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Parliamo di MotoGP: niente va bene per Joan Mir

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Continuiamo la nostra retrospettiva sulla stagione di ogni pilota, dall’ultimo a Pecco Bagnaia. Per apprezzare la prestazione dei nostri beniamini non basta guardare la loro posizione in classifica generale. Andiamo quindi a vedere le dinamiche, il contesto, le qualifiche, l’attesa che il pilota in questione ha suscitato per giudicare la sua campagna. Ieri era la stagione per Pol Espargaro chi è stato onorato. Puoi trovare l’articolo corrispondente cliccando su questa frase evidenziata.

Come promemoria, questa opinione rimane soggettiva e riflette solo i pensieri del suo autore.

I) Peggior stagione in carriera

Il caso di Joan Mir è singolare, per non dire unico. Se aveva fatto una partenza degna dei suoi standard, l’annuncio del ritiro della Suzuki per fine stagione ha avuto un impatto notevole su di lui. Come abbiamo sottolineato per il caso di Alex Marquez, è difficile giudicare un pilota che non è più coinvolto come prima. Tuttavia, in questo esercizio in cui giudichiamo la campagna di ogni commesso, questo argomento legittimo non garantisce l’immunità. Altri ne sarebbero danneggiati.

La sua stagione, da un punto di vista oggettivo, è catastrofica. È, né più né meno, il suo anno peggiore della sua carriera, sia in termini di contabilità che di dinamiche. Per rendersi conto dell’entità del danno, qualche cifra. Ha rinunciato sei volte, tra cui un taglio regolare di Jack Miller in Portogallo, e la sua ultima grande caduta, a Spielberg, lo ha ferito e ha definitivamente seppellito la sua stagione. Dal 2019 al 2021 non aveva visto il traguardo otto volte. La sua rimonta dopo l’infortunio è stata ancora peggiore, con due run finiti fuori dai primi 15 (18 e 19). Ciò significa che ha tante gare completate a punti quante non (otto contro otto).

Foto: Michelin Motorsport

E questo è solo l’inizio. Nella sua sacra stagione nel 2020, lo aveva fatto ha ottenuto 12,2 punti per corsa (ppc). Il suo esercizio del 2021 era passato sotto il radar e lo abbiamo persino elogiato molto; 11,5 pp. Nel 2022, ha riferito solo 5,4 ppc (!), tanto quanto durante la sua stagione da rookie. Per gli appassionati di statistiche e simpatici aneddoti, questa è la peggiore media per un pilota che vinse la classe regina due anni fa dalla campagna di Freddy Spencer nel 1987, dove aveva corso solo quattro gare, infortunato! Si noti che le medie sono state adeguate alla scala attuale e che i conducenti che si sono ritirati meno di due anni dopo il loro ultimo titolo non sono stati presi in considerazione (Schwantz, Rainey, Doohan, Stoner…).

II) L’incubo continua

Ancora nessuna velocità massima, spesso a terra e soprattutto maledetta dagli dei. In effetti, la sua campagna non è stata facilitata dai molteplici infortuni che ha dovuto affrontare. Innanzitutto, il più ovvio: caviglia. Il suo enorme highside a Spielberg lo ha eclissato per quattro Gran Premi, ma non appena si è rimesso in piedi, il sindrome compartimentale lo ha colpito nel bel mezzo di una gara a Sepang. Alla fine, un problema allo stomaco ha finito per metterlo fuori combattimento. Ora Joan si lamenta la schiena e il colloe sta anche pensando di sottoporsi a un intervento chirurgico quest’inverno.

Un anno da “gatta nera” che, purtroppo, ci rende particolarmente pessimisti sul suo futuro. L’accumulo di eventi di questo tipo è un fenomeno noto nei Gran Premi, che ha messo fine a molte carriere. Questo è quello che è successo Ben Spiesche ha sofferto allo stesso modo il 2012 con stress, ripetute cadute, infortuni e mal di pancia (si spera per lo spagnolo che questo non sia un segno). Nel 2013 è stato cucinato “Elbowz”, che ha accelerato il suo ritiro dalla competizione.

Nonostante le battute d’arresto, la sua ultima apparizione fino ad oggi, a Valencia, è stata soddisfacente. Foto: Michelin Motorsport

Tuttavia, ci sono alcuni motivi di speranza per quanto riguarda Mir. Prima di tutto la sua regolarità nelle prestazioni, la sua arma principale fin dall’ingresso nella massima categoria. Quando taglia il traguardo, Joan è spesso molto ben piazzata; è una qualità condivisa da altri grandi piloti. Convincente anche il suo inizio di stagione, segnato da due 4° posti consecutivi prima dell’annuncio della Suzuki. Poi, per finire, la sua gara di Valence, l’ultima partita, terminata 6° dopo uno sforzo notevole. Questa performance conserva quel sottile barlume di speranza, che da mesi fatichiamo a intravedere.

Conclusione :

Una delle campagne individuali, se non la peggiore, del 2022. Al volante di una GSX-RR relativamente performante, Joan Mir ha mostrato solo un po’ del suo talento. Pochi risultati corretti non ci fanno dimenticare i suoi troppi errori. All’equazione si sono aggiunti infortuni di ogni tipo, come se non bastasse. Un anno da dimenticare il più in fretta possibile. La sua firma in Honda Repsol, registrata a fine agosto, lascia perplessi. Certo, speriamo che possa trovare una forma migliore al suo fianco Marc Marquezma il compito sembra arduo.

Cosa ne pensi della sua stagione? Diteci nei commenti!

Trasferimento… interessante. Foto: Michelin Motorsport

Foto di copertina: Michelin Motorsport

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