGP. Non è sempre stato così…

La storia di questo luogo imperdibile risale molto indirettamente all’anno 1952, quando Ricardo Tormo Bla è nato il 7 settembre vicino a Xàtiva, in provincia di Valencia. All’epoca le gare motociclistiche urbane venivano organizzate frequentemente nelle strade di lì, come nei paesi limitrofi di Cullera, Alcira, Guadassuar o Gandia

Il giovane ha preso subito il virus, ha lasciato la scuola appena ha potuto per lavorare nell’officina dello zio, si è fatto le ossa con un Ducson 50cc per le strade di Canals e, non ancora 21enne, ha falsificato la firma dei genitori per ottenere la nazionale licenza che gli permette di correre come pilota del Moto Club di Xàtiva. Nel 1970 si iscrisse segretamente a una gara a Cullera (l’evento di riferimento) con una Derbi 75cc 5 marce acquistata per 15.000 pesetas. Lì arrivò secondo, ma suo padre lo sentì alla radio e la sua prima esperienza finì lì, patente strappata.

Due anni dopo, questa volta maggiorenne e con il consenso del padre, iniziò davvero a correre vincendo alcuni eventi urbani locali, sempre in provincia di Valencia, con la Derb 75cc ma anche una Ossa 250cc. Certo, i tracciati sono rudimentali, spesso costituiti da strade ad angolo retto a malapena protette da alcune balle di paglia, ma conducenti famosi comeAngelo nipote o Benjamin Gray vieni a prendere i bonus di partenza…

Questi successi locali lo consentono Ricardo Tormo a partecipare al campionato spagnolo del 1973, che finì al 4° posto, per poi iscriversi con il supporto di Salvador Carsí senior, della Escudería Ferrys, al Gran Premio di Jarama che poi chiuse la stagione del Gran Premio. Ha concluso 10° in un giro su una Derbi 50cc e ha segnato il suo primo punto, in una gara in cui il terzo ha concesso più di un minuto ai piloti ufficiali Kreidler, Jan De Vries et Bruno Kneubühler !
Aneddoticamente, quest’ultimo è arrivato 2° lo stesso giorno in 50cc, 250cc e 500cc: altre volte, altre usanze!

Ma torniamo a Ricardo Tormo : La sua carriera non era ancora iniziata e partecipò al campionato nazionale 50cc nel 1974 con una Derbi privata, una Bultaco e una Kreidler nel 1975, anno in cui un primo incidente lo immobilizzò per 6 mesi…

…prima di diventare pilota ufficiale “Bultaco” nel 1976 con l’aiuto della federazione spagnola che finanziò i Piovaticci d’Eugenio Lazzarini (creato dai tecnici Jan Thiel e Martin Mijwaarts, ora umoristicamente noto come Piovataco o Bultacucci). Ma il giovane spagnolo, non ancora del tutto guarito dagli infortuni, preferisce dimettersi, prima di partecipare più tardi al Gran Premio di Spagna con il suo vecchio Kreidler, in cui segna 5 punti.

Tornato alla Bultaco nel 1977, al fianco di Angel Nieto, ottiene il 3° posto nella classifica generale del motomondiale.

Imbattibile sotto la pioggia, il valenciano ottenne il suo primo titolo nel 1978 vincendo cinque delle sette gare. Ehi no, le 50cc non sono in programma per tutti i Gran Premi…

Nel 1979 Bultaco incontra difficoltà commerciali e interrompe la produzione. Anche il servizio corse si ferma e Ricardo Tormo conclude il campionato al 17° posto.

L’anno successivo, la RFME (Federazione Spagnola) affittò il Kreidler van Veen per Ricardo Tormo nel 1980. Vinse una gara e finì 4° in campionato.

Nel 1981, con il suo ex meccanico Ángel Carmona, fece uscire la sua “vecchia” Bultacos di fabbrica, e con il patrocinio di Motul e sempre con il supporto della Federazione Spagnola, raggiunse l’impossibile e vinse un nuovo titolo mondiale nella 50cc!

