Parliamo di MotoGP: La stagione 2022, davvero brutta?

Sorprendentemente, l’esercizio 2022 non sembra aver convinto la maggior parte degli appassionati di Gran Premi. Tuttavia, la trama unica e le tante sorprese hanno portato, a nostro avviso, alla migliore stagione dal 2015. Attraverso diversi temi, metteremo in evidenza le qualità e i punti salienti che hanno definito quest’anno. Questo articolo si concentrerà solo sulla MotoGP, e non sulle categorie inferiori.

I) Un livello molto alto

Questa è una dimensione che era passata in secondo piano durante le stagioni 2020 e 2021. In effetti, abbiamo avuto l’opportunità di assistere a grandi prestazioni individuali durante tutto l’anno. Il livello intrinseco della griglia, ben aiutato dalle prestazioni della Ducati, ha superato un corso. Secondo gli Stati Uniti, Fabio Quartararo, un terzo della stagione, era probabilmente nella sua migliore forma in carriera, in vista dell’anno del suo titolo. Il suo recital di Portimão sarà ricordato per sempre. Che sia Bastianini, Martin, Aleix Espargarò, Rins, Oliveira e specialmente Bagnaia (Jerez, Assen, Silverstone, Misano e Sepang), tutte hanno offerto prestazioni eccezionali. Per vedere tante imprese, bisogna tornare a quelle grandissime, Marquez, Lorenzo e consorte.

II) Atmosfera “anni ’80”.

Siamo già tornati su questo punto durante la nostra analisi della gara più bella del 2022. Ma nel complesso sono serviti a chi apprezza la tensione palpabile, le battaglie di decimi tra uno o due piloti al massimo, l’impressione di superarsi tipica di fine anni ’80 e inizio ’90. A Le Mans, Misano, Aragón o anche Sepang, Bagnaia e Bastianini erano nell’arena, come gladiatori, pronti a tutto pur di vincere. A pochi giri dal traguardo l’atmosfera intorno al circuito si fa pesante, pesante, irrespirabile. Entrambi possono trionfare. Il parallelo con razze mitiche come Hockenheim 1989, Phillip Island 1989 o da un più forte Gerez 1996è facilmente distinguibile.

Contrariamente a quanto molti pensano, le corse in gruppo ei sorpassi a tutti i costi non monopolizzano la dimensione spettacolare del motorsport, anche se il Gran Premio d’Australia è stato eccezionale.

La gara di Phillip Island non è la nostra preferita, ma dobbiamo ammettere la qualità dello spettacolo offerto. Foto: Michelin Motorsport

III) Un ritorno storico

Come non evocare il tour de force di Mi dispiace Bagnaia. Come promemoria, era in svantaggio di 91 punti alla fine del Gran Premio di Germania, ma è comunque riuscito a vincere. È un nuovo record che segna l’avvento di un nuovo tipo di pilota, che si “permette” di cadere quattro o cinque volte durante la stagione ma la cui fiducia non ne risente. Vederlo progredire è un privilegio che bisogna saper apprezzare, indipendentemente da chi si sostiene. A Sepang era intoccabile, non poteva succedergli niente. Dalla memoria, dobbiamo tornare alle scoperte di Giorgio Lorenzo nel 2018 per vedere tanta fiducia in un singolo pilota.

IV) Il miglior pilota privato della storia?

La cova di Bastianini quest’anno è stata bellissima da vedere. Già perché si guida benissimo, certo, ma anche per lo storytelling, famoso narrativa, è il grande ritorno delle nozioni di lingua inglese. Lo storytelling è una tecnica di comunicazione che sfrutta il potere delle storie per raggiungere emotivamente – e conquistare – le persone che costituiscono il tuo target di riferimento. Ad esempio, tutte le comunicazioni in giro «Il decisore» a Valencia lo è, perché si basa sulla storia dell’ascesa di Bagnaia, sulla potente Ducati, di fronte a Quartararo, sfavorito dalla sua macchina. Venduto, fa venire voglia di guardare. Diffuso oggi, basta prestare attenzione alle lunghe pubblicità in televisione per convincersi della sua utilità. Non ci aggrappiamo a un prodotto, ma alla storia e all’identità di un marchio.

Cosa ci fa Bastianini lì dentro, me lo dici? In effetti, c’è un altro uso del termine storytelling, ovvero immaginare come potrebbe essere una situazione reale se, in uno scenario immaginario, un marchio ne approfittasse. Lo sport si presta perfettamente a questo esercizio. Chi non si è mai detto, di fronte ad un evento come Sepang 2015, “nemmeno Hollywood avrebbe potuto scriverlo”?

È proprio questo che immaginiamo davanti alla stagione di Enea Bastianini. Immagina: un giovane italiano, separato dalla VR46, che vinse in Qatar su una Ducati dell’anno scorso, e il cui direttore storico è morto un anno prima! Il narrativa è pazzesco, degno dei migliori film americani.

Il decisore. Foto: Michelin Motorsport

Oltre alla sua impresa sotto i riflettori di Losail, Enea si è distinto in molte occasioni. Non è il miglior outsider dei tempi moderni? SU può discutere Marco Melandri e la sua stagione 2005, è vero, ma secondo noi, Bastianini 2022 passato Zarco 2017 o Crutchlow 2013, grandissime stagioni di uomini non o poco attesi. Siamo curiosi di conoscere la tua opinione su questo dibattito parallelo.

Ecco, alla rinfusa, alcuni motivi per cui stiamo considerando molto questa stagione 2022. Quindi, ovviamente, siamo consapevoli che la sconfitta di Fabio Quartararo c’entra qualcosa nelle tante recensioni che si possono leggere qua e là. Ma dal punto di vista della storia, rimarrà.

Cosa ne pensi di questa stagione? Raccontacelo nei commenti ! Inoltre, se desideri chiarimenti sulla definizione e l’uso del termine narrativanon esitate a presentarvi.

olivo in modalità Maestro della pioggia. Foto: Michelin Motorsport

Foto di copertina: Michelin Motorsport

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