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Parliamo di MotoGP: Álex Márquez, la testa è andata

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Continuiamo la nostra retrospettiva sulla stagione di ogni pilota, dall’ultimo a Pecco Bagnaia. Per apprezzare la prestazione dei nostri beniamini non basta guardare la loro posizione in classifica generale. Andiamo quindi a vedere le dinamiche, il contesto, le qualifiche, l’attesa che il pilota in questione ha suscitato per giudicare la sua campagna. Ieri era la stagione per Takaaki Nakagami chi è stato onorato. Puoi trovare l’articolo corrispondente cliccando su questa frase evidenziata.

Come promemoria, questa opinione rimane soggettiva e riflette solo i pensieri del suo autore.

I) Deprimente

La stagione di Alex Marquez è abbastanza difficile da analizzare, perché nella riflessione interviene un fattore insolito: l’invidia. Nessuno, nemmeno i team manager, può costringere i piloti a darsi al manubrio della moto. È quello che è successo quest’anno con il fratellino Márquez. Il risultato è una campagna il più deprimente possibile, che descriveremo in dettaglio.

Anche quest’anno, Álex perde l’occasione. Nel 2021 era arrivato alle spalle del compagno di squadra Takaaki Nakagami e non era mai riuscito a superare un corso. Nessun cambiamento nel 2022. Sul numero di punti per gara segnati, è – ancora – dietro a un Nakagami invecchiato e poco più ispirato. Ha segnato solo 50 punti in 20 portatequesto è 20 in meno rispetto all’anno precedente, che di per sé ha avuto molto meno successo di quello precedente. Insomma, sta solo regredendo. In dettaglio, nessun miglioramento visibile. Álex non è nemmeno più così esplosivo e incisivo (la sua qualità principale) e, soprattutto, ancora così irregolare. Nel 2022 è caduto quattro volte ed è finito fuori dalla zona punti tre volte, compreso uno zero negli ultimi tre round, come se volesse che finisse il prima possibile.

Alex è a suo agio sul bagnato. Foto: Michelin Motorsport

Quindi, ovviamente, ci sono circostanze attenuanti. La moto è davvero poco competitiva, e il più frustrante possibile stando alle dichiarazioni dei principali interessati. È evidente dalle immagini che suo fratello Marc non ha la stessa attrezzatura, il che impedisce qualsiasi confronto onesto. A metà stagione, Álex ha ammesso di aver preferito fermare la MotoGP piuttosto che iniziare un altro anno sulla RC213V. Una dichiarazione rara a questo livello.

II) Può tornare più forte?

La sua campagna non fa sognare, e il barlume di speranza si sta progressivamente affievolendo. Possiamo conservare una buona prestazione in Portogallo, settimo dopo essere partiti dalla stessa posizione. Álex è particolarmente affezionato a questo tracciato, ma riconosco che in una stagione di 20 gare è scarso. In Thailandia ha appeso la sua unica altra top 10, ottavo, in condizioni dantesche, completare un ascensore da 12 posti. Ma sappiamo di cosa è capace, ecco perché difficilmente possiamo accontentarci di prestazioni del genere.

Come promemoria, nel 2020, ha ottenuto cinque top-10 su 14 gare, con una macchina ufficiale, certo (non molto più competitiva però), ma da rookie. Anche l’anno scorso è stato decisamente migliore dal punto di vista delle prestazioni, con sei round finiti tra i primi dieci. Álex è sempre stato veloce sin dal suo arrivo nei Gran Premi. È, né più né meno, il peggior esercizio della sua carriera, dal 2012 in Moto3. Inoltre, tralasceremo i molti errori, come questa divisione regolare di Jack Miller al GP d’Australia.

Non al suo posto. Foto: Michelin Motorsport

Conclusione :

Certamente, il 2022 è una delle peggiori campagne. Quando la mente non c’è, è difficile incolpare direttamente il pilota, soprattutto perché la Honda ha gran parte della responsabilità dell’abbandono psicologico dei suoi guerrieri. Raramente avevamo visto un pilota così felice di lasciare il suo datore di lavoro, tanto più che era lo stesso l’istituzione LCR ; un cambio di aspetto che la dice lunga sullo stato del campionato. Le forze opposte sono cambiate, ma avremo occasione di riparlarne anche questo inverno. Ma d’altra parte, il fratello di Marc non si stava comportando bene ed è difficile concludere qualcos’altro su di lui. Quello che fa più male è il confronto con Takaaki Nakagami: quest’ultimo gli regala solo due punti nonostante le tre partite non giocate.

Il miracoloso acquisto al Gresini rimescola le carte e, nonostante questi tre anni difficili, Álex Márquez potrebbe risorgere dalle ceneri, argomento di cui parleremo a lungo una volta terminati i test precampionato.

Cosa ne pensi del suo anno 2022? Diteci nei commenti!

La firma con Gresini è un’occasione d’oro. Sta a lui approfittarne. Foto: Michelin Motorsport

Foto di copertina: Michelin Motorsport

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