Da notare, completamente a destra nella foto, un certo Jorge Martinez detto “Aspar” che all’epoca era solo un meccanico…

Da lì, le cose diventeranno un po’ più complicate. La Bultaco fu superata nel 1982 e la valenciana ottenne solo un podio nella 50cc. È anche pilota ufficiale Sanvenero nella 125cc e finisce 5° in campionato.

Nel 1983, “Ricardetto” utilizza una Garelli 50cc (e un MBA 125cc) e vince l’ultimo Gran Premio delle “tazzine da caffè” a Imola, categoria che sale a 80cc l’anno successivo.

Il 1984 deve essere l’anno del rinnovo, come pilota ufficiale Derbi al fianco di Aspar.

Ahimè, Ricardo Tormo gravemente ferito alla gamba destra durante l’allenamento la zona industriale di Martorelles (vicino a Barcellona, ​​poiché all’epoca c’erano solo due circuiti permanenti, Jarama e Calafat), che misero fine alla sua carriera agonistica e gli valsero 27 operazioni.

Da quel momento in poi, l’uomo che divenne team manager della squadra ufficiale Derbi non smise mai di lavorare per la realizzazione del circuito permanente nella sua regione, a Valence, dove Jorge Martinez “Aspar” supportati dal nonno di Adrian Campos, l’ex pilota di Formula 1, così come la Federazione Motociclistica locale sono già molto favorevoli all’idea di avere un circuito di velocità nella Comunità Valenciana, dato il passato piuttosto folcloristico nella regione in questo considerare. L’idea in realtà risale al 1973…

Tre comuni offrono terra libera: Guadasuar, Sagunto e Cullera, quest’ultimo molto motivato, per la presenza dell’inconfondibile presidente del Moto Club di Cullera, Salvador Gascón, che è allo stesso tempo presidente della società che promuove detto progetto .
Inoltre, Cullera organizza almeno un evento di campionato spagnolo ogni anno e genera un entusiasmo popolare che oggi può essere difficile da cogliere.

Ecco alcuni gustosi esempi, distillati da un nostro corrispondente spagnolo, l’ex pilota Josep Mª Mallol, che non è estraneo alla firma contraffatta del giovane Ricardo Tormo

La prima è questa foto rivelatrice di un’intera atmosfera: Áangelo nipote a Cullera, in piedi sul gradino più alto di un podio del Trofeo Bahía de los Naranjos composto da quattro casse di arance capovolte e fissando incredulo le dimensioni della coppa…

Uno dei rettilinei del circuito di Cullera terminava all’ingresso del cimitero. Il giorno della gara abbiamo lasciato aperta la porta di quest’ultima come via di fuga in caso di mancata frenata. L’altro aneddoto riguarda un allevatore di polli situato nei pressi del circuito. Allevava i suoi polli e vendeva le sue uova, a migliaia. Dopo la prima gara, le galline hanno smesso di deporre le uova per due settimane. Oggi questo sarebbe senza dubbio oggetto di denuncia, ma invece di protestare, il coraggioso contadino ha messo della musica per le sue galline per abituarle a sentire qualcosa, e negli anni successivi non ci sono più stati problemi.

Cullera ha anche studiato un layout ambizioso per il suo circuito permanente, con un ponte come quello di Suzuka…

Ma dopo tanti dibattiti e trattative, è finalmente Cheste, meno turistica e nelle immediate vicinanze di Valencia e del suo aeroporto oltre che dell’asse Valencia-Madrid, che viene scelta negli anni 88-89 per ospitare il circuito, in una zona di ricco terreno irriguo ad uso agricolo denominato “Cambrillas”, costituito da un podere di circa 300 ha appartenente alla Generalitat. Ciò porterà comunque a una manifestazione da parte degli agricoltori il giorno della mostra del progetto presso la Casa de la Cultura a Cheste, questi ultimi temendo conseguenze negative per le loro attività.

Ricardo Tormo è stato poi nominato consulente tecnico del progetto. Lo vediamo a sinistra in questa foto, con “Aspar”, vero fulcro del progetto.

