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Parliamo di MotoGP: Marco Bezzecchi, la rivelazione del 2022?

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Continuiamo la nostra retrospettiva sulla stagione di ogni pilota, dall’ultimo a Pecco Bagnaia. Per apprezzare la prestazione dei nostri beniamini non basta guardare la loro posizione in classifica generale. Andiamo quindi a vedere le dinamiche, il contesto, le qualifiche, l’attesa che il pilota in questione ha suscitato per giudicare la sua campagna. Ieri era la stagione per Giovanna Mir chi è stato onorato. Puoi trovare l’articolo corrispondente cliccando su questa frase evidenziata.

Come promemoria, questa opinione rimane soggettiva e riflette solo i pensieri del suo autore.

I) Un pilota convincente

Dopo alcuni giorni passati a fare i conti con stagioni deprimenti l’una dell’altra, parlare di Marco Bezzecchi fa bene. Senza nemmeno citare le statistiche, questo driver porta una boccata d’aria fresca molto apprezzabile. Nel più puro stile italiano, Bezzecchi brillava con la sua personalità e il suo carisma. Casualmente, è un buon punto ed è una qualità che oggi non è più condivisa da molti.

Tuttavia, ciò non dovrebbe pregiudicare l’analisi. In realtà, la stagione del rookie dell’anno è avvincente, ma gridare al genio è audace. È l’unico esordiente che, all’interno di questa cuvée eppure formidabile sulla carta, si è distinto. Attenzione a non farsi ingannare dal confronto. Equipaggiato con una Desmosedici GP21 dalle prestazioni altissime, non ha abbagliato il pianeta motociclistico ma ha ottenuto prestazioni di altissimo livello. Con una pole position, un podio e altri tre top 5, il suo anno è un successo.

Pole sorpresa a Buriram per il giovane e simpatico italiano. Foto: Michelin Motorsport

II) Luca Marini o Marco Bezzecchi?

Ciò che è interessante nel suo caso è il confronto con Luca Marino, con una GP22. Il fratellastro di Valenti Rossi, autore di una buonissima stagione, ha vinto il duello tra compagni di squadra (9-6 nelle gare in cui i due hanno tagliato il traguardo), ma Bezzecchi non è stato per questo indegno. Ricordiamo comunque che la GP22 è stata nettamente peggiore della GP21 nei primi incontri, il che spiega la partenza fiacca di Marini.

Marco si è distinto per il suo senso del combattimento e la sua esplosività, sicuramente la sua risorsa numero 1. Le corse in branco non lo spaventano e non esita a lottare per la sua posizione. La sua velocità è abbastanza buona, rispecchiata abbastanza bene dalla sua posizione in classifica generale. Anzi dei precedenti “esordienti dell’anno”, Bezzecchi ha ancora i suoi punti deboli. Innanzitutto, correre sotto la pioggia. Ha finito 20e in Indonesia (la squadra ha rivendicato un problema tecnico) e 16e in Thailandia partendo dalla pole position. Con Marco, da solo Fabio Di Giannantonio et Remy Gardner non ha segnato punti nei due inning.

Poi, e senza dubbio la più importante, la regolarità nella prestazione, primo criterio per figurare bene in classifica generale e per assicurarsi un radioso futuro nei Gran Premi. Marco può avere un ottimo fine settimana, solido in tutte le sessioni, ma perdere completamente il prossimo. Notiamo così enormi perdite e guadagni, che vanno da + 12 a – 8 posizioni su due GP successivi. Certo, è appena arrivato in MotoGP, ma il suo pacchetto è stato efficiente su tutte le piste, in tutte le condizioni, oltre ad essere perfettamente conosciuto per il suo secondo anno di attività. Questo è un dettaglio da tenere d’occhio per il 2023.

Riuscirà a superare un corso come il suo amico Pecco Bagnaia? Foto: Michelin Motorsport

Conclusione :

Il Rookie of the Year ha realizzato una campagna onesta e avvincente, ma non possiamo trascurare alcune carenze. Sì, un giovane lupo dovrebbe avere il tempo di sbagliare o perfezionare il proprio mestiere e appianare le proprie imperfezioni (coerenza nel caso di Bezzecchi), ma il mercato di oggi produce esordienti sempre più forti, veloci e perfetti. Quindi, ovviamente, ha preceduto gli altri inesperti, ma il confronto è parziale vista la povertà delle rispettive campagne. Se ci riferiamo al numero di punti per gara (5,5 ppc per l’italiano nell’esercizio 2022), è ben lungi dall’essere il debuttante dell’anno 2019 (Quartararo, 10,1 ppc), 2020 (Brad Binder, 6,2 pagine), et 2021 (Martin, 7,9 pp). Ciò non significa che non raggiungerà mai il loro livello, Bagnaia aveva faticato nella sua prima stagione nel 2019, nonostante una macchina piuttosto competitiva.

Nel 2023 il simpatico italiano dovrà mostrare progressi, perché i posti costano sempre di più. Immagina per un momento che ristagni nonostante una pole e un podio, e che allo stesso tempo, Celestino Vietti è in una stagione di fuoco in Moto2? La questione della sostituzione si porrebbe legittima visto il volto del campionato, purtroppo per Marco. Del resto Luca Marini non è immune ma sembra in vantaggio, avendone una in più « MotoGP » nello spirito (in posa, molto regolare nell’esecuzione ma meno frizzante). Gli auguriamo in ogni caso la migliore stagione possibile.

Cosa ne pensi della sua campagna? Diteci nei commenti!

Foto: Michelin Motorsport

Foto di copertina: Michelin Motorsport

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