La prima pietra fu posta il 18 ottobre 1989 alla presenza di Jorge Martínez “Aspar”, Julián Miralles e Javier DebónCampione europeo 125cc… E questo è quasi tutto!

I lavori avanzano poco, da un lato per la crisi economica che non permette di pagare tutti gli espropri e mette in secondo piano la costruzione del circuito, ma anche per il ritrovamento di due ville romane sul terreno . su cui doveva essere costruito il circuito di velocità.

Uno di essi è stato scavato ei suoi resti, tra cui una lapide, hanno trovato destinazione presso la sede dell’Istituto di Studi Regionali di Buñol, mentre l’altro, gravemente danneggiato, è stato lasciato com’era dov’era. Ora è materializzato da un ulivo, accanto a un’ansa.

Gli anni passano e la costruzione ristagna. I motociclisti locali si riuniscono ogni domenica per manifestare e chiedere la ripresa dei lavori, ma è stato solo con l’arrivo del nuovo governo nel 1996 che tutta la terra è stata finalmente espropriata in modo finanziariamente adeguato.

Jorge Martinez “Aspar” diventa impaziente: “Non riusciamo a capire che una comunità come Valencia, che da 25 anni ha piloti in prima linea nel Mondiale, non abbia un circuito. Sai cosa ? Cinque anni fa, il 60% dei piloti sulle griglie di partenza dei circuiti nazionali erano valenciani. Oggi hanno appena cinque anni. L’attuale governo della Generalitat, controllato dal Partito popolare, lo capisce e gestisce un circuito che, nel suo disegno e nella sua struttura, farà invidia al mondo. »

Ma la costruzione del circuito continuò ad essere lenta fino al 1998, 10 anni dopo la decisione di costruire, quando le cose presero vita quasi freneticamente, sia per mettere sotto pressione un circuito Catalunya-Barcellona nel mirino della Dorna per mancanza di spettatori, ma soprattutto tutto perché la maggioranza politica ha cambiato schieramento…

Il circuito della Comunità Valenciana lo sarà davvero finalmente costruito in meno di un anno, giorno e notte da 400 operai, dalla fine del 1998 al 1999 !

Ahimè, che soffre di leucemia, Ricardo Tormo non vedrà mai il “suo” circuito completato. Morì il 27 dicembre 1998 all’età di 46 anni.

È stato in questo momento che abbiamo pensato di chiamarlo Circuito Ricardo Tormo, sotto l’impulso di Jorge Martinez Asspar et Angelo nipotesuoi amici personali.

Nel maggio 1999 si sono svolte le prime prove IRTA, dominate da Alex Criville in 1’37.375 sulla sua 500 Honda, rispetto all’attuale record di 1’29.401 detenuto da Jorge Lorenzo dal 2016…

Alex Criville dichiara: “Sebbene manchi un po’ di grip perché la pista è ancora sporca, quello che ho apprezzato di più è che la tribuna è vicina e i tifosi potranno seguire la gara da vicino” invece Sete Gibernau notare che “Per la 500 cc di cilindrata il circuito è un po’ troppo piccolo per noi.

Il circuito Ricardo Tormo è stato inaugurato il 19 settembre 1999 da King Juan Carlos I al primo Gran Premio. Lo dicevano quelli che lo avevano visto scappare Ricardo Tormo era un grande pilota sull’asciutto ma era invincibile sul bagnato.

Quel giorno, dopo una settimana di sole, iniziò a piovere. È stato detto che “queste erano le lacrime di Ricardo che non aveva potuto assistere al primo Gran Premio su un circuito per il quale aveva tanto lottato”.

Regis Laconi vinse lì la gara della 500cc, l’ultimo francese ad aver vinto la classe regina prima di un certo Fabio Quartararo

Oggi la statua di Ricardo Tormo domina quelli di altri campioni spagnoli, ad esempio Jorge Martínez «Aspar», Ángel Nieto, Bernat Martínez Mas, Manuel «Champi» Herreros, Adrián Campos o Nico Terol.

Foto di credito: Soymotor.com, El Mundo Deportivo, La Vanguardia, Motorcycling, pilots-dead.com e diver.